
Una lampada originale, unica, dal sapore vintage ma dalle linee contemporanee, e rispecchia perfettamente le caratteristiche della star, scomparsa troppo prematuramente, alla quale si ispira.
Lei è Amy Winehouse, la cantante inglese dalla voce black e dalla vita spericolata morta all’età di soli 27 anni lo scorso 23 luglio.
Così la lampada Amy ha un design che riprende degli elementi iconici della cantante, in particolare la tipica acconciatura anni ‘60, il gusto retro con tocchi soul e jazz, e presenti gli elementi di sostegno cromati in color oro, prezioso come la voce unica di Amy.
Disponibile in due versioni, da terra e da tavolo, la lampada Amy è snella, facilmente regolabile per accompagnare le vostre letture e i momenti di relax ed è un in grado di donare un tocco originale all’arredamento.

Prende il nome dal tipico cappello messicano caratterizzato da una larga tesa per proteggere dal sole questa lampada da interni che del caratteristico copricapo ricorda le forme.
Si tratta di un simpatico (ma al contempo raffinato) progetto di illuminazione firmato dal designer Enzo Berti per l’azienda Torremato by Il Fanale Group.
Il legno in frassino sbiancato è posto all’apice del cappello che poi si apre in un’ampia e curva tesa in cor-ten.
Ne risulta così un suggestivo gioco di superfici e materiali che si rincorrono, un’idea che ritroviamo in tutta la collezione Torremato by Il Fanale group e all’interno della quale vibra la luce.
Sombrero nasce da un codice estetico contemporaneo, un segno minimal per una lampada che propone un mix di materiali naturali come il legno e il metallo finitura cor-ten sebbene, quest’ultimo, nobilitato da particolari verniciature che lo rendono estremamente in linea con i living contemporanei.
Per quanto riguarda i colori e le finiture abbiamo una parte esterna verniciata di bianco lucido o nero lucido oppure in metallo con finitura cor-ten e interno bianco opaco.
L’interior design di 52, un negozio di abbigliamento di Shizuoka, Giappone, si ispira a un concetto piuttosto interessante, che classifica gli indumenti letteralmente sotto “una luce diversa”.
Il negozio infatti è stato diviso dai progettisti di Suppose Design Office in due parti ben distinte, separate da una parete di lamiera che procede a zig-zag; ognuna delle parti ospita abiti con destinazioni d’uso differenti: una infatti è per i vestiti da giorno e una per quelli da sera.
La divisione è sottolineata e trova ragion d’essere nel diverso utilizzo della luce: nella parte dedicata agli indumenti da giorno, la luce naturale proviene dalle finestre e si riflette sui rivestimenti bianchi, mentre nella parte dedicata agli abiti da sera (o da “interno”) l’illuminazione è totalmente artificiale.
I designer Josep Novell e Josep Puig hanno realizzato per B.Lux una collezione di lampade uniche nel loro genere: si chiama Jackie e si compone di diverse versioni, da tavolo, da terra, da parete.
Comuni denominatori di tutte le versioni sono la forma cilindrica, il metacrilato come materiale principale e la struttura, con due elementi concentrici, trasparente quello esterno, opaco quello interno.
Nello spazio che separa i due elementi, è possibile inserire qualunque sorta di oggetto o di decorazione, per ottenere effetti visivi ogni volta diversi: dai petali di rosa alla pasta, dai chupa chups a rami e foglie, l’oggetto lampada può assumere aspetti differenti e offrire illuminazioni e colori differenti.
Continua a leggere: Jackie, le lampade con pattern intercambiabili
Il designer francese Léonard Kadid ha ideato una lampada da tavolo che potrebbe essere a ragione eletta a emblema dell’essenziale, del minimalismo al contempo elegante e anche significativo.
Realizzata con un unico pezzo di legno piegato in due punti, la Bookmark Lamp ci suggerisce con il suo nome e con il suo inevitabile modo di essere, che la luce artificiale ha tra i suoi più nobili utilizzi quello di aiutarci a leggere.
Proprio come un segnalibro infatti, la Bookmark Lamp si inserisce in un libro, il quale dunque funziona come base della lampada stessa.
