Dopo aver provato ad insegnarci il cinese attraverso la grafica e dopo aver rappresentato fatti di vita vissuta attraverso l’infographics, il graphic designer e columnist del NY Times Christoph Niemann ricentra il colpo con un nuovo volume dal titolo I Lego NY, un racconto visivo sulla Grande Mela realizzato attraverso i celebri mattoncini.
La legomania sembra veramente impazzare, e non sono stati pochi nel nostro blog i post dedicati al ritorno di questo straordinario gioco. Ma si può fare e dire veramente tutto con il Lego? Con molta ironia e spirito da vero newyorkese (d’adozione, peraltro), Niemann sembrerebbe suggerirci di sì. Sempre a patto di capirne i codici autoctoni, che a noi italici (per quanto innamorati della metropoli americana) potrebbero pur sempre sfuggire.
Via | Swiss Miss
Tipografia “sporca”, scolorita, spiegazzata. Un classico degli ultimi decenni oggi tornato nuovamente in auge, come ci racconta Designm.ag attraverso la nutrita gallery pubblicata sul sito, di cui vi proponiamo una selezione. L’effetto è sicuramente già visto, ma la pertinenza con il tema dell’artwork può rendere la grafica particolarmente efficace.
Via | Designm.ag
Tipografia grungy







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Designer italiano responsabile della grafica web di MTV Italia, Alberto Antoniazzi è palesemente appassionato di infographic e ossessionato dall’illustrazione vettoriale. Unendo le sue principali influenze, nasce come sintesi intelligente e divertita questa “Rock N’ Roll Metro Map”.
Il nome dice già molto: una immaginaria rete metropolitana in cui le stazioni sono le varie band che hanno fatto la storia della musica e dove ogni linea corrisponde a un genere. L’intersezione genera ovviamente le influenze: chi si è ispirato a chi o attraverso quali artisti mondi vicini ma diversi sono venuti in contatto.
Graficamente, come dicevamo, siamo dalle parti dei lavori di infographic che tanto successo riscuotono ultimamente. Per cogliere meglio i riferimenti di Antoniazzi e dare un’occhiata agli altri lavori, vi rimandiamo ai suoi account su Tumblr e Flickr. Qui, invece, potete ’studiarvi’ la “Rock N’ Roll Metro Map” in grandi dimensioni.
Continua a leggere: "Rock N' Roll Metro Map" di Alberto Antoniazzi
Visto il numero crescente di mazzi di carte da gioco disegnati espressamente da esperti graphic designer, sembra quasi che declinare la propria esperienza tipografica sulle 52 carte sia diventata una prova d’abilità irresistibile per ogni studio che si rispetti.
Gli inglesi di Hat Trick hanno scelto di rivisitare numeri e simboli, il seme rappresentato ogni volta dalle linee che formano il numero. Il russo Art Lebedev Studio ha scelto invece, in stile minimale, di scrivere semplicemente il valore della carta, niente simboli, niente figure. Per concludere, i thailandesi Goody Grams hanno scelto il total black per un mazzo il cui stile va decisamente a scapito della leggibilità .
Via | Design-fetish
Carte da gioco e tipografia, una tendenza in crescita

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Per tutte (e tutti) quelle che non si sono mai riprese dai tempi di Gira la Moda, per chi lavora nel settore o cerca di lavorarci. Per chi si occupa di moda e di fashion design. Per chi vuole fare un regalo a quell’amica che non la smette di disegnare l’abito dei sogni… insomma il graphic designer Penter Yip ha creato Fashionary.
In breve, Fashionary è una sorta di moleskine per la moda. Nato dalla frustrazione dello stesso Yip durante i suoi recenti studi a Honk Kong e Manchester, quando doveva disegnare delle figure umane proporzionate e adatte a prendere nota degli abiti in poco tempo.
Ogni pagina è perfetta per gli appunti ‘fashonisti’. Oltre alle silhouettes, ci sono gli schemi con le misure del corpo, esempi di pattern e tabelle dove segnare gli appuntamenti in passerella. Più molti altre utilissime liste di riferimento. Potete acquistarlo da Books Import a Milano oppure on-line su Etsy per soli 16 dollari.

