
Un quartiere. Interamente realizzato da Ikea. Milleduecento tra case e appartamenti - il 40% destinato ad abitazioni familiari - che l’azienda svedese conta di iniziare a costruire nel 2013. Si chiamerà “Strand East” e, una volta completato, dovrebbe ospitare circa 6000 persone. Un progetto monumentale che modificherà sensibilmente il panorama di un’area di Londra e che, nelle parole di Harald Müller, responsabile di LandProp all’interno di “InterIkea”:
Sarà in linea con la filosofia di Ikea: non vogliamo produrre per ricchi e ricchissimi; vogliamo produrre per le famiglie, per la gente.
Il nostro approccio deve essere quello di garantire prezzi ragionevoli per case e uffici, mantenendo molto alta la qualità dell’offerta. Vogliamo sfruttare le nostre competenze nel design per proporre un prodotto a prezzi ragionevoli.
Quali saranno questi prezzi? Quale sarà l’impatto finale? Ikea assicura anche il rispetto dei parametri ecosostenibili (la zona sarà off-limits per i veicoli privati): staremo a vedere nei prossimi anni, sicuri che il progetto farà discutere ancora molto. Intanto sorridiamo con l’infografica di The Globe and the Mail che trovate a inizio post.
Foto | Via

Abbandona il consumismo mainstream. Questa alternativa offre una prospettiva radicalmente diversa sui nostri bisogni quotidiani. Come farcela senza Ikea e definire nuovi modi di usare gli oggetti come forma di resistenza.
Queste le parole barricadere di Thomas Billas per presentare il suo “How To Make It Without Ikea”: libriccino in due volumi che funziona come una piccola guida semiseria al DIY (Do It Yourself) per abbandonare la supremazia del colosso svedese. Critica i costi (”Come farcela nella vita di tutti i giorni senza denaro”) e la scarsa varietà e creatività a cui il noto marchio - sostiene - ci ha abituati. I due file sono disponibili gratuitamente a questi indirizzi (prima parte e seconda parte). Comunque la pensiate, le soluzioni proposte sono spesso esilaranti.

La catena di arredamento canadese Urban Barn ha affidato all’agenzia Spring Advertising di Vancouver una campagna che valorizza i propri prodotti in confronto a quelli della multinazionale del mobile low cost svedese. In particolare la campagna Boxes, attraverso delle enormi confezioni di cartone posizionate in strada al posto di elementi di arredo urbano come panchine o cestini dei rifiuti, sottolinea come i mobili di Urban Barn non abbiano bisogno d’essere assemblati.
Le scatole riproducono la stessa grafica delle confezioni Ikea, con tanto di icone stilizzate degli elementi contenuti e nomi con dieresi sulle vocali. Una pubblicità comparativa che punta sull’ironia e conquista chi, negli anni, non è stato ammaliato dal fascino della filosofia do-it yourself.
Via | Adsoftheworld.com
La firma polacca mode:lina è stata coinvolta nella progettazione dell’interior design di un piccolo appartamento destinato ai visitatori di passaggio diretti alla Poznan International Fair.
Le caratteristiche di questi ambienti sono dunque quelle tipiche di un appartamento “di passaggio”, adatto agli ospiti: accoglienti, easy, intercambiabili e funzionali.
E per raggiungere tali obiettivi, i designer hanno pensato di mixare elementi propri del mood alberghiero ad elementi tipici invece delle case ad uso residenziale; il risultato tuttavia è qualcosa di totalmente inedito, che disegna spazi nuovi e stilisticamente interessanti.
La sfida è stata quella di realizzare tutti questi intenti spendendo poco: così, una buona parte dei mobili scelti per questi interni proviene dall’Ikea.
Continua a leggere: Interior design di un appartamento di "passaggio"
Il suo nome potrebbe essere quello di uno dei modelli Ikea da cui prende spunto per le sue creazioni: Fliffa è invece uno studio di Brooklyn che propone un divertente servizio, ovvero personalizza disegnando e dipingendo su misura il pezzo di Ikea scelto dal committente.
Il procedimento è semplice: si sceglie il mobile Ikea dal catalogo online, con gli unici vincoli che sia in stock nel magazzino di Brooklyn e che sia ragionevolmente personalizzabile (i mobili in legno funzionano meglio, ovviamente). I creativi di Fliffa lo comprano, lo disegnano e dipingono con colori acrilici nelle tonalità e nello stile suggerito dal cliente, pur riservandosi un margine di discrezionalità.
Infine il mobile viene re-impacchettato nelle scatole originali (perché sprecare un tale sforzo di razionalizzazione?) e spedito in tutto il mondo. Ogni pezzo è differente, ma qui nella nostra gallery potete vedere alcuni degli esempi di elementi Ikea personalizzati con colori fluo o motivi folk.
Ed ora cominciate pure a strapparvi i capelli, perché quel che in queste foto vi sembrerà più che accessibile, una manciata di ottime idee per una domenica di shopping low-cost, una serie di suggestioni più che apprezzabili per i vostri terrazzi urbani, ebbene, è del tutto fuori dalla vostra portata.
Anche Ikea infatti si adegua alla moda delle capsule collection, sfornando una serie, Kryddstarkt, di pezzi d’arredamento e complementi in edizione più che limitata: la distribuzione è temporanea, di ogni elemento sono stati fabbricati solo pochi elementi, in vendita solo in otto store svedesi.
Kryddstarkt, che si può tradurre come “speziata”, è una collezione molto colorata, che privilegia materiali naturali, legno, bambù, ceramica ed ha la particolarità di essere stata ideata dal team base di designer di Ikea durante un “avventuroso viaggio di progettazione” in Vietnam e in India.
Kryddstarkt, la nuova collezione di Ikea in edizione limitata

