
I più saranno grati a James Frost per il divertentissimo video di “This Too Shall Pass” degli Ok Go, realizzato in collaborazione con la band e quelli di Syyn Labs. Oppure per le recenti e stilosissime immagini che accompagnano “Lay There & Hate Me” di Ben Harper e i Relentless. Quando non si dedica alla musica, il regista sperimenta nuove forme legate all’animazione.
Ci aveva già sbalordito con “House of cards”: un lavoro ai confini con la computer grafica per i Radiohead, qui siamo invece davanti a un commercial per il gruppo IBM in cui tutto il suo talento visionario è al servizio della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione.
Frost, in forze alla californiana Zoofilm, sfodera 32 secondi di render che si compongono fluttuando nello spazio, incredibili giochi di luce e morphing continui. Una lezione di animazione e creatività. Dopo il salto, vi proponiamo lo spot e i video citati nel post.
Dopo aver provato ad insegnarci il cinese attraverso la grafica e dopo aver rappresentato fatti di vita vissuta attraverso l’infographics, il graphic designer e columnist del NY Times Christoph Niemann ricentra il colpo con un nuovo volume dal titolo I Lego NY, un racconto visivo sulla Grande Mela realizzato attraverso i celebri mattoncini.
La legomania sembra veramente impazzare, e non sono stati pochi nel nostro blog i post dedicati al ritorno di questo straordinario gioco. Ma si può fare e dire veramente tutto con il Lego? Con molta ironia e spirito da vero newyorkese (d’adozione, peraltro), Niemann sembrerebbe suggerirci di sì. Sempre a patto di capirne i codici autoctoni, che a noi italici (per quanto innamorati della metropoli americana) potrebbero pur sempre sfuggire.
Via | Swiss Miss
Tipografia “sporca”, scolorita, spiegazzata. Un classico degli ultimi decenni oggi tornato nuovamente in auge, come ci racconta Designm.ag attraverso la nutrita gallery pubblicata sul sito, di cui vi proponiamo una selezione. L’effetto è sicuramente già visto, ma la pertinenza con il tema dell’artwork può rendere la grafica particolarmente efficace.
Via | Designm.ag
Tipografia grungy







Continua a leggere: Tipografia Grungy, quando il carattere si sporca

Designer italiano responsabile della grafica web di MTV Italia, Alberto Antoniazzi è palesemente appassionato di infographic e ossessionato dall’illustrazione vettoriale. Unendo le sue principali influenze, nasce come sintesi intelligente e divertita questa “Rock N’ Roll Metro Map”.
Il nome dice già molto: una immaginaria rete metropolitana in cui le stazioni sono le varie band che hanno fatto la storia della musica e dove ogni linea corrisponde a un genere. L’intersezione genera ovviamente le influenze: chi si è ispirato a chi o attraverso quali artisti mondi vicini ma diversi sono venuti in contatto.
Graficamente, come dicevamo, siamo dalle parti dei lavori di infographic che tanto successo riscuotono ultimamente. Per cogliere meglio i riferimenti di Antoniazzi e dare un’occhiata agli altri lavori, vi rimandiamo ai suoi account su Tumblr e Flickr. Qui, invece, potete ’studiarvi’ la “Rock N’ Roll Metro Map” in grandi dimensioni.
Continua a leggere: "Rock N' Roll Metro Map" di Alberto Antoniazzi

C’è tutta la storia del cinema, ma non solo. Movie Title Stills Collection è la prodigiosa raccolta di screenshots di titoli di testa che testimonia l’evoluzione della grafica cinematografica, della sua ricerca tipografica e della tecnologia che ne ha determinato l’evoluzione.
Da Méliès a Up, si passano in rassegna le pellicole più gloriose del cinema americano ed europeo, scoprendo tracce di spunti innovativi ben prima delle pietre miliari di Saul Bass. Tra il materiale archiviato, anche trailer e, in qualche caso, titoli di coda. Il paziente lavoro di archiviazione è stato effettuato dal graphic designer Chistian Annayas.
Via | Cool Hunting
Continua a leggere: Movie Title Stills Collection, l'archivio online dei titoli di testa

