
Nasce da un ironico controsenso, questa serie di oggetti in carta di Katinka Versendaal, giovane designer di origine belga, diplomata alla Design Academy di Eindhoven. Da un lato la natura stessa degli accessori che nascono per essere esibiti, dall’altro, la forma pop-up che li ‘nasconde’.
Ispirata da Escher, la Versendaal ha creato questa serie, in mostra durante la settimana del design olandese. Una lampada da tavolo, due candelabri e una cesta per la frutta che si ripiegano su se stessi all’occorrenza e possono essere agilmente spostati altrove per lasciare spazio sulle superfici.
Oltre alla maestria nel concepire e adattare le forme per la carta, Katinka Versendaal è stata comunque capace di creare degli oggetti suggestivi. Il materiale diffonde piacevolmente la luce e gli incastri restituiscono un fascino geometrico. Sul suo Flickr, altre immagini delle creazioni.

Altrosguardo è un giovane studio creativo formato da diservi designer che dal 2008 ha intrapreso la strada del design basato sul riuso con un focus particolare al campo dell’illuminazione.
Altrosguardo opera in maniera creativa crecando di donare altre funzioni e nuova vita ad oggetti dismessi, ma che hanno segnato un’epoca nella storia degli stili di vita umani.
Operando in questo senso sono nati vari oggetti come le nostalgiche lampade a piantana o da tavolo denominate “Messa in luce”, un tempo caschi asciugacapelli domestici originali anni ’60-’70 in plastiche colorate; della stessa serie sono anche i tavolini “Light pop under top”, in origine le più classiche sedie da bar che, con l’uso di luci e plexiglass, diventano i più imprevedibili comodini.

Idea semplice a costo praticamente zero per questa libreria a parete ricavata da scarti di legno. La paternità del progetto è di Amy Hunting, giovane designer norvegese di stanza a Londra, che ha così sopperito alla carenza di arredi nel suo appartamento.
Abilità richieste per copiare la libreria? Innanzitutto la volontà, in primis quella di ricercare in una segheria molti scarti della lavorazione delle tavole. Quindi, un po’ di destrezza con i nodi, in questo caso quelli da pesca. La differenza la fa poi la qualità del dettaglio, ad esempio la tipologia di legno impiegata (Amy ne ha scelti 15 diversi) e la precisione che si conferisce all’insieme. Mica facile mettere le assi a prova di livella!
Via | Les carnets du design
Foto | Trine Stephensen

Giovane designer di Brighton, Kyle Bean è specializzato in animazioni (anche in stop-motion) e oggetti in 3D. Nonostante l’età e il fatto che abbia completato gli studi solo di recente, il suo curriculum è già di tutto rispetto con illustrazioni e lavori per la BBC, il New York Times e un allestimento per Liberty for Hermes.
I suoi lavori migliori sono quelli realizzati in carta come quello che vi presentiamo nell’immagine. Una storia tridimensionale del telefono cellulare che invita a riflettere sul progresso di forme e volumi di uno degli oggetti che più influenzano il nostro quotidiano e, contemporaneamente, diverte con l’idea del contenitore concentrico, come una matrioska.
Dopo il salto, due video di Bean in cui continuare ad ammirare la sua capacità di costruire e animare idee con carta e materiali comuni.
NONO NOn è una sedia e NOn è uno sgabello. È una seduta ischiatica (per intenderci una semi-seduta che permette un appoggio pur rimanendo in piedi), ideale quindi per brevi pause o per situazioni dinamiche, che poggia su tre zampe ed è alta 70 centimetri da terra.
NONO è un prototipo progettato dal giovane designer bresciano Stefano Soave e realizzato in questo caso in legno, ma pensato per una produzione in massa in polipropilene utilizzando la tecnologia dello stampaggio a iniezione assistito a gas.
La giovane designer olandese Debbie Wijskamp ha scelto un materiale davvero inusuale per costruire una serie di mobili dagli elementi impilabili: la cartapesta, materiale di recupero per eccellenza. Nel video potete osservare l’intero processo, dalla manipolazione della carta alla costruzione degli elementi.
Cassetti e scaffali che compongono Paper Pulp Cabinets vengono assemblati come se fossero di legno, a formare una struttura verticale, totemica. A quanto pare l’idea di Debbie Wijskamp suscita approvazione, visto che in questi giorni fa parte dei 30 progetti selezionati nell’ambito di Designhuis, ad Eindhoven.
Via | Cribcandy.com
Proprio un anno fa vi abbiamo raccontato del debutto di un marchio italiano, Dot, creato dal torinese Alberto Caramello per disegnare piccoli oggetti quotidiani pieni di ironia e colore. E in quell’occasione vi abbiamo mostrato i primi prodotti lanciati su mercato.
Ad un anno di distanza Dot è approdato al London Design Festival e per l’occasione ha presentato due nuovi prodotti, Unvase, il contenitore per fiori composto da due elementi di ceramica smaltata in nero che affiancati, creano, con i loro vuoti, la silhouette di un vaso da fiori classico, e Fly, l’attaccapanni da parete di plastica a forma di farfalla dalla sorprendente solidità.
Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival

