
Versatilità, traformabilità, informalità. Pause, la poltrona letto progettata dalla giovane designer tedesca Meike Langer e appena presentata all’ultimo IMM Cologne, sembra rispondere in pieno a queste caratteristiche.
Sulla struttura, in legno di frassino, sono assemblati quattro cuscini tenuti insieme da una barra metallica; sollevandola i cuscini (in schiuma di poliuretano differenziata, per garantire comfort di seduta) possono essere disposti a terra, dando vita ad un letto improvvisato. Ma anche, aggiungiamo noi, ad una postazione imprevista per lavorare al computer o leggere un libro. Bella la cartella colori, perfettamente animata dal tocco di giallo dei bottoni.
Via | Domus

Glass rilegge in chiave completamente inedita lo spazio ed il concetto di bagno, presentando Osmos, il nuovo sistema d’arredo a moduli pensili multifunzione progettati da LucidiPevere, per la composizione di spazi hammams, aree doccia, aree vasca e sistemi di arredobagno.
I due giovani designers hanno voluto rovesciare l’interpretazione tipica dell’area doccia, un ambiente che la comune logica progettuale intende come chiuso ed isolato dagli altri elementi che compongono il bagno, facendola diventare parte integrante dell’ambiente, mescolata ed attraversata da un sistema di moduli che si espandono in tutta la stanza.
Superata così l’immagine del ‘box chiuso’, l’area shower viene reinterpretata, come fosse una teca di cristallo, all’interno della quale trovano posto funzioni pensate fino ad ora per vivere al suo esterno.
Nel bagno si trasferiscono codici tipici della zona living ed i due ambienti si contaminano, acquisendo continuità e trasformandosi in un unico scenario.
Osmos, sistema flessibile e personalizzabile è costituito da una serie di moduli pensili in acciaio verniciato utilizzabili come contenitori a giorno oppure con anta. Nella loro versatilità d’impiego, gli stessi possono essere attrezzati con funzioni tipiche del wellness come getti idromassaggio, soffione, miscelatore, steam e fonte. Un’ampia paletta colori unitamente a tre diverse finiture in legno per le ante dei moduli, permette la più ampia personalizzazione del sistema.
La versatilità di Osmos viene enfatizzata dalle diverse dimensioni di moduli in acciaio che permettono un orientamento ed un posizionamento estremamente flessibili, dando via ad un ampio ventaglio di composizioni, dalle più scenografiche, alle più compatte.
La possibilità di inserire anche il lavabo e l’area vasca nelle composizioni, ne accentua l’armoniosità e l’equilibrio: ulteriore dimostrazione delle infinite possibilità che Osmos è in grado di offrire.

Una delle cose ‘da vedere’ al prossimo Salone del Mobile di Milano è lo ’sbarco’ dei diciotto giovani designer selezionati dalla Northern Michigan University School of Art and Design con “Transiessence“: la loro esposizione che, già a una prima occhiata, ci sembra decisamente molto interessante, tutta focalizzata sui concetti di ‘transitorio’ (transient) e di ‘essenza’ (essence).
Il titolo è una immaginaria crasi tra il non durevole, l’incostante, il non permanente e l’essenza, appunto: la natura di base, reale e invariabile di un oggetto, la caratteristica significativa individuale o legata alla sua funzionalità. L’unione, nell’idea della mostra, fornisce delle risposte che stimolano il desiderio per individuare il cambiamento e le nuove funzioni d’uso.
I consumi, le tendenze, l’identità personale, la memoria. Diciotto esempi di design che indagano a fondo (alcuni - va detto - meglio di altri) il rapporto emotivo tra le persone e gli oggetti proponendo nuovi modi di sostenibilità attraverso l’interazione. Impossibile scegliere di parlare di uno a scapito degli altri e - forse - questo è il miglior pregio di “Transiessence”: l’essere un’esibizione organica, capace di portare avanti un discorso molto coerente, strutturato. Tirate voi le conclusioni con la gallery qui di seguito e poi, magari, di persona.
Down Side Up è la nuova collezione di arredo che Fabrica presenterà all’American Folk Art Museum durante i giorni dell’Icff di New York, la più importante fiera americana del settore arredamento.
I mobili, tutti realizzati in legno, si distinguono per un assetto un po’ asimmetrico, risultato di un lavoro sul segno che vuole rispondere sì alle esigenze d’uso, ma anche al gusto per la sperimentazione. Ecco perché Down Side Up è stata definita una “change-inspired collection”: facendo proprie forme libere e atipiche, promuove oggetti multifunzionali che ciascuno può usare un po’ a piacimento, senza regole vincolanti.
Molti i designer coinvolti nella progettazione, tra cui Sam Baron (FR), Philip Bone (UK), Dean Brown (UK), Elliott Burford (AUS), Catarina Carreiras (PT), Valentina Carretta (IT), Yukihiro Kaneuchi (JAP), Myriam Maguire (CAN) e Jaeun Park (KOR).
Continua a leggere: Down Side Up, da Fabrica la collezione che guarda al cambiamento

