Siamo nell’ottavo distretto di Budapest, in Ungheria, dove vengono abbattuti vecchi edifici per lasciare il posto a nuovi stabili, più brutti e costruiti con materiali peggiori. I ragazzi di Merge Invisible, un misterioso collettivo impegnato nella street-art, decidono di protestare nel modo più diretto e semplice: ricordando a tutti ciò che erano le precedenti abitazioni. Tenendone traccia.
Fanno una serie di ricerche nell’archivio della città, chiedono agli abitanti del vicinato: ottengono ricordi, misurazioni catastali, informazioni utili per realizzare il loro “The Nefelejcs Project“: una sorta di ‘radiografia’ delle antiche case, che riproducono sulle pareti esterne di quelle costruite più recentemente. Antropologia culturale, architettura, street-art, graffiti: lo staff di Merge Invisible riesce (faticando non poco, viste le dimensioni e lo stato dei muri) a unire tutto questo in un’unica, splendida idea. Quella che vuole tenere viva la memoria collettiva di una città.

Al posto delle pagine ‘bianche’, ottanta foto di altrettanti muri di New York. In questo “Walls Notebook” sono vuoti, fotografati semplicemente, pronti ad essere ‘imbrattati’ o per meglio dire ‘decorati’ dalle vostre idee. Centosessanta pagine in totale (le immagini prendono due pagine ciascuna) dove divertirsi a scrivere, disegnare, rielaborare uno spazio urbano più o meno noto.
Duplice l’intento: quello più giocoso dell’evitare una denuncia per atti vandalici e - perché no? - anche quello di fornire un supporto per esercitarsi liberamente con uno sfondo particolarmente realistico. New York è lontana, ma non si sa mai…
AMNESTY INTERNATIONAL - 50 years from Carlos Lascano on Vimeo.
Amnesty International compie i suoi primi cinquant’anni e Art for Amnesty, il progetto che riunisce per la causa artisti di ogni disciplina e provenienza, celebra la ricorrenza con un’animazione che ripercorre in maniera poetica e toccante tutte le battaglie dell’organizzazione.
Piuttosto ambizioso dal punto di vista della realizzazione, il video unisce molti stili e coniuga differenti tecniche, dalla ripresa dal vero alla stop motion, dall’animazione 3D a quella 2D, dai graffiti al cinema classico d’animazione, utilizzando un muro non solo come simbolo di lotte e divisioni, ma anche come tela su cui si dipana il racconto, il colore rosso a fare da filo conduttore tra i vari quadri.
Mentre su Vimeo trovate il making of, il regista Carlos Lascano e il produttore Lukas Skalnik dello studio praghese Eallin Motion Art hanno rilasciato un’interessante intervista al sito Motionographer in cui, tra l’altro, citano tra le maggiori fonti d’ispirazione i graffiti immaginifici di Banksy e le animazioni sui muri urbani di BLU.

L’illustratore californiano Anthony Ausgang, uno dei maggiori esponenti della cosiddetta corrente Lowbrow, che mescola cultura pop e movimenti underground, pop-surrealism e street art, l’amore per i vecchi cartoon e per il surf, per la psichedelia e per il fumetto, i graffiti e l’illustrazione anni ‘50, ha disegnato la copertina di un album musicale.
Si tratta del nuovo attesissimo album del talentuoso duo newyorkese MGMT, in uscita il prossimo aprile. L’immagine scelta ritrae un gatto in stile cartoon pre-disney che fa il surf inghiottito da un’onda che ha le sue stesse sembianze: psichedelico davvero. Per approfondire, qui trovate un’intervista ad Ausgang che parla del suo stile, dell’incontro con i due musicisti e della sua esperienza con la street art a Roma.
Via | NME.com
Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.
Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.
La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui (?).

