
Coffee Lights: un nome che nel suo mash-up rende perfettamente l’idea degli oggetti curiosi e molto, molto ironici che rappresenta.
Si tratta di faretti, disegnati da Anthology Quartett, adatti ad esempio ad illuminare il top della cucina (soprattutto per la zona snack e colazione, se la penisola è fornita di un banco pensato appositamente), dalla curiosa forma di tazzina di caffè, girata oltretutto al contrario.
Come se il mondo, al mattino presto, quando i contorni sono ancora sfocati, si capovolgesse, per farci entrare a passo felpato in un Paese delle Meraviglie tutto domestico.
Via | Home-designing
Il designer Romain Duclos ha creato la AD46/10 Lamp, una rivisitazione in chiave moderna della celebre lampada Arco di Flos, a tratti ironica, a tratti formale.
Moderna perchè la AD46/10 Lamp si ispira ancor più del suo modello alla nuova concezione dell’abitare, che spesso vuole a vista tutti gli elementi, anche strutturali (come nei loft ad esempio).
Per questo la parte più evidente della AD46/10 Lamp è un filo elettrico colorato che disegna di fatto l’arco (in questa versione però non arrotondato, bensì geometrico), sostenuto da una struttura di ferro verniciato che vuole risultare quasi invisibile, e sorretto da una base in cemento grigio.
Via | Design-milk
I designer di Aqua Creations hanno aperto un nuovo store a Tel Aviv, per offrire una vetrina davvero d’eccezione ad arredi e oggetti illuminanti molto particolari.
Le immagini del nuovo store mi hanno letteralmente affascinata: gli interni di questo negozio, esattamente come le creazioni dei designer, proiettano in un’atmosfera totalmente differente, sospesa nel tempo e nello spazio, priva di qualsiasi riferimento se non ancorato alla dimensione ludica e fantasiosa che è in ognuno di noi. Scatole completamente rivestite in legno che fanno da sfondo caldo e riflettente alle tonalità e alla luce di vere e proprie opere d’arte d’arredo.
Le creazioni di questi designer sono ispirate evidentemente alla natura, alle sue forme sinuose, ai suoi colori sgargianti e sorprendenti, e arrivano quasi ad immaginare una vegetazione altra, gigantesca e spettacolare, capace di essere la scenografia perfetta per ambienti di ampio respiro e a forte impatto emozionale.
Queste creazioni mi ricordano vagamente il mondo inventato e incantato del film Avatar.
Via | Contemporist
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Kasper Rønn & Jonas Bjerre-Poulsen, fondatori dello studio Norm.Design di Copenhagen hanno disegnato Milk, una lampada in vetro traslucido e legno prodotta dal marchio &Tradition, la cui mission è valorizzare il patrimonio artigianale nordeuropeo.
L’ispirazione per questa piccola lampada, capace di adattarsi a qualsiasi angolo della casa, viene dalla forma dei piccoli sgabelli utilizzati dagli allevatori per sedersi a mungere le mucche, da cui il nome, Milk e la scelta del vetro opalescente che diffonde una calda luce bianca e lattuginosa .
No, guardate bene, non è del packaging di queste marmellate che vogliamo parlarvi: Marmeled non è una confettura da spalmare, ma una simpatica lampada a forma di barattolo, ideata da Laura Menichelli e Gianluca Ruocco Guadagno, alias Studio Semiki.
Il gel colorato viene illuminato da led ad alta luminosità, alimentati da batterie nascoste nel tappo. Il risultato è una luce diffusa, filtrata dai toni golosi delle gelatine, materiali che da sempre, in fotografia e al cinema, vengono utilizzati per colorare la luce. Per acquistare Marmeled e i prodotti a venire della linea Jellylamp, questo è il link.

Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.
Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.
Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).
Continua a leggere: "Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

Nasce dai libri, questa “Book Light” di Myung-seo Kang, una delle due designer dello studio MS (l’altra è Mi-Seung Kim). Presentata in questi giorni all ICFF in corso a New York, unisce il concetto di pop-up a un’immagine che ricorda anche la struttura a soffietto del mantice di una fisarmonica.
Aprendo e chiudendo le estremità, si dosa la quantità di luce desiderata: la sua forma particolare permette inoltre di utilizzarla sia come lampada da tavolo che come lampadario, per poi riporla chiusa quando non è più necessaria.
Myung-seo Kang e Mi-Seung Kim hanno una vera e propria fissazione per le superfici pieghettate. Nel loro catalogo c’è già un mobile diviso a metà sempre da un ‘mantice’ e una borsa che sfrutta lo stesso sistema per aumentare o diminuire la capienza. Dopo il salto, una gallery dei loro lavori.
Continua a leggere: La lampada a soffietto di Myung-seo Kang
I designer Rienzo Cedri e Andrea Martini hanno presentato in Zona Tortona, al FuoriSalone 2010, la loro ultima creazione, Fractalia Light.
Realizzazioni tentacolari e sinuose, che riprendono visivamente il concetto dei lampadari di un tempo, e nelle dimensioni e nella forma, ma che lo ampliano e lo rivisitano, in chiave moderna, in chiave glossy.
Lingue bianche e lucide, che si rincorrono, si attorcigliano, si intrufolano, disegnando forme inconsuete, riflettendo le facce di chi le guarda e facendo immaginare mondi diversi, lontani, misteriosi.
Via | Contemporist
Continua a leggere: Fractalia Light, le creazioni di Rienzo Cedri e Andrea Martini

Dopo averci allertato sui rischi di un’infatuazione tecnologica fine a se stessa, David Trubridge ribadisce con i pezzi della nuova collezione 2010 la sua vocazione per prodotti sostenibili.
Tra questi, la lampada a sospensione Coral lo è in misura ancora più evidente: realizzata in multistrato di bambù, Coral viene distribuita pronta per l’assemblaggio in una scatola dalle dimensioni ridotte, permettendo così un notevole risparmio nell’emissione di Co2 in fase di trasporto.
Disponibile anche una versione in alluminio, con varie finiture su richiesta. Nell’immagine, anche un abat-jour recentemente presentato al Salone del Mobile, Luvial, realizzata in collaborazione con lo scultore Ben Pearce.
Semplicissime ma di grande effetto queste lampade ottenute ricoprendo con del semplice filo di cotone l’intelaiatura di metallo di classici coprilumi. Si chiamano Bonbon e sono state ideate dalla giovane designer serba Ana Kraš.
Presentati al Salone Satellite, ancora allo stadio di prototipo, questi primi modelli sono stati realizzati con scampoli di magazzini di un’azienda di maglieria. In una seconda declinazione, lo stesso coprilume, montato su un treppiedi di legno, diventa Hive Lamp, lampada da terra regolabile in altezza e inclinazione grazie ad un sistema di fili e carrucole.