Subway from Robin of Shoreditch on Vimeo.
L’idea di per sé è semplice: un gruppo anonimo di creativi, sotto lo pseudonimo collettivo di Robin of Shoreditch, propone alle aziende più ricche e influenti del mondo (i cui nomi sono stati tratti dalla BrandZ Top 100, la lista dei cento brand che valgono di più al mondo) un’idea che potrebbe fare la differenza e far aumentare considerevolmente il loro fatturato.
Quel che chiede in cambio è 1/10,000,000, un decimilionesimo del valore di quel marchio. Il totale ricavato andrebbe tutto per la ricostruzione di Haiti. Neanche un soldo rimarrebbe nelle mani degli anonimi creativi, moderni Robin Hood, che propongono ad ogni azienda una soluzione su misura per risolvere ingegnosamente un problema o una sfida di mercato che potrebbe trovarsi a fronteggiare.
Lo fanno attraverso proposte che vengono poi rese pubbliche attraverso brevi video di sintesi, dei pitch messi online affinché l’opinione pubblica possa mobilitarsi e seguire la loro causa. Qui potete vederne un esempio, la proposta inviata alla multinazionale dei panini Subway. Su Vimeo invece trovate tutti gli aggiornamenti. Come sta andando?

Come ha dimostrato con la discussa campagna di guerrilla marketing in Austria, Ikea non si è mai tirata indietro quanto a voglia di stupire e ‘invadere’ gli spazi pubblici con la forza del suo brand (e dei suoi prodotti ormai presenti ovunque).
‘Stavolta ci riprova in Francia, sfruttando uno dei luoghi-simbolo della quotidianità transalpina: la metropolitana di Parigi. Dal 10 al 24 marzo infatti, quattro stazioni della metro sono state ‘arredate’ con i famosi mobili della ditta svedese. Rispettivamente alla stazione “Champs Elysées Clémenceau” della linea 13, a “St Lazare” sulla linea 12, a “Concorde” sulla linea 8 e alla fermata “Opéra” della linea 8. L’azienda aveva già tentato qualcosa di molto simile su un treno della linea urbana di Kobe, in Giappone.
Lo scopo dichiarato è quello di lasciare che i potenziali acquirenti sperimentino in prima persona la qualità e la comodità dei mobili, soprattutto in un momento in cui magari, presi dalla stanchezza di una giornata lavorativa che inizia o finisce, possono ricavarne maggiore beneficio. I grandi poster alle pareti, completano l’arredo con il resto degli ambienti suggeriti dal design degli oggetti. A questo indirizzo, una gallery degli allestimenti.
Mentre sul piccolo schermo imperversa la campagna in cui un detenuto e una guardia carceraria guardano insieme la tv in una cella arredata Ikea, la multinazionale svedese lancia in Austria una campagna di guerrilla che fa discutere per la sua intrusività.
Approfittando delle numerose occasioni in cui i propri mobili compaiono sui set di film di successo (a partire dall’ormai celebre scena di Fight Club) un gruppo di ” guerriglieri” si sono introdotti in diverse sale cinematografiche muniti di mini proiettori.
Grazie a queste attrezzature nascoste sono stati in grado di proiettare sulle immagini dei film in corso delle targhette con i nomi e i prezzi dei vari mobili Ikea presenti nelle scene. All’uscita della sala, neanche a farlo apposta, c’erano ragazzi a distribuire i cataloghi.
Via | Comunicadores.info
Saatchi&Saatchi combatte l’inquinamento degli oceani con una campagna di guerrilla a dir poco originale. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, ha infatti raccolto e confezionato la spazzatura proveniente dalle spiagge della California, per depositarla a vista vicino ai mercati rionali della zona. Suggerendo quindi che si è ciò che si mangia, rifiuti compresi.
Nella foto, una batteria di preservativi provenienti dalla spiaggia di surfisti di Newport Beach. Una domanda sorge però spontanea: ma il packaging del “prodotto” sarà almeno riciclabile?
Via | Etre