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Tutti gli articoli con tag graphic

Stéphane Massa-Bidal colpisce ancora: la sociologia degli oggetti

pubblicato da intweetion

SociologyOfObjects

Di Stéphane Massa-Bidal, graphic designer francese (conosciuto come Hulk4598 o Rétrofuturs) abbiamo già parlato in occasione delle sue rivisitazioni ironiche dei principali social network con la serie Web services covers therapy che ironizzava sulla febbre da onnipresenza in rete.

‘Stavolta, il brillante designer ci riprova con gli oggetti a cui siamo quotidianamente assuefatti, quasi in modo feticistico. Con il suo solito stile retro legato al mondo dell’illustrazione classica e della pubblicità d’impronta vintage, analizza i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche.

“Sociology of objects” è un set che gioca con accostamenti tra passato e presente, sottolineando il cambiamento quasi antropologico che le apparecchiature informatiche hanno apportato. Anche nel modo di rendere in qualche modo ’schiavo’ chi le utilizza. Dopo il salto, la gallery dei nuovi lavori.

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Favorite Website Awards: vince "We Choose The Moon"

pubblicato da intweetion

WeChooseTheMoon

FWA (l’acronimo di Favorite Website Awards) premia e segnala una quantità di siti web, promuovendone (o bocciando) la riuscita in termini di creatività, accessibilità, innovazione e design. I lavori prescelti sono -ovviamente- più o meno opinabili, anche in base al gusto personale, nonostante questo, FWA rimane un ottimo luogo per scoprire qualche nuovo graphic designer.

Gli utenti sono chiamati a votare ogni anno quello che è, secondo il proprio insindacabile (?) giudizio, il sito migliore. I Website of the Year Awards si sono conclusi con la vittoria di We Choose The Moon: una versione on line della missione dell’Apollo 11 sulla luna a quarant’anni dalla riuscita.

Creato dalla The Martin Agency e dai Domani Studios, è stato scelto da lista di 12 lavori, uno per ciascun mese, disponibile qui. Tutti progetti che -come è facile immaginare- puntano moltissimo sull’interattività e sull’integrazione ottimale di contributi video e audio. Come fa lo stesso vincitore, inserendo anche dell’affascinante materiale d’archivio.

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Le illustrazioni ossessive di Joakim Dahlqvist

pubblicato da intweetion

Joakim Dahlqvist

Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.

Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.

L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.

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Mark Coleran: le interfacce grafiche dei computer nei film

pubblicato da intweetion

Vi siete mai chiesti chi inventa i sistemi operativi che vediamo sugli schermi dei computer presenti nelle scene di alcuni film? Certo, ci sono orde di mele e di finestre nella maggior parte delle produzioni cinematografiche, ma quando si tratta di fantascienza o di strumentazione iper-tecnologica, capita di imbattersi in GUI (Graphical User Interface) davvero mirabolanti.

Mark Coleran è un visual designer che si occupa prevalentemente di motion graphic e effetti visuali. Nello showreel prima del post, trovate un montaggio di tutti i film per cui ha ideato le più avveniristiche interfacce. In certi casi è divertente scovare le ispirazioni, in altri è palese l’invenzione basata su tutta la tradizione del design legato ai vari mondi della fantascienza.

A Coleran (che sta lavorando attualmente per la Gridiron, software-house canadese che sviluppa l’ottimo Flow) chiederei una cosa. Perché mai nei film nessuno usa mai un mouse e siamo costretti a vedere spesso pellicole ambientate nel futuro in cui ancora si digita sulla tastiera? Lui dovrebbe sapermi rispondere.

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L'anonimato surrealista di 9 0 0 0

pubblicato da intweetion

9 0 0 0

Chi è 9 0 0 0? Il poco che si sa, ammesso sia vero, è che vive a Bogotà, in Colombia (ma non ci giurerei). Dal suo Twitter si direbbe che studia (o insegna?) all’università. Le uniche due cose certe sono gli spazi tra le cifre del numero che si è scelto come nickname e il suo irriverente talento.

Molti potrebbero essere incappati nei suoi lavori attraverso il suo spazio su Flickr, come è capitato al sottoscritto. Fulminanti immagini che uniscono riferimenti alla cultura pop e lapidarie affermazioni sul mondo. Tanto graphic design in salsa surrealista, a volte estremo, altre molto più lucido e ragionato.

Non ci sono riferimenti ovvi, facili o scontati. La forza di 9 0 0 0 è proprio nel non preoccuparsi di una qualche coerenza temporale. Se ci sono icone a 8 bit, state certi che gli verrà dato un tocco retro in stile ’70s. Se c’è una foto presa da qualche rivista degli anni ‘60, il font utilizzato la decontestualizzerà a colpi di pixel enormi. Riesce a strapparci più di un sorriso, questo misteriosissimo terrorista della grafica. Surreale fino in fondo.