Trasformare oggetti apparentemente insignificanti. Dargli vita e far sì che non rimangano ‘abbandonati’ su tavoli e mensole per settimane. Cosa succederebbe se tutto ciò che trascuriamo avesse vita propria? Se si muovesse senza il nostro apporto e in modi che magari neanche immaginiamo?
Se lo sono chiesto Julien Vallée e Nicolas Burrows. Uno è un graphic designer canadese di cui vi abbiamo già parlato. L’altro è un illustratore inglese che fa parte dello studio creativo Nous Vous. Insieme hanno lavorato a Dansedance un esperimento interattivo presentato in occasione di “Collaborate”: quarta edizione di If You Could, progetto degli art director londinesi Will Hudson e Alex Bec che riunisce designer e illustratori per produrre pubblicazioni, esibizioni e eventi.
Il ‘gioco’ interattivo è sul sito. Con la tastiera comandate gli oggetti ‘disubbidienti’, che prendono vita davanti a un ignaro Vallée e ripetono in loop il loro movimento una volta attivati. Quello che invece trovate subito dopo il salto, è il making-of del progetto, tutto a base di montaggio, carta e talento creativo.
Continua a leggere: "Dansedance" di Julien Vallée e Nicolas Burrows: gli oggetti prendono vita
Marco Fusinato è un artista e musicista australiano che esplora con attitudine poliedrica i rapporti esistenti tra arte, musica e fisica. In questi artwork, in particolare, si interroga su una domanda non banale: esite un rapporto tra suono, vibrazioni e realtà fisica? Difficile estrapolare la risposta dai disegni, che però si caratterizzano per un fascino potente e al tempo stesso discreto.
Via | Swiss Miss
Continua a leggere: Tra musica e fisica, i disegni di Marco Fusinato
Il graphic designer russo Maxim Nilov si è divertito a fare uno scherzetto a Nike, rivedendo un classico paio di sneakers attraverso l’uso di nuove e improbabili grafiche. Tra le texture scelte (trovate qui l’intera gallery), grande predilezione per il filone alimentare, a cui si affianca anche una sottoserie dedicata al mondo dei motori. Fuori dal coro, ma immancabile, il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama.
Via | Design you trust

Pong è stato il primo videogioco a larga diffusione della storia. Nato nel 1966, commercializzato per la prima volta nel 1971 e portato nelle case l’anno successivo dalla Magnavox con il nome di Odyssey (poi in versione digitale dalla Atari nel 1975), era un simulatore di ping pong (da qui, ovviamente il nome). Due manopole per controllare i movimenti, grafica spartana e rudimentali effetti sonori.
L’antenato dei moderni videogames, torna ora in versione street. Sportpong altro non è infatti che il classico Pong proiettato su qualsiasi superficie, all’interno della quale i giocatori possono comandare le ‘racchette’, collegate ai piedi interattivamente.
E’ prevista una modalità multiplayer e numerosi scenari di gioco. A metà strada tra l’interaction design e l’installazione, Sportpong è un lavoro che esplora in maniera intelligente (e decisamente divertente) l’estetica e le risorse di ciò che, decenni prima di noi, ha rivelato un nuovo modo di intendere l’elettronica. L’effetto è notevole e suggestivo, come potete vedere nel video dopo il salto.
Le ragazze sanno quello che fanno? La promessa che hanno stretto con il pubblico del loro Trust Me Magazine, un progetto esordito sei mesi fa in rete, è chiara e vincolante: pubblicare sulla piattaforma del blog ogni contributo, visivo (foto, illustrazioni, grafica) o testuale (racconti, copy etc.), ricevuto dalla propria community di lettori.
Le cose, però, cambiano nel passaggio su carta: le due curatrici, Susanna Luna Bellandi e Gloria Giangrande, selezionano dalla rete i contributi più efficaci per dare vita ad un inedito visual magazine monografico. Al primo numero, un’indagine sul tema del mattino disponibile anche online dallo scorso dicembre, ne seguirà presto un secondo, legato al tema del “2″ o, se preferite, del “doppio”.
Lo stile, che non nasconde ad un occhio più attento chiari riferimenti ad alcuni recenti format di successo - da Vice a The Sartorialist a Rojo -, sembra già sufficientemente personale ed iconico per far presto parlare di sé. Attenzione! La deadline per l’invio di contenuti per il prossimo numero è fissata al 16 febbraio!
Via | Frizzifrizzi
Alcune immagini dal I numero di TrustMeMag



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