Da non confondere con il noto, omonimo studio del danese Jack Dahl, l’Homework di cui vi parliamo fa capo invece ai polacchi Joanna Górska e Jerzy Skakun che lo gestiscono insieme dal 2003.
Consapevoli dell’enorme e ingombrante tradizione del loro paese, i due realizzano poster per eventi culturali, che prendono le distanze dai graphic designer e gli illustratori più lontani nel tempo e fanno riferimento piuttosto all’essenzialità formale di Wasilewski e Gorka.
I risultati sono davvero notevoli. L’eredità è pesante e certo non passa inosservata. Eppure con grande fatica e una continua ricerca (date un’occhiata ai lavori nell’arco di tempo dei sette anni trascorsi), Górska e Skakun sono riusciti a sviluppare un loro linguaggio: forte della tradizione e perfettamente calato nelle nuove tendenze (che comunque ‘riscoprono’ anche i loro stessi numi tutelari). Dopo il salto, come di consueto, la gallery.
Continua a leggere: I poster dello studio Homework di Varsavia

Ammetto che la prima cosa che ho pensato imbattendomi nelle foto è stata: “Clarice!”. La ‘gabbia’ attorno alla quale ruota il questo affascinante open space somiglia in maniera inquietante a quella in cui viene rinchiuso ‘Hannibal’ Lecter in una della scene più sanguinose de Il Silenzio degli Innocenti.
Superato lo choc iniziale, c’è da dire che lo studio della Creative State, azienda di Tulsa (Oklahoma) è fra gli spazi più essenziali e moderno in cui può capitare di imbattersi. L’agenzia si occupa di branding, sviluppo web, software e di comunicazione attraverso information architecture e il graphic design di interfacce utente. Il resto è tutto nell’approccio.
Lo stesso che può essere ‘letto’ dando uno sguardo alle foto (via) dei loro uffici: un luogo neutro, allo stesso tempo fortemente caratterizzato dal grosso ‘cubo’ centrale, che stimola dipendenti e clienti alla creatività e al pensiero meno convenzionale per risolvere problemi e suggerire strategie. Dopo il salto, la gallery.
Present&Correct è uno studio di graphic design specializzato in cartoleria artigianale. Dal suo store online è possibile comprare carta da lettere e buste, quaderni, penne e colori di ogni tipo, calendari perpetui e tutto il necessario per tenere in ordine una scrivania.
Tutti questi oggetti sono talmente fuori moda nell’epoca del digitale da risultare praticamente irresistibili per i nostalgici della carta. E qui si innesta la peculiarità di Present&Correct che, accanto alle sue produzioni e a tirature limitate di opere di graphic designer di tutto il mondo, offre articoli vintage, veri e propri tesori per feticisti.
Vecchi fermacarte, libretti e blocchi ingialliti dal tempo, ricevute e note spese vecchie di decenni, ripescate in mercatini e vendite di beneficenza: ritrovamenti inestimabili anche solo per ammirare la grafica quotidiana di trenta o cinquanta anni fa. Per chi fosse interessato, Present&Correct ha anche un punto vendita su Etsy.
Present&Correct, cartoleria vintage per feticisti

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Ennesimo esempio di come ormai sia quasi diventata una moda per i graphic designer più creativi e originali, quella di cimentarsi con i manifesti dei film di culto. Come nel caso dei poster dell’austriaco Albert Exergian per le serie TV o di quelli dell’inglese Jamie Bolton. Per non parlare di Olly Moss e dell’astrattismo del brasiliano Eduardo Prox.
Oggi vi mostriamo i tributi di altri due designer appassionati di cinema. Uno è Nick Tassone, che si è dedicato alla filmografia tratta dai romanzi del ‘Re dell’Orrore’ Stephen King. Giocati sul bianco e nero, con appena un unico colore in più a caratterizzare l’immagine, i suoi manifesti reinterpretati colgono un singolo dettaglio, spesso ‘costringendoci’ a una specie di indovinello per ricordare da quale momento della pellicola ha preso ispirazione.
L’altro è Ibraheem Youssef, che invece ha illustrato la sua passione per il cinema di Quentin Tarantino in una serie limitata di sette poster in vendita sullo shop del suo sito. Dopo il salto, una gallery con alcuni dei lavori scelti tra i due tributi.

Trasformare oggetti apparentemente insignificanti. Dargli vita e far sì che non rimangano ‘abbandonati’ su tavoli e mensole per settimane. Cosa succederebbe se tutto ciò che trascuriamo avesse vita propria? Se si muovesse senza il nostro apporto e in modi che magari neanche immaginiamo?
Se lo sono chiesto Julien Vallée e Nicolas Burrows. Uno è un graphic designer canadese di cui vi abbiamo già parlato. L’altro è un illustratore inglese che fa parte dello studio creativo Nous Vous. Insieme hanno lavorato a Dansedance un esperimento interattivo presentato in occasione di “Collaborate”: quarta edizione di If You Could, progetto degli art director londinesi Will Hudson e Alex Bec che riunisce designer e illustratori per produrre pubblicazioni, esibizioni e eventi.
Il ‘gioco’ interattivo è sul sito. Con la tastiera comandate gli oggetti ‘disubbidienti’, che prendono vita davanti a un ignaro Vallée e ripetono in loop il loro movimento una volta attivati. Quello che invece trovate subito dopo il salto, è il making-of del progetto, tutto a base di montaggio, carta e talento creativo.
Continua a leggere: "Dansedance" di Julien Vallée e Nicolas Burrows: gli oggetti prendono vita