Il titolo di questo progetto nasce da un episodio quasi leggendario, accaduto appunto nel 1518. Una donna, Frau Troffea, iniziò a ballare per una via di Strasburgo. Smise dopo alcuni giorni. In una settimana, altre 34 persone si unirono a lei e dopo un mese, erano diventate ben 400. Trance collettiva? Isteria di gruppo? Alcuni improvvisati ballerini morirono addirittura di infarto: ciò nonostante, le autorità fomentarono il gesto convocando musicisti e orchestre, convinte che la stanchezza sarebbe stata più efficace della repressione.
“Dancing Plague of 1518” della brasiliana Niege Borges, prende spunto dall’evento e rivisita in chiave ironica alcuni dei film e delle serie tv più famose che contengono scene di ballo. Dal celebre momento di “Pulp Fiction” a un classico come “Singin’ in the Rain” fino alle coreografie del “Rocky Horror Picture Show” o di “Chicago”. I poster sono in vendita a 17 dollari, intanto seguite il Tumblr, ne arriveranno di nuove.
Dancing Plague of 1518 è il progetto grafico di Niege Borges con le illustrazioni dei balli in film e serie tv





Designersgotoheaven.com
Ieri vi abbiamo parlato di Typeverything, e oggi tocca a Designersgotoheaven, altro sito-raccolta di lavori di design vari, con le stesse impostazioni del primo, ma per oggetto in maniera più ampia, lavori di design come grafiche, foto, e illustrazioni.
Ideatore e responsabile è sempre Andrei D. Robu, giovane graphic designer rumeno. La sua freschezza la si deve ai suoi molteplici interessi nell’ambito del design, spaziando dalla scrittura ai tatuaggi, passando per i graffiti e i video, finendo tra i brand e le corporate identity. La sua internazionalità la si riconosce nell’affrontare tutte queste tematiche con azzardo nell’innovazione sempre varia, e profonda ricerca di linguaggio, che non lo radica in un contesto delimitato, ma per l’appunto, ampio e variegato.
Cliccando su ogni foto si può vedere chi sia l’autore, quali altri design è possibile che ci interessino, e la provenienza dalla quale è stata raccolta e citata. Non manca uno spazio di auto-promozione, dove Andrei su Society6 vende le sue stampe.
Nozioni anatomiche, immagini che potrebbero anche impressionare, sono utilizzate per far risaltare una bellezza senza filtri, di pura estetica del corpo umano e dei suoi funzionamenti.
Pitture di modelle e pose probabilmente già viste, vengono rielaborate da un occhio demistificatore, dissacratore del quotidiano e del palese, fino anche a profanare quel bel vedere abituale, per indagarne la sacralità fin nel profondo, fino a un folle eccesso.
Come un bambino che smonta i propri giochi per conoscerne il funzionamento, come un uomo che prega per comprendere il mistero divino, Vicente gioca e riflette con l’immagine della donna, dai meccanismi insondabili, e dalle volontà inconoscibili.
Ero molto emozionata e onorata di progettare gli inviti per la mia migliore amica Jenna, per il suo matrimonio presso il Desert Botanical Gardens in Phoenix, Arizona. La sede è stata un’ispirazione importante per la coppia, per questo volevano che gli inviti riflettessero l’eleganza e la rilassatezza del sud-ovest.Con la penna a inchiostro ho creato illustrazioni di diversi tipi di cactus e una tipografia personalizzata, utilizzando un solo colore per avere opzioni di stampa flessibili e per mantenere il costo basso.
Chi parla è Alison Iven, designer di New York, che per la sua amica Jenna ha progettato un vero set tipografico da matrimonio. C’è un bellissimo invito, con un cactus sobrio e originale; stessa eleganza per il lettering, anche se forse un po’ troppo compresso, andando a perdere di ariosità.
Gli inviti di matrimonio di Alison Iven



