
Chi l’ha detto che le idee debbano necessariamente riguardare solo oggetti di grandi dimensioni o progetti su vasta scala? Vi presentiamo due piccole e divertenti innovazioni in formato ‘mini’. Una è della giovane designer norvegese specializzata in packaging, Maria Tovslid che ha deciso di enfatizzare con una nuova forma l’idea e l’esperienza della condivisione anche attraverso il cibo.
“Share The Sweet” sono tre dolci (un cioccolatino, un lecca-lecca e una barretta di liquirizia), pronti da mangiare con qualcun altro. Cambia la forma del contenuto e l’involucro stesso si adatta suggerendo come poter dividere la golosità. “Plastic Eraser Mirikeshi” invece è una versatile gomma da cancellare, realizzata da Kokuyo, custodita all’interno di un tubo.
Ruotandone l’estremità, è possibile decidere lo spessore della superficie da utilizzare per cancellare anche gli errori più piccoli senza intaccare il resto. Ok, non saranno due concept rivoluzionari, ma ci ricordano che anche il focalizzarsi sul dettaglio quotidiano fa parte dell’esperienza che il design può regalarci.


Ricordate l’orgoglio con cui da piccoli siete riusciti a rispondere per la prima volta alla domanda: “Che ore sono?”. Un rapido sguardo fiero al polso, qualche secondo per la lettura e poi, sicuri a snocciolare numeri e minuti. Con le lancette la questione era complicata: le cifre al quarzo invece furono una benedizione per tutti quelli che faticavano con i calcoli.
Niente in confronto a questo “Maze Of Time” del designer Andy Kurovets: un rompicapo cromatico come non se ne vedevano da tempo. Oltre l’apparente linearità del meccanismo (un colore per ogni dato: ore e minuti, decine e unità), si nasconde -è il caso di dirlo- il delirio organizzato. I numeri, infatti, compaiono contemporaneamente sul display. Bello l’effetto finale, un po’ meno decifrarlo.
All’opposto, la filosofia che caratterizza lo “Zero Watch” del designer e illustratore Robert Dabi. Via numeri, lancette, bottoni, elementi superflui. Due ‘dischi’ per segnare il tempo e una struttura di gomma e acciaio. Vari colori disponibili, design minimale: il grado zero -appunto- dell’orologio. Dopo il salto, un video di presentazione del render.
Continua a leggere: Zero Watch e Maze Of Time: due orologi agli antipodi

Itay Laniado è un designer israeliano che studia tutt’ora all’Accademia di Arte e Design di Gerusalemme. Un giovane designer fissato con le strutture in tensione, con l’utilizzo di pochi, funzionali materiali e con l’ansia del minimo ingombro possibile. Un ‘purista’, a suo modo.
Laniado ci propone tre nuovi oggetti nati dalla sua creatività e dalla ricerca intrapresa. Una stampella, una scala e un portafoglio. Tre oggetti apparentemente distanti, quanto a utilizzo, ma resi vicini dall’approccio nel realizzarli.
Legno, innanzi tutto. Poi corda e spessi elastici di gomma. Infine cinghie e cremagliere. Sembra una puntata di MacGyver, ma non lo è. Piuttosto la dimostrazione di come si possa approntare la progettazione di oggetti in modo intelligente e con il minimo dispendio di materiali.
Continua a leggere: Gli oggetti in 'tensione' di Itay Laniado
Possiamo inserire le creazioni di questa designer spagnola all’interno di un filone che oscilla tra l’arte e l’artigianato, dove ogni gioiello somiglia più a una piccola scultura da indossare più che a un comune gioiello.
Ana Garcia è nata, cresciuta e tutt’ora risiede a Barcellona, dove ha conseguito la laurea in design di gioielli. Ogni gioiello proposto ha la caratteristica di rappresentare oggetti, persone e piccole situazioni in miniatura, dove anche l’ironia è una costante.
I materiali che utilizza sono i più disparati, i materiali base di molti suoi gioielli sono l’argento, la gomma e la plastica, mentre le creazioni vanno da anelli, a bracciali, a orecchini, a spille, a collane, fino ai ciondoli. Per avere maggiori informazioni sui prezzi di questi prodotti, vi consiglio di inviare una mail alla designer.
Via | the carrotbox
Non molto tempo fa parlammo di un prodotto di questa artista, designer e performer tedesca chiamata Denise Julia Reytan. La sua passione per l’arte e la creatività la porta a sperimentare su vari fronti, creando sempre un linguaggio complesso, molto vicino a uno stile “barocco” e coloratissimo. Sul suo sito personale abbiamo tre macro sezioni che suddividono il suo ricco e variegato percorso artistico.
Abbiamo la sezione Jewelry, dove possiamo vedere i suoi gioielli, quella chiamata Installation, dove si trova una documentazione fotografica delle sue installazioni in “grande formato”, ed infine Object, un’ulteriore documentazione fotografica di interventi e piccole installazioni fatte con oggetti comuni di vario genere. Occupiamoci della prima sezione che vede la creazione di gioielli.
I materiali che utilizza sono principalmente silicone, gomma, e oggetti di uso quotidiano che vengono totalmente “immersi” e ricoperti di colori shocking e molto vivaci. Tra le collezioni che trovo più interessanti, segnalo Eintr8 Necklaces, Snap-shots e Signs on the Body. Se volete approfondire i numerosi talenti di questa artista, vi consiglio di dare un’occhiata ai suoi spazi su Flickr e su Vimeo.
Via | frizzi frizzi

Il designer Skeet Wang ha ideato un oggetto semplice quanto efficace. Si tratta di una gomma per cancellare chiamata “Meltain”, la quale simula in tutto e per tutto un piccolo iceberg in miniatura.
Se gli spot, le associazioni specializzate e i testmimonial più acclamati per parlare del Global Warming non dovessero bastare, ecco che viene in soccorso anche il design.
L’usura di questo oggetto dovuto al suo utilizzo, ci servirà da ottimo “reminder” ogni volta che lo utilizzeremo.
Via | yanko design

Il team abruzzese di Zo-Loft Architecture & Design, impegnato ad indagare e sperimentare dinamiche complesse legate al consumo, al riciclo ecologico, al design dello spazio urbano, alla mobilità e flessibilità come attitudini sostenibili anche dall’architettura degli spazi, ha realizzato un nuovo progetto di modulo abitativo per senzatetto.
Wheelly, nelle intenzioni di Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Francesca Fontana e Cristian Cellini è “Una nuova immagine, un nuovo modo di essere chiamati e guardati, un rifugio, un carrello”, strutturato per fornire un rifugio mobile, pratico e versatile ai numerosi senzatetto che popolano le città. Basato sul sistema del cuscinetto a rullo, Whelly è una ruota realizzata in gomma, alluminio e cartone pressato per essere riciclabile al 100%, montata su un carrello di circa 150 cm x 40 cm, delle dimensioni giuste per attraversare qualsiasi soglia.
Grazie a due tende pieghevoli in poliestere, il carrello diventa un rifugio sicuro ed intimo, provvisto di uno spazio isolato dal terreno per dormire ed uno per poter stipare gli oggetti. La chiusura del rifugio è doppia. Da una parte lo stesso disco di gomma decorato con loghi, funge da isolante col terreno strettamente collegato alla tenda, dall’altra parte l’apertura si blocca con il grosso sacco studiato per contenere gli effetti personali del clochard.
I loghi sulla struttura di Whelly sono stati previsti per consentire di ridurre i costi del carrello e veicolando nel contesto urbano una serie di messaggi, di renderlo una specie di status symbol per senzatetto, come la ventiquattrore per l’uomo d’affari.