Brillanti e ironici i prodotti di questi giovani designer che rispondono al nome di Venticuatrodientes: tanti -24- infatti, sono i denti visibili nel più ampio sorriso che riesce a fare una persona. Oggetti a metà strada tra l’utile e il gadget, tutti realizzati con un feroce spirito dissacrante.
Cuscini su cui è possibile scrivere come fossero un post-it per poi lasciarli sul letto e ricordarsi degli appunti presi. Cuscini con un semplice aggettivo possessivo (tuo-mio). Cuscini con delle corde in seta da utilizzare per ‘giocare’ col partner.
E ancora calze autoreggenti con una serie di ‘livelli’ che indicano il mood della donna che le indossa, spazzolini colorati con i manici intercambiabili contenuti in una scatola come quella dei pastelli, adesivi da parete per chi odia gli adesivi da parete. Trovate una gallery dei loro prodotti dopo il salto.
Continua a leggere: "Venticuatrodientes": dai cuscini post-it a quelli bondage

Con The Street that Lives, gli studenti del Politecnico di Milano Domenico Diego, Cristina Corradini, Dario De Meo e Alessio De Nicolo Volpe hanno pensato ad un concept innovativo e poco costoso per migliorare la viabilità dei motociclisti.
L’idea, infatti, è quella di inserire tra gli strati del manto stradale un layer di asfalto colorato che diventa visibile nel caso si venga a formare una buca. Il tutto a vantaggio dei guidatori su due ruote, che potranno evitare i punti problematici con maggiore tempismo.
Il progetto, del 2009, sarà vagliato quest’anno dal Comune di Rho, che lo adotterà per la manutenzione dei propri manti stradali. Un punto di partenza per una diffusione più capillare?
Via | Not Cot

Hai un prototipo nel cassetto e vorresti candidarlo ad una possibile distribuzione sul mercato? Prova a rivolgerti a Design Torget, una catena che vanta 16 negozi in Svezia, uno a Oslo e un altro appena aperto in Olanda.
La fisolofia aziendale è molto limpida e democratica. Se il tuo prodotto, un complemento d’arredo che dovrai spedire alla casa made di Stoccolma, soddisfa il giudizio della commissione interna, sarà esposto in uno dei loro punti vendita per un periodo di almeno 6 settimane. Il prezzo dello scambio? 9 euro (18 a Natale), più una commissione sul venduto che va dal 38% se sei studente al 48% se sei già un professionista.
Via | IL

Quella che la giovane designer Barbara Bona ha presentato allo scorso Salone Satellite è una tenda luminosa nata dal desiderio, ambizioso, di trasformare la notte nel giorno. Il risultato, Waterfall, è una piccola contraddizione in termini -un tenda dovrebbe riparare dalla luce invece che illuminare!- capace però di creare un effetto estetico tutt’altro che spiacevole.
Molto semplice il meccanismo di funzionamento grazie ad una serie di piccoli Led inseriti sul bastone della tenda, che si trasforma così in una vera e propria lampada dall’allure scenografico, da accendere e spengere a seconda delle esigenze.
Via | Mocoloco

E’ appena entrato nella “graduate directory” di Wallpaper e già si parla di lui come di una piccola promessa del design asiatico. Questo, almeno, stando alla segnalazioe di Luxury Culture, che segnala lo studio Stonen Water, aka il giovane designer coreano Jaebeom Jeong, come un talento da tenere d’occhio nel futuro prossimo.
La sua R°60 mette insieme in un’unica struttura sei sedie, cinque realizzate in tondino d’acciaio e policarbonato e una in ferro verniciato a polvere. La struttura, aerea e iconica, è al momento allo stadio di prototipo. Un investimento, come sostiene Luxury Culture? Beh, non sarebbe certo la prima volta che un progetto universitario si trasforma in costosissima limited edition… (pensate a Maarten Baas)…
Via | Luxury Culture
Continua a leggere: La R°60 del giovane designer coreano Stonen Water

Continuiamo le nostre interviste ai giovani designer che parteciperanno a Young Designer Home presentandovi oggi CAIRA Design, giovane brand di moda dall’elevato contenuto creativo e nato dalla passione di Francesca Caira per la moda.
CAIRA Design propone, ad un pubblico di persone attente ai cambiamenti ed alla propria immagine, un prodotto elaborato nella ricerca, nei dettagli, nelle qualità dei tessuti e nella realizzazione.
Ma conosciamo un po’ meglio questa eclettica designer:
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
CAIRA Design: Dopo un diploma di Industrial Design allo IED ho avuto alcune esperienze come stylist per pubblicità e videoclip, ho lavorato in un laboratorio di vetrate policrome, nell’atelier di una ceramista e in uno studio di grafica. Finchè ho scoperto il piacere di costruire il vestito sul corpo umano e nel 2004 è nato il marchio CAIRA design.
L’obiettivo futuro è di rimanere coerente con la filosofia che ha ispirato la mia scelta di fare moda.
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
CAIRA Design: Antorio Marras e Vivienne Westwood
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
CAIRA Design: Nascono da un veloce bozzetto, per poi passare immediatamente alla realizzazione di un prototipo costruito su manichino.
La fonte di ispirazione sono le persone che vedo quotidianamente in vari ambiti e contesti, osservando con attenzione appariamo così diversi e variopinti!
Viaggi e film poi ampliano la visuale di osservazione nel tempo e nello spazio.