Continua a leggere: Alison Iven e i suoi inviti per un tè nel deserto
Il legame tra il marchio Absolut e il mondo dell’arte e del design è ormai più che consolidato. L’ultima collaborazione è “Absolut Blank” che, come lascia intuire il titolo, prevede di utilizzare la silhouette della famosa bottiglia come spazio per creare, insistendo sulla trasparenza del liquido e del contenitore attraverso cui visualizzare le opere.
Diciotto tra artisti, designer e illustratori si sono messi alla prova con risultati di vario tipo che vanno dalle immagini all’intaglio, dalla grafica alle installazioni di luci fino ai lavori in miniatura. E’ possibile provare a vincere una delle opere realizzate seguendo le istruzioni a questo indirizzo. Dopo il salto, un video con il making-of dei lavori.
Illustrazioni con burro, uova e farina? Si può. Parola di Christoph Niemann, disegnatore tedesco trapiantato a New York di cui abbiamo più volte avuto occasione di parlare su Designerblog (vedi The Pet Dragon e I Lego NY).
Dalle pagine del New York Times, Niemann ci regala una piccola favola di Natale realizzata con la pasta per i biscotti. Intitolata Let it Dough, la storia è una rivisitazione ironica della creazione universale, che mette insieme dall’Italia al West Village, dall’orgoglio all’invidia, dall’Ikea alla business class. Per gustarvela tutta, eccovi il link alla pagina del suo blog.
Via | Personal Report
Let it dough, illustrazione con i biscotti di Christoph Niemann
Continua a leggere: Let it Dough, le illustrazioni con i biscotti di Natale di Christoph Niemann

Come rispondere con la giusta dose di ironia a un committente. L’agenzia Moma di Lisbona ha interpretato l’esigenza della Maximedia per promuovere i suoi seminari dal titolo “Everything Ages Fast” (ogni cosa invecchia rapidamente) e ha pensato bene di applicare alla lettera l’argomento.
Così il creative director Rodolfo Sampaio, l’art director Marco Martins e il copywriter Adriano Matos hanno pensato bene di ‘invecchiare’ due siti e un software che invece godono di una fase di sviluppo in costante crescita: Facebook, YouTube e Skype sono stati passati poi alle sapienti mani del 6B Studio e inseriti in altrettanti manifestini in puro stile anni ‘50.
Il risultato non è solo divertente da osservare, ma comunica comunque il giusto grado di scetticismo con cui è sempre bene approcciare ciò che sulla rete ci sembra immutabile quando viene travolto da un enorme successo. Di seguito trovate i tre poster.

Far divertire i più piccoli, insegnargli ad aver cura delle loro cose a partire dai giocattoli, spesso sparpagliati in giro alla fine della giornata. Realizzare un oggetto dal design adatto ai bambini, che trasforma l’idea di un mostro divora-tutto in un utile compagno di giochi.
Il designer Tzung-Yu Lu è riuscito a riassumere tutto questo nel suo “Toy Guardian”: il guardiano dei giocattoli che può essere cavalcato per poi aggirarsi per casa da soli o spinti dai propri genitori. La ‘pancia’ del mostro è il contenitore che viene nutrito mentre si mette in ordine la stanza.
Con “Toy Guardian”, Tzung-Yu Lu ha vinto l’IDEA Design 2010, presentando inoltre l’oggetto con estrema cura e accompagnandolo a un video (lo trovate dopo i salto) che unisce illustrazione e animazione. Davvero un ottimo lavoro.
Continua a leggere: "Toy Guardian": dai da mangiare al tuo porta giochi
Ray Anthony è un graphic designer di Las Vegas e creative director per C’est La Vie che recentemente ha lanciato la nuova versione del suo ricco portfolio. Il sito si presenta con uno sfondo che richiama il lato artistico del designer e in homepage offre un largo slideshow con uno dei lavori messo in evidenza.
Più in basso si trova un simpatico ritratto di Anthony e una breve frase di presentazione. Seguendo il menu in alto (da notare il rollover sul logo che cliccato riporta in home) si sfogliano i lavori suddivisi in tipologia: grafica, illustrazione, brand identity, web design. Tutti sono presentati con una semplice griglia dove inspiegabilmente predomina il colore nero che se cliccata porta a una scheda con tutti i dettagli a riguardo.
Il graphic designer di Las Vegas presenta il suo nuovo portfolio.




Continua a leggere: Ray Did It, il portfolio del graphic designer Ray Anthony

Lydia Selimalhigazi, aka Lys Design, è l’illustratrice e grafica parigina che ha dato vita agli artwork di questa gallery. Il suo universo, affascinante e misterioso, è caratterizzato da una popolazione eterea e sorridente che si aggira per il proprio mondo fantastico sempre coperta da una maschera sul volto, quasi a celare la propria vera natura e identità.
Innegabile il fascino retro, costruito con piccoli riferimenti all’universo materiale del primo secolo scorso, come nel caso delle divise da marinaretto, dei vestiti da charleston e dei palloncini rossi. Quanto alla tecnica, siamo sempre dalle parti del collage, qui riveduto e corretto per via digitale.
Via | Paperoddbird
Le illustrazioni di Lys Design
Continua a leggere: A volto coperto, le illustrazioni di Lys Design