The Alphabet 2 from n9ve on Vimeo.
Lo studio multidisciplinare torinese N9ve, fondato dal graphic designer e animatore Alessandro Novelli, torna a giocare con le lettere dell’alfabeto in un secondo video esperimento, The Alphabet 2, che segue una prima animazione in cui ad ogni lettera era associato un diverso font e l’alfabeto scorreva in una sorta di morphing continuo.
Questa volta invece, come nel più classico degli abecedari, ogni lettera è l’iniziale di una parola, rappresentata in maniera originale e ogni volta con tecnica e stile differente, tra stop-motion e giochi tipografici. Il punto di partenza è però sempre la regolarità e la semplicità armoniosa dell’Helvetica, per l’occasione in versione maiuscola.

Uno dei tanti, splendidi oggetti nati dalla creatività e dal talento di Massimo Vignelli, lo “Stendig Calendar” fu realizzato nel 1966 e fa parte della collezione permanente del design al Museum of Modern Art. Un oggetto dalla linea semplicissima, minimale e senza tempo, che si adatta perfettamente con qualsiasi arredamento moderno.
Stampato in offset su risme di fogli di carta da 60 libbre, interamente in Helvetica, “The Stendig Calendar” ha le pagine di alcuni mesi con caratteri neri su sfondo bianco ed altre con scritte bianche su sfondo nero. L’ordine dei giorni è in stile europeo, con il lunedì a inizio settimana e fogli sono forati per essere strappati ordinatamente senza lasciare residui. E’ possibile acquistarlo per 33 dollari in pre-order (l’edizione è limitata) a questo indirizzo - niente da fare purtroppo, per chi abita fuori dagli States e dal Canada, ma vale la pena ingegnarsi.
Vi sembra che l’Helvetica-mania abbia subito una battuta d’arresto? Che vi dispiaccia o che tiriate un sospiro di sollievo, a rinfocolare il dibattito ci pensa il sito inglese Ultralinx che dedica al carattere più amato (e più odiato?) dai graphic designer un’intera gallery che ospita poster, packaging, copertine di libri, insegne e ogni altro tipo di lettering.
Con il solo scopo di celebrare il font, questa carrellata di immagini, a cui può partecipare chiunque segnalando opere che lo impieghino, rappresenta sicuramente lo stato dell’arte, la riprova, se ce ne fosse bisogno, che davvero l’Helvetica è il marchio di fabbrica di ogni pubblicazione design-oriented o aspirante tale.
Foto | Theultralinx.com
Ottima occasione per conoscere un video-artista che opera anche nel campo del graphic design come Sebastian Lange, in forze alla MNWG (pretenziosa sigla che sta per “My Name Was God”…). Un lavoro che rappresenta sicuramente un ‘biglietto da visita’ di tutto rispetto, vista la qualità del montaggio e la capacità di utilizzare gli elementi tipografici in modo estremamente semplice e altrettanto efficace.
Tutto realizzato con dei ‘mood’ riuniti tra loro (e digitati in - indovinate un po’? - Helvetica) che occupano lo spazio tridimensionale seguendo alla perfezione i ritmi sincopati e le suggestioni elettroniche della colonna sonora di Forss. Il breve video (sono poco meno di tre minuti), reso vintage con la post-produzione in digitale, ha vinto numerosissimi premi. Noi vi consigliamo la visione di tutti i lavori di Lange.
È dura pensare di poter sdoganare il punto croce, una di quelle attività da sempre circondate da un’aura kitsch, appannaggio di vecchie zie annoiate in case piene di centrini e tendine fiorate. Ma così come sferruzzare la lana è diventata qualche stagione fa un affare da vip in vacanza, anche il ricamo potrebbe seguire a ruota.
Per lo meno il ricamo così come lo intende quella corrente a cui ormai possiamo ormai dare un nome, modern designer craft movement. E allora ecco l’idea di una dei portabandiera del movimento, l’australiana Tamara Maynes, che sulla sua boutique online vende un kit per realizzare ricami al punto croce scrivendo in Helvetica, con gli schemi per realizzare tutte le lettere dalla A alla Z.
Che lo consideriate la massima espressione della tipografia moderna o il minimo sindacale dell’impaginazione, questo carattere sarà in grado si salvare la prossima generazione di ricamatrici/ricamatori dal cattivo gusto? Se sì, ordinate il vostro kit su The Six Week Boutique.

