
Chi l’ha detto che le idee debbano necessariamente riguardare solo oggetti di grandi dimensioni o progetti su vasta scala? Vi presentiamo due piccole e divertenti innovazioni in formato ‘mini’. Una è della giovane designer norvegese specializzata in packaging, Maria Tovslid che ha deciso di enfatizzare con una nuova forma l’idea e l’esperienza della condivisione anche attraverso il cibo.
“Share The Sweet” sono tre dolci (un cioccolatino, un lecca-lecca e una barretta di liquirizia), pronti da mangiare con qualcun altro. Cambia la forma del contenuto e l’involucro stesso si adatta suggerendo come poter dividere la golosità. “Plastic Eraser Mirikeshi” invece è una versatile gomma da cancellare, realizzata da Kokuyo, custodita all’interno di un tubo.
Ruotandone l’estremità, è possibile decidere lo spessore della superficie da utilizzare per cancellare anche gli errori più piccoli senza intaccare il resto. Ok, non saranno due concept rivoluzionari, ma ci ricordano che anche il focalizzarsi sul dettaglio quotidiano fa parte dell’esperienza che il design può regalarci.


Non sempre si ha la possibilità (o il denaro sufficiente) per assumere un arredatore. Che ci si trasferisca in una nuova abitazione o si cerchi di rimodernare la propria, una buona idea è comunque quella di prendere le misure e armarsi di molta pazienza per calcolare l’ingombro e l’effetto finale al centimetro.
Roomle non è il primo servizio che offre un software online per disegnare e arredare planimetrie (ci sono già Ikea Home Planner o Design a Room), ma ha il vantaggio di essere molto intuitivo, veloce e pieno di alternative tra cui scegliere per realizzare un utilissimo prospetto per quella che diventerà la nostra ‘casa dei sogni’.
Non è necessaria la registrazione (ma serve se vogliamo salvare i risultati dei nostri sforzi) ed è poi possibile condividere la nostra piccola opera di arredamento per farci consigliare da parenti e amici.
Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.
Gli ospiti di oggi sono il team di designer di yet|matilde di Torino, invitati da Andrea Vecera.
Descrivi chi siete, cosa fate e come vi piace farlo.
yet|matilde è figlia di matilde, collettivo fondato nel 2001, e che per motivazioni attitudinali ha deciso di creare due dipartimenti differenti: matilde progetti più diretta alla fase esecutiva e produttiva del progetto e appunto yet|matilde più attenta al processo creativo. Ad unire yet|matilde sono state tre situazioni:
- la collaborazione con una persona a cui siamo tutti molto legati, la professoressa Chiara Comuzio, docente di Teoria e Storia del Design al Politecnico di Torino, a cui dobbiamo molta della nostra passione del design; da subito ci ha detto “se non siete curiosi lasciate perdere” (memore della sua collaborazione con Achille Castiglioni) e la curiosità è l’unica cosa che non ci manca;
- Torino; viviamo a Torino e crediamo nella sua crescita come centro internazionale di avanguardia creativa.

d:light è un prototipo disegnato dal giovane scozzese Tim Edgeler. Una confezione di cartone contiene una lampadina e svolge tre funzioni: è il packaging che contiene il bulbo all’acquisto, è un coprilume divertente, è il contenitore per buttare la lampadina una volta esaurita.
Il designer sottolinea come i materiali utilizzati sono tutti eco-compatibili e che, nell’ideare d:light, oltre al fattore pratico (la realizzazione di un prodotto che è la confezione di se stesso), è stato fondamentale anche l’intento di porre l’acquirente di fronte al problema dello smaltimento dell’eccessivo quantitativo di materiali utilizzati per la confezione dei prodotti.
Via | Woohome.com