(Le immagini vengono da Tumblr. Nel frattempo, 9 0 0 0 ha cancellato -come dubitarne?- quasi tutto il suo archivio)

L’anonimato surrealista di 9 0 0 0
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Gli stickers da tastiera di Christopher Monro DeLorenzo

pubblicato da intweetion

KeyboardStickers

Siamo stati abituati ad imparare l’alfabeto leggendo i poster appesi in classe, che associavano ogni lettera a un animale o a un oggetto. Al giorno d’oggi, i bambini sono sempre più computer dipendenti già da piccoli. Ho pensato che fosse arrivato il momento di adattare un vecchio metodo a un nuovo media. Così, dalle icone culturali alla mitologia greca, questo set di adesivi da tastiera accrescerà la conoscenza dell’alfabeto di ogni bambino. O di ogni adulto“.

Christopher Monro DeLorenzo, art director e designer newyorkese, presenta così la sua nuova creazione. E davvero non potremmo trovare parole più adeguate. Al di là del dichiarato intento pedagogico, questi adesivi sono davvero un ottimo esempio di illustrazione e graphic design perfettamente funzionale e dal grande impatto simbolico.

Pare saranno disponibili tra una settimana sul sito e c’è da scommettere che molti grandi ordineranno due set: uno per insegnare l’alfabeto ai più piccoli, l’altro per trovarsi sotto le dita qualcosa di divertente da digitare.

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Il Canone Vignelli, la tipografia divulgata al mondo

pubblicato da Cut-tv

vignelli canon

The Vignelli Canon è un piccolo tesoro a firma Massimo Vignelli. Il volume è disponibile per il download in versione PDF dal sito ufficiale del grande designer, ed è scaricabile gratuitamente proprio per superare i limiti della distribuzione tradizionale e raggiungere il maggior numero di persone possibile. Un prezioso libretto di 96 pagine dedicato al ruolo della tipografia nel graphic design.

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Hypefortype, font dai migliori graphic designer del momento

pubblicato da Cut-tv

hypefortype

Lo studio grafico di Nottingham Thinkdust ha lanciato un nuovo progetto. Si chiama Hypefortype ed è una vera e propria fabbrica di font: esperimenti tipografici da ogni parte del mondo verranno ospitati e recensiti.

In più ogni tre mesi il sito verrà aggiornato con caratteri disegnati dai graphic designer più ricercati del momento, che uniranno le forze per l’occasione. Il team assemblato per il primo lancio vanta nomi come Si Scott, Alex Trochut, HelloHikimori, Luke Lukas, e Jon Burgerman.

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Un header originalissimo: Marchand de Trucs

pubblicato da Parasite

header creative marchand ludo

L’header, o testata, di un sito web è senza dubbio la parte più importante se si punta ad affascinare il visitatore. Spesso si tratta di veri e propri disegni realizzati da abili graphic designer o illustratori che con la loro suggestiva creazione riescono a sobbarcarsi praticamente l’intero “peso” della user experience, in senso positivo.

Un esempio da ammirare e imitare se si posseggono le capacità tecniche e artistiche è l’header di Marchand de Trucs, un e-shop specializzato in trucchi da prestigiatore e simili. L’atmosfera creata è… magica grazie al disegno iperrealista del padrone di una bottega misteriosa dal bancone infinito (ripetuto egregiamente in orizzontale) arricchito da bussolotti, carte, fiches, cilindro con bacchetta e un gatto nero dagli occhi spiritati. Dietro alla figura poco magica (ma ugualmente suggestiva) del proprietario un misterioso retrobottega celato in parte da una tenda. La vera chicca a mio avviso è la cassa vintage.

Per approfondire, una succosa lista di header molto ben riusciti su Vandelay Design… alcuni a dire il vero già visti e rivisti ma sempre validi.

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I giovani Designer Italiani su Designerblog

pubblicato da Cut-tv

design_KIT_b Come avrete notato designerblog ha lanciato una nuova sfida tesa ad evidenziare la complessità dell’eterogeneo panorama del Design Italiano. Abbiamo iniziato con le interviste di Italia: Design_kit che si propone di creare una geografia del panorama del giovane Design Italiano.

Il nostro lungo viaggio è partito da Roma, inaugurato dalla graphic & product designer Ines Paolucci, si è spostato a Milano per conoscere il product & industrial Designer Michele Menescardi e ha l’ambizione di attraversare tutta l’Italia per invitare a partecipare tutti i giovani designer che riusciremo a raggiungere.

Animata da un entusiasmo molto altruistico, oltre ad accettare un’altra sfida che vi proporremo molto presto, la nostra prima designer intervistata Ines Paolucci, ci ha sorpreso ed emozionato donando a tutti noi, un logo molto ironico e rappresentativo degli obiettivi che ci animano. Un gesto che accogliamo come porta fortuna, per aiutarci ad inaugurare un rapporto di interazione sempre più stretta e stimolante tra i designer e il nostro blog.

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