Le sue location sono state d’ispirazione per poster d’ogni stile e declinazione, le sue astronavi replicate in ogni forma, le sue storie rivisitate all’infinito: la saga di Guerre Stellari è probabilmente la narrazione contemporanea più saccheggiata e manipolata dai brand di moda, dalla pubblicità, dal marketing e forse soprattutto da fan ed esperti conoscitori che ne celebrano costantemente la popolarità.
Ecco allora l’ennesimo, piacevole, tributo a quei personaggi che sono ormai una parte insostituibile del nostro immaginario: il graphic designer newyorkese Nick Agin li ritrae in chiave steampunk, ed è così che Darth Vader diventa Uncle Vader, Yoda un rispettabile Councilman, C-3PO un droide in gilet e cravattino. Illustrazioni, collage che manipolano e assemblano figure seguendo una tendenza ormai popolare, non esattamente recenti ma che emergono ora, per il diletto degli amanti del genere.

Abile e famoso illustratore, cartoonist e animatore, per avere un’idea dell’approccio fortemente ludico di Mark Anderson al suo lavoro basta farsi un giro sul suo spazio web. Quello che vogliamo segnalarvi oggi è poco più di un gioco che però riesce nell’intento di unire più livelli legati al mondo della creatività.
Esperimento a metà strada tra la tipografia, i toys e il mondo dell’animazione (potrebbero essere proprio dei prototipi per un filmato…), Anderson ha realizzato un intero alfabeto con i pezzi di Lego che servono per costruire le astronavi della saga di “Guerre Stellari”.
Lo ripetiamo: c’è più attitudine da geek che un serio approccio al design grafico e alla tipografia, eppure una volta tanto ci piace l’idea di giocare con certi risvolti seriosi del ‘mestiere’ e concederci - perché no? - un tuffo nel passato.
Ancora graphic designer che si cimentano con la rivisitazione di manifesti cinematografici, ancora scelte minimali e ancora una volta la decisione di dedicarsi alla filmografia di un unico maestro del cinema. Questa volta vi presentiamo il lavoro del madrileno Hexagonall che rende omaggio a Tim Burton.
Monocromatiche e disegnate con tratto poligonale, l’immancabile cifra stilistica di Hexagonall, si tratta di diciotto locandine in tutto, che coprono l’intera produzione del regista californiano, realizzate con uno stile colorato eppure dark, scegliendo un unico oggetto come simbolo dell’intero film, cogliendo brillantemente il senso dell’opera in alcuni casi meglio che in altri.
Via | Fubiz.net
Con queste zampone lunghissime e il corpo squadrato, la lampada At-At Walker ricorda davvero gli All Terrain Armored Transport a cui deve il nome, gli enormi veicoli che in Guerre Stellari attraversavano le nevi di Hoth.
Disegnata dagli svizzeri di Lifegoods, At-At Walker sembra ad un primo sguardo una curiosa ma sproporzionata cassettiera in legno di noce, con un unico scomparto situato ad un’altezza scomoda. In realtà il cassetto, una volta aperto, si trasforma, rivelando d’essere la fonte luminosa.
Via | Dornob.com
Creare nuove locandine di film di culto, graficamente impeccabili, argutamente minimali, cogliendo un solo elemento visivo che rappresenti tutta l’opera, è una di quelle tendenze che entrano in circolo in modo casuale nella rete. È un lavoro di sottrazione, una sineddoche, volendo accennare a una figura retorica, ovvero una parte per il tutto.
Tempo fa avevamo già scritto delle locandine dedicate alle serie tv di Albert Exergian, ma il graphic designer austriaco non è l’unico ad aver intrapreso questa strada. L’inglese Jamie Bolton si dedica principalmente alla fantascienza: la sua visualizzazione dei tre capitoli della saga di Ritorno al Futuro coglie con acume i complicati salti temporali.
Il suo conterraneo Olly Moss preferisce invece un filo conduttore cromatico e tra simmetrie e giochi ottici disegna sette locandine in rosso e nero. Infine il brasiliano Eduardo Prox sembra essere il più minimalista tra tutti, riducendo Kill Bill, Arancia Meccanica e Guerre Stellari ad un’unica (eppur lampante) forma geometrica.
Via | Minimalissimo.com
Graphic design: locandine minimali per omaggiare film di culto

Narra la leggenda (non è vero: sono le note biografiche) che il designer Tom Rossau ha iniziato la sua carriera a Faarevejle in Danimarca, nella cantina dell’appartamento dei suoi genitori. Come tutti i bambini danesi (occhei, non solo) era un patito dei Lego, poi, negli anni ‘90 ha cominciato a disegnare abiti in pelle e una serie di oggetti in legno.
Il successo è arrivato nel 2006, quando ha presentato le sue lampade TR4 e TR7 (non sono i nomi di due robot di Guerre Stellari) al Copenhagen Furniture Fair (poi ribattezzato CODE) e la TR7 ha ricevuto l’ “Audience Favorite Award”.
Probabilmente ispirato dalle torsioni di Frank Gehry, Rossau costruisce lampade che sono prima di ogni cosa lievi, impeccabili esempi di funzionalità, sostenibilità e attenzione al consumo energetico. Esplora le possibilità dei materiali (utilizza anche la carta) testandone la resistenza e l’adattabilità alle forme. Di seguito (via) potete ammirare in una gallery le varie fasi del suo lavoro.
Ispirato all’ultra famosa favola di Antoine de Saint-Exupéry, ma anche alla fantascienza di Asimov e ai personaggi di Guerre Stellari, Le Petit Prince è un’unità robotica progettata dal ceco Martin Miklica in grado di provvedere alla sopravvivenza di una creatura vegetale.
Il computer che regola ogni Petit Prince è in grado di comunicare con le altre unità e di imparare da loro, ed è programmato per individuare una location ospitale per la pianta che porta con sé. Immaginata per partecipare a esperimenti e missioni avventurose su Marte (?!?), questa serra robotizzata è finalista all’Electrolux Design Lab 2009.
Via | Yankodesign.com

Se anche voi non potete fare a meno di pensare al futuro, siete affascinati dalla fantascienza, la sorte dei vostri rifiuti comincia ad impersierirvi, e soprattutto avete una propensione per il kitsch, Star Wars R2-D2 Trashcan arriva dal giappone per sconvolgere anche il design della vostra pattumiera.
Costruito a immagine e somiglianza di R2-D2 il mitico e valoroso robot di Guerre stellari, questo secchio spaziale, compatibile con ogni genere di sacchetto, sarà il vostro piccolo amico pronto ad affiancarvi nella guerra quotidiana ai rifiuti. Se poi pensate alla raccolta differenziata, provate a immaginare un esercito di R2-D2…
Via | Thinkgeek.com

Da troppo tempo vi avevo privati delle recensioni di siti web, ma oggi rientriamo in gran spolvero con Ludoescrime, lavoro che finalmente mi colpisce per originalità. Oggetto del sito è un gioco particolarissimo, un combattimento in stile Star Wars (o Tre Moschettieri) con tanto di spade, caschi, giubbotti protettivi, e la realizzazione è davvero gustosa.
I contenuti (interamente navigabili anche via tastiera) scorrono intorno ad un raggio di energia mentre una terribile musica ci riporta alle colonne sonore degli hacker groups degli anni ‘80 (quelle che accompagnavano software pirata o demo di programmini freeware). Il tutto è realizzato in Flash, in modo estremamente kitch ma con tecnica e bravura non comuni: vince per freschezza e originalità dell’interfaccia.
Via Design2day