Una tipologia di sito decisamente insolita e diversa dalla miriade di agency, portfolio, band e strutture turistiche è quella usata nel settore medico. Il sito web del Dr. Large, chirurgo tedesco specializzato in ortopedia e chirurgia della mano.
Il designer Thilo Thamm ha optato per tonalità scure e gradienti diffusi per donare profondità al layout, decisamente più largo rispetto agli standard. Ampio spazio dato alle fotografie, una diversa per ogni sezione, che mostrano parti dello studio del medico.
Come prevedibile, il design sobrio del sito è completato dal font Helvetica Neue e da una leggera animazione a dissolvenza dei pulsanti del menu principale, gestita unicamente dai fogli di stile e visualizzabile esclusivamente da browser su cui gira WebKit.

Sembra sia esplosa una vera e propria mania: quella di sedersi sulle lettere. Poco tempo fa vi avevamo segnalato “ABChair”, le sedie-alfabeto di Roeland Otten che, seppure bellissime, presentano non pochi problemi in termini di realizzazione, visto che non sono destinate a una fascia di prezzo economica.
Ora arrivano due nuovi esempi di sedute ricavate dalla versione tridimensionale delle lettere. La prima ce la propone Sascha Grewe per Artcanbreakyourheart, con degli sgabelli coloratissimi, destinati ai più piccoli e cavi all’interno per essere sfruttati anche come contenitori.
La seconda invece è di Hastell ed è una “a” in Helvetica LT bold, con tanto di ‘lower case’ per tenerla meglio in equilibrio. Oggetto raffinato e -a quanto pare- interamente realizzato in legno. E’ in vendita in edizione limitata a £799, per il momento solo nel Regno Unito.
Gli svedesi di Studio Henzel hanno appena presentato all‘ICFF di New York le novità della loro collezione di tappeti contemporanei. I pezzi, tutti rigorosamente annodati a mano, si distinguono per una forte caratterizzazione grafica che attinge all’immaginario artistico contemporaneo, con un riferimento particolare al filone della pop art.
Tra le proposte, si passa dagli artwork che mixano lettering in stile Helvetica a ritratti fotografici, fino ad una linea minimalista che gioca con le impercettibili sfumature di tono e di luce di versioni in rigorosa tinta unita. Con The X Module System, invece, si possono far realizzare tappeti a forma di X con i pattern preferiti della loro collezione, da combinare a piacimento.
Via | Me Design Mag
Continua a leggere: Colore, foto, lettering: i tappeti contemporanei di Studio Henzel
Molti di voi lo avranno già visto, alcuni lo conosceranno di fama: il documentario Helvetica, che rende spunto dalla storia del carattere più influente della storia della tipografia e del design per raccontare il mondo delle parole stampate, è ormai un classico, un cult movie.
Realizzato nel 2007 (anno in cui il carattere svizzero celebrava il suo cinquantesimo compleanno) dal filmaker Gary Hustwit, il film, per chi lo avesse perso o volesse rivederlo, non solo è ormai disponibile su iTunes, ma verrà proiettato domani, martedi 27 aprile 2010, alle ore 20,00, presso la GalleriaAiap di Milano. È necessaria la prenotazione, qui trovate tutte le info necessarie, e anche il calendario delle prossime proiezioni.
Oggi vi presentiamo tre segnalazioni al prezzo (?) di una per fontmaniaci (e non). La prima è questo Dogs as Typefaces dello studio Grafisches Buro di Vienna. Se i cani fossero font, a quali somiglierebbero (e viceversa)? Il dalmata-Curier è un abbinamento perfetto.
Continuiamo con un poster semplice, minimale che riesce ad essere evocativo con il minor numero di elementi possibile. London Bus Print non è altro che la scritta “London” -appunto- ripetuta due volte. Bicromia attenta e un diverso allineamento della lettera ‘O’. Eccovi il vostro double-decker in formato A2 per sole 25 sterline.
Il terzo inno alla tipografia intelligente non poteva non essere l’ennesimo attacco ad “Arial”. La lotta dei fan di Helvetica è senza quartiere, ma uno arrabbiato come Marc Fennell per HungryBeast ancora non l’avevamo visto. Trovate il video dopo il salto.
Continua a leggere: Fontmania: cani, autobus a due piani e l'ennesimo spot anti-Arial