Google Maps lancia una nuova funzione nella versione 6.0 per Android, ossia la mappatura di luoghi pubblici in interni, come centri commerciali e aeroporti. Utile per chi è generalmente capace di perdersi in questi labirintici non-luoghi e per chi va di fretta e vuole arrivare immediatamente a destinazione.
È ancora in fase beta e per il momento sono stati mappati solamente aeroporti e stazioni statunitensi e giapponesi e locali di catene come Ikea o Macy’s. Dagli Stati Uniti è possibile già da ora anche caricare la mappa di un luogo di pubblico interesse, (che non sia naturalmente coperto da segreto di stato) e utilizzare anche in interni l’opzione Latitude.

Christophe Niemann è un illustratore sui generis: a partire dalle copertine per le riviste più prestigiose (bellissime quelle realizzate per il “New Yorker”) fino ai libri per bambini, il suo lavoro è da sempre pervaso da un’ironia e una volontà feroce di dissacrare ogni cosa. Poco importa se il mezzo sono le matite, dei mattoncini Lego o -come in questo caso- una delle applicazioni più note di Google.
Con il giusto equilibrio tra infographic, illustrazione e graphic design, Niemann ha ‘piegato’ alla sua volontà Google Maps. Realizzando una serie di tavole che, attraverso l’alterazione di percorsi, nomi di strade e indicazioni, raccontano i luoghi in modo molto più vivido (e divertente) di quanto non possa fare la versione originale.
Certo, con queste cartine difficilmente arriverete a destinazione, ma sicuramente riuscirete a farlo con uno sguardo diverso. Trovate una gallery di alcune delle mappe dopo il salto.
Continua a leggere: Christophe Niemann: come ti manipolo Google Maps

Vi abbiamo già parlato di quei matti di Cabracega, lo studio di design portoghese fondato da Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Ve ne avevamo parlato in occasione di All City, un servizio di porcellane che univa le forme sontuose e classiche a colori e simboli street o a illustrazioni abbastanza estreme, vista la superficie utilizzata.
I tre designer, hanno concepito un modo di interagire con tutti i servizi di geolocalizzazione in voga. Per diventare una sorta di segnaposto ambulante, basterà munirsi di questo ombrello “You are here” così da farsi individuare più facilmente da satelliti e fotografie panoramiche.
L’idea è ironica e divertente, molto immediata nella realizzazione. Meno immediata, ma decisamente intelligente nelle intenzioni: un’occasione per interrogarsi sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie di identificazione e sui rapporti tra identità e privacy.

Il progetto “Topoware” consiste in un set da tavolo realizzato grazie alla collaborazione della designer canadese Alexandra Deschamps-Sonsino e della tedesca Karola Torkos, con l’aiuto della svedese Thomasine Barnekow.
Il concept dietro a questi oggetti è legato alla recente popolarità scatenata da Google Maps per la geografia concepita come media di comunicazione.
Il risultato è un set fatto di tovaglie, posate, piatti, bicchieri e vassoi tutti rigorosamente in stile “topografico”, dove ogni linea di confine detta ad esempio il “grado di fame” della portata. Questi oggetti sono in vendita su “Folksy”.
Via | it’s nice that