Il design di questo oggetto è così sottile da risultare estremamente raffinato e in grado di attirare subito l’attenzione, nonostante la sua esiguità spaziale.
Via | Dezeen
Il designer Daniel Becker ha ideato un sistema di illuminazione modulare, a basso consumo e facilmente adattabile a spazi e configurazioni diverse anche di grandi dimensioni.
Il sistema si chiama Sparks e non si limita soltanto a essere particolarmente interessante per la sua funzionalità: l’idea da cui nasce infatti è piuttosto suggestiva e rende l’effetto complessivo ancora più affascinante.
La forma di un modulo di Sparks infatti tenta di cogliere l’attimo fuggente della luce, cioè la forma che quest’ultima può assumere in una frazione temporale minima e che rimane di fatto inafferrabile e irreplicabile figurativamente parlando, ma eccezionalmente intensa emozionalmente parlando.
Tempo e spazio dunque si fondono in un oggetto compinibile, capace di trasformare i luoghi non soltanto da un punto di vista illuminotecnico, ma anche visivo e decorativo. Sparks utilizza luci a LED.

Coffee Lights: un nome che nel suo mash-up rende perfettamente l’idea degli oggetti curiosi e molto, molto ironici che rappresenta.
Si tratta di faretti, disegnati da Anthology Quartett, adatti ad esempio ad illuminare il top della cucina (soprattutto per la zona snack e colazione, se la penisola è fornita di un banco pensato appositamente), dalla curiosa forma di tazzina di caffè, girata oltretutto al contrario.
Come se il mondo, al mattino presto, quando i contorni sono ancora sfocati, si capovolgesse, per farci entrare a passo felpato in un Paese delle Meraviglie tutto domestico.
Via | Home-designing
Il designer Romain Duclos ha creato la AD46/10 Lamp, una rivisitazione in chiave moderna della celebre lampada Arco di Flos, a tratti ironica, a tratti formale.
Moderna perchè la AD46/10 Lamp si ispira ancor più del suo modello alla nuova concezione dell’abitare, che spesso vuole a vista tutti gli elementi, anche strutturali (come nei loft ad esempio).
Per questo la parte più evidente della AD46/10 Lamp è un filo elettrico colorato che disegna di fatto l’arco (in questa versione però non arrotondato, bensì geometrico), sostenuto da una struttura di ferro verniciato che vuole risultare quasi invisibile, e sorretto da una base in cemento grigio.
Via | Design-milk
I designer di Aqua Creations hanno aperto un nuovo store a Tel Aviv, per offrire una vetrina davvero d’eccezione ad arredi e oggetti illuminanti molto particolari.
Le immagini del nuovo store mi hanno letteralmente affascinata: gli interni di questo negozio, esattamente come le creazioni dei designer, proiettano in un’atmosfera totalmente differente, sospesa nel tempo e nello spazio, priva di qualsiasi riferimento se non ancorato alla dimensione ludica e fantasiosa che è in ognuno di noi. Scatole completamente rivestite in legno che fanno da sfondo caldo e riflettente alle tonalità e alla luce di vere e proprie opere d’arte d’arredo.
Le creazioni di questi designer sono ispirate evidentemente alla natura, alle sue forme sinuose, ai suoi colori sgargianti e sorprendenti, e arrivano quasi ad immaginare una vegetazione altra, gigantesca e spettacolare, capace di essere la scenografia perfetta per ambienti di ampio respiro e a forte impatto emozionale.
Queste creazioni mi ricordano vagamente il mondo inventato e incantato del film Avatar.
Via | Contemporist
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Kasper Rønn & Jonas Bjerre-Poulsen, fondatori dello studio Norm.Design di Copenhagen hanno disegnato Milk, una lampada in vetro traslucido e legno prodotta dal marchio &Tradition, la cui mission è valorizzare il patrimonio artigianale nordeuropeo.
L’ispirazione per questa piccola lampada, capace di adattarsi a qualsiasi angolo della casa, viene dalla forma dei piccoli sgabelli utilizzati dagli allevatori per sedersi a mungere le mucche, da cui il nome, Milk e la scelta del vetro opalescente che diffonde una calda luce bianca e lattuginosa .