Senza grande clamore Ikea introduce novità interessanti nel suo catalogo di decorazioni adesive da parete che fino ad oggi annoveravano più che altro motivi floreali e qualche cornice. Per farlo si affida allo stile inconfondibile di uno dei maestri dell’arte del ventesimo secolo, Keith Haring, i cui omini radianti sono riprodotti in quattordici differenti declinazioni nella serie Slatthult.
Si chiamano invece Marhult gli altri nuovi stickers di cui Ikea purtroppo non ci rivela l’autore: peccato perché cibo e frutti, ananas e gelato, ciliegie e uova al tegamino, sono disegnati in colori accesi, rosso, arancio e azzurro, con un interessante stile scandinavo-retrò.
“Clark Davis era stufo di trovarsi sempre di fronte a traslochi difficili, popolati da mobili complicati da trasportare e da montare ogni volta che doveva cambiare casa (il che accadeva spesso).” Potrebbe sembrare l’inizio di un racconto, e in effetto è proprio così, soltanto che l’epilogo è qualcosa di concreto e tangibile, un’idea che solletica il nostro estro creativo e che risveglia la nostra anima ludica e infantile.
Gypsy Modular infatti è il progetto che sta alla base di una serie di arredi realizzati in legno, pensati per essere non solo trasportati con poco sforzo e occupando poco spazio, ma anche per essere montati, smontati e riassemblati in configurazioni anche differenti, ogni volta che se ne ha la necessità in modo semplice e veloce.
E’ lo stesso Clark Davis, l’ideatore di Gypsy Modular, a definire questo progetto come “ciò che potrebbe accadere se Lego e Ikea si incontrassero”. Concetti simili, ma anche molto lontani fra loro, che potrebbero dar vita a qualcosa di semplice, ma non banale e che in fin dei conti risulterebbe inedito.
Nel video potete osservare il montaggio di una scrivania Gypsy Modular, operazione che avviene in un tempo inferiore a 60 secondi. Il risultato è anche molto piacevole esteticamente.
Via | Design-milk
Quale migliore pubblicità per un prodotto se non la prova diretta (e gratuita naturalmente) delle sue qualità?!? Ikea ha dato vita a una nuova, particolarissima campagna pubblicitaria a Parigi, arredando letteralmente lo spazio urbano con divani e sedute.
Questi ultimi si trovano presso alcune fermate importanti della metropolitana e degli autobus, con tanto di cartellino descrittivo.
La gente ha così modo di occupare il tempo di attesa: stando comodi, provando la qualità dei divani Ikea, controllandone il prezzo e ponderandone un possibile acquisto.
Soltanto una domanda sorge spontanea: quanto dureranno così puliti e immacolati quei divani?!? A parte questo, l’idea è ottima, anche se non proprio nuovissima.
IKEA – Homemade is Best. from Forsman & Bodenfors on Vimeo.
Prosegue la fortunata campagna di Ikea Homemade is Best, firmata dal famoso fotografo Carl Kleiner: la seconda fase prevede un video in stop-motion che svela qua e là trucchi carpiti durante il backstage del set fotografico e nel frattempo ribadisce obiettivi e motivazioni della campagna.
“La campagna ha per oggetto utensili e accessori per la cucina. Ma questo non vi interessa” è l’incipit di questo video che racconta in un montaggio serrato come la campagna Ikea passi per un libro di ricette, e non ricette qualsiasi: le fotografie con tutti gli ingredienti disposti con rigore geometrico hanno fatto il giro del web. Lo farà anche l’animazione realizzata durante il loro assemblaggio?