Pioniere dei graffiti, artista concettuale e figura di spicco di tutta la cultura underground newyorkese, Stephen Powers, conosciuto con il nome ESPO (acronimo per Exterior Surface Painting Outreach) ha sempre puntato contemporaneamente tanto sulla spettacolarità quanto sul significato delle sue opere.
San Valentino è appena passato e -chi lo ha festeggiato- si sarà prodigato in regali più o meno originali, lettere d’amore ispirate. Niente potrà competere però con questo grandioso progetto realizzato da Powers utilizzando 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e chiamando in aiuto 20 dei migliori ‘graffitari’ statunitensi.
Il risultato sono 50 pareti nella città di Filadelfia, dipinte con messaggi d’amore. A Love Letter For You è un’impresa titanica e bellissima, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO, che quando si tratta di catturare lo sguardo di chi alza gli occhi al cielo, ha pochissimi rivali. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: "A love letter for you" di Stephen Powers (aka ESPO)
Si intitola Exit Through The Gift Shop e in questo trailer promette di essere il primo street art disaster movie della storia del cinema: è l’opera prima dello street artista Banksy che nei giorni scorsi è stato presentato al Sundance Festival e arriverà nelle sale questa primavera.
Con l’attore Rhys Ifans come narratore e Geoff Barrow dei Portishead alla colonna sonora, Exit Through The Gift Shop promette d’essere una panoramica sul mondo dei graffiti, un ritratto dall’interno ad opera di un autore che, da sempre avvolto nel mistero, decide di svelare qualcosa di sé, pur rimanendo nell’anonimato… forse…

Vi abbiamo già parlato di quei matti di Cabracega, lo studio di design portoghese fondato da Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Ve ne avevamo parlato in occasione di All City, un servizio di porcellane che univa le forme sontuose e classiche a colori e simboli street o a illustrazioni abbastanza estreme, vista la superficie utilizzata.
I tre designer, hanno concepito un modo di interagire con tutti i servizi di geolocalizzazione in voga. Per diventare una sorta di segnaposto ambulante, basterà munirsi di questo ombrello “You are here” così da farsi individuare più facilmente da satelliti e fotografie panoramiche.
L’idea è ironica e divertente, molto immediata nella realizzazione. Meno immediata, ma decisamente intelligente nelle intenzioni: un’occasione per interrogarsi sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie di identificazione e sui rapporti tra identità e privacy.

SpY è un artista di Madrid che ha iniziato a farsi notare a metà degli anni ottanta per i suoi graffiti. Da li a poco ha iniziato a sperimentare altre forme di street-art per comunicare: poster giganteschi e cartelloni pubblicitari, modificati in uno stile (erano ancora i primi anni ‘90) non molto conosciuto.
Il suo linguaggio si è evoluto fino ad approdare al quello attuale, nato dall’esigenza di riappropriarsi degli elementi urbani, per poi replicarli, trasformarli, stravolgerli e installarli per le vie delle città.
Grande osservatore dell’ambiente cittadino, con un occhio allenato grazie alla sua esperienza con i graffiti, SpY coglie i dettagli e li rielabora in modo non direttamente invasivo, in qualche modo integrato allo spazio circostante. Eppure il risultato è sempre efficace e sorprendente, con una punta di nonsense che denuncia e sfida i luoghi comuni: un’attitudine alla critica sociale che spiazza e propone un nuovo, surreale, panorama.
Lo studio creativo portoghese Cabracega è stato fondato nel 2008 dai designer Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Tra i progetti proposti nel loro portfolio focalizziamo la nostra attenzione su All City, una curiosa collezione di servizi da portata.
Questi prodotti sono realizzati da una raffinata e rinomata porcellana portoghese, la quale è stata decorata e reinterpretata grazie all’intervento di cinque talentuosi street artist.
Lo studio ha infatti invitato gli artisti Hium, Mar, Mr. Dheo, Quillograma e Tosco per decorare e dare un tocco contemporaneo a un materiale tanto classico come la porcellana. Il risultato è una collezione davvero insolita di tazze, piattini, teiere e contenitori vari multi decorati con graffiti vivaci, come se fossero i muri di una grande città.
Via | bem legaus