La giovane designer inglese Zoe Murphy unisce la sua ricerca su pattern e design tessile all’amore per il modernariato e per gli oggetti trovati. Il suo lavoro di restauro e decoro di pezzi vintage è ispirato da vecchi materiali di recupero ritrovati, consumati e nobilitati dal mare, sulla spiaggia della sua città natale, Margate.
Ad esempio la vecchia formica, quella che si usava per i tavoli, le sedie e tutto l’arredamento di cucine e tinelli, ha ispirato il restyling di queste cassettiera e sideboard, e questa serie di pannelli che, nelle decorazioni e nei disegni, portano riprodotti il mare e il paesaggio che li ha trasformati da vecchi mobili in moderni oggetti vintage.

Il prossimo 9 ottobre 2009 scadono i termini per la partecipazione alla quinta edizione del Lucky Strike T. Designer Award, il concorso bandito dalla Raymond Loewy Foundation Italy, che offre l’opportunità a laureati e diplomati in ambiti creativi quali product design, moda, grafica, multimedia e comunicazione, di poter ottenere al termine dei loro studi una gratificazione in più e un sostegno in denaro.
Per il concorso saranno prese in esame le tesi discusse tra il 1 ottobre 2008 ed il 1 ottobre 2009 e i lavori saranno valutati da una giuria qualificata, formata da noti professionisti provenienti da diversi ambiti creativi, che assegnerà un premio di 30.000,00 euro al miglior progetto e dieci menzioni d’onore ai lavori ritenuti più meritevoli.
Come ogni anno il momento della premiazione sarà associato ad una mostra del progetto vincitore e di quelli a cui sarà assegnata la menzione d’onore che rappresenta un’ulteriore ed importante occasione di visibilità.
Il bando del concorso è scaricabile all’indirizzo www.raymondloewyfoundation.it nella sezione Lucky Strike T. Designer Award.

RGB vases di Oscar Diaz saranno una delle parti centrali della manifestazione Eyes on Spanish Design, che si terrà durante il London Design Festival, e che si prefigge di puntare lo sguardo su emergenti designer spagnoli. Questa creazione del giovane designer è stata scelta per l’esposizione perchè combina singolarmente l’eccellenza di un processo come quello della lavorazione del vetro soffiato con chiari riferimenti alla cultura e al gusto contemponeo.
Il vaso è costituito da tre diversi pezzi che richiamano i principali colori RGB, blu, verde e rosso, e che si sovrappongono per creare un unico colore che può essere visibile solo quando tutti i pezzi sono posizionati l’uno nell’altro. Quando i tre vasi sono sovrapposti, infati, la luce che li attraversa rende nettamente visibile il rosso. Per ottenere questo effetto è stato utilizzato un computer per il calcolo della tonalità esatta da dare ad ogni pezzo del vaso.
Via | Design-milk.com