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Tutti gli articoli con tag giovane designer

Libreria Tortoise tra classico e contemporaneo

pubblicato da Bullberry



Si chiama Tortoise ed è un progetto, firmato dalla giovane designer Giulia Negro, per una libreria che nasce dalla volontà di fondere classico e contemporaneo.

La classicità dello stile, le forme barocche e il materiale scelto, il legno, si uniscono alla forma inusuale e ai colori sgargianti; inoltre, i piani ad angolazioni non regolari caratterizzano fortemente questo elemento d’arredo, mentre i libri che vi saranno posti creeranno movimenti e geometrie nuove, dando un valore aggiunto a quello del semplice ordinare casa.

La libreria, progettata dalla young designer durante il corso di Progettazione Esecutiva del dott. arch. Angelo Bucci, è ora realizzata dall’azienda Puntodifuga.

Via | youngdesigner.it

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Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson

pubblicato da olivia

Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson

Annika Göransson è una giovane designer svedese appena laureata, la quale cerca di creare oggetti che possano in qualche modo aumentare la curiosità di chi guarda e favorire la sperimentazione di chi realizza.

Mosaiik è la sua ultima creazione: si tratta di una seduta davvero molto particolare, ispirata alla resa del mosaico, ma non solo: una griglia in metallo costituisce la struttura e la base di partenza per la realizzazione dell’imbottitura.

Quest’ultima è costituita da 297 cubetti di schiuma che appaiono come le tessere dell’ipotetico mosaico, o se si preferisce, come i pixel di una figura virtuale, in realtà ispirati alla struttura di pannocchie e boccioli di girasole.

Mentre la parte anteriore della seduta è naturalmente resa liscia e confortevole, la parte posteriore può mostrare il vero e proprio retroscena della realizzazione.

Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson

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Due piccole, grandi invenzioni: i dolci pronti da dividere di Maria Tovslid e la gomma da cancellare regolabile di Kokuyo

pubblicato da intweetion

ShareTheSweet

Chi l’ha detto che le idee debbano necessariamente riguardare solo oggetti di grandi dimensioni o progetti su vasta scala? Vi presentiamo due piccole e divertenti innovazioni in formato ‘mini’. Una è della giovane designer norvegese specializzata in packaging, Maria Tovslid che ha deciso di enfatizzare con una nuova forma l’idea e l’esperienza della condivisione anche attraverso il cibo.

“Share The Sweet” sono tre dolci (un cioccolatino, un lecca-lecca e una barretta di liquirizia), pronti da mangiare con qualcun altro. Cambia la forma del contenuto e l’involucro stesso si adatta suggerendo come poter dividere la golosità. “Plastic Eraser Mirikeshi” invece è una versatile gomma da cancellare, realizzata da Kokuyo, custodita all’interno di un tubo.

Ruotandone l’estremità, è possibile decidere lo spessore della superficie da utilizzare per cancellare anche gli errori più piccoli senza intaccare il resto. Ok, non saranno due concept rivoluzionari, ma ci ricordano che anche il focalizzarsi sul dettaglio quotidiano fa parte dell’esperienza che il design può regalarci.

Plastic Eraser Mirikeshi

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Le illustrazioni dal 'mondo perfetto' di Catrin Dulay

pubblicato da intweetion

In A Perfect World Catrin Dulay

Un po’ di ‘disegno grafico’ ottimista (o che almeno tenta di incoraggiarci a sperare con ottimismo). “In A Perfect World” è un progetto di Catrina Dulay, giovane designer di Los Angeles che si diverte a giocare immaginando tutti i piccoli gesti che potrebbero rendere il mondo ‘perfetto’.

Illustrazioni pulite simili a piccoli poster con cui celebrare le seccature quotidiane. La vita di ogni giorno ripensata come se potesse funzionare al meglio. Tutte quelle cose che ci fanno dire “Odio quando succede” e magari ripensarle in maniera positiva. Dopo il salto trovate la gallery con tutti i lavori.

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Idyll Concept, le sedie panoramiche di Johan Lindstén

pubblicato da Cut-tv*e

Idyllic Concept

Johan Lindstén è un giovane designer svedese che ha deciso di fondare un piccolo studio indipendente a Stoccolma. La sua visione equilibrata, la sua ricerca di un punto di contatto tra modernità e tradizione sta portando i suoi frutti e la sua collezione quest’anno è approdata finalmente al Fuorisalone.

Gli elementi di punta, i più particolari dell’intera produzione sono certamente la sedia e la poltroncina bassa Idyll, realizzate in legno di quercia laccato in bianco, con lo schienale imbottito e decorato con tradizionali paesaggi svedesi realizzati al punto croce. Paesaggi idillici appunto, che ricontestualizzano un tipo di lavoro artigianale che di certo non appartiene solo alla tradizione svedese ma è invece un retaggio culturale universale.

Via | Yatzer.com

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Gli oggetti in 'tensione' di Itay Laniado

pubblicato da intweetion

ItayLaniado

Itay Laniado è un designer israeliano che studia tutt’ora all’Accademia di Arte e Design di Gerusalemme. Un giovane designer fissato con le strutture in tensione, con l’utilizzo di pochi, funzionali materiali e con l’ansia del minimo ingombro possibile. Un ‘purista’, a suo modo.

Laniado ci propone tre nuovi oggetti nati dalla sua creatività e dalla ricerca intrapresa. Una stampella, una scala e un portafoglio. Tre oggetti apparentemente distanti, quanto a utilizzo, ma resi vicini dall’approccio nel realizzarli.

Legno, innanzi tutto. Poi corda e spessi elastici di gomma. Infine cinghie e cremagliere. Sembra una puntata di MacGyver, ma non lo è. Piuttosto la dimostrazione di come si possa approntare la progettazione di oggetti in modo intelligente e con il minimo dispendio di materiali.

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Designerblog intervista Luca Ferigo

pubblicato da Bullberry



Oggi vi proponiamo un’intervista che abbiamo rivolto al giovane designer Luca Ferigo, un vero e proprio vulcano di idee che milita in vari settori del design e collabora con aziende interessanti come Domodinamica e Modular.
Ecco cosa ci ha raccontato:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Luca Ferigo: Il progetto e la voglia di creare qualcosa che prima non c’era, l’ho avuta fin da bambino, quando imitavo mio padre nel suo studio mentre progettava, o in laboratorio a realizzare le proprie idee.
Mi sono laureato nel 2003 in Disegno Industriale presso lo IUAV e subito ho iniziato a lavorare per lo studio Wagner&Associati, confrontandomi con il mondo degli allestimenti, in particolare con quelli fieristici, per eventi di moda e sport come Pitti Immagine, Bread&Butter e ISPO.
In contemporanea, ho collaborato con l’università sia come assistente alla didattica per i workshop, sia come coordinatore per le mostre dell’istituto dal 2004 al 2006, oltre ad aver curato gli allestimenti per Fornasarig al Salone del Mobile.
Poi, forse un po’ “ubriacato” da tanti allestimenti, ho cercato di deviare il percorso verso il panorama del prodotto industriale. La selezione per il primo master del Gruppo Frau, il progetto I-Nova, e il conseguente stage presso il Centro Ricerca e Sviluppo di Cassina, hanno contribuito molto nel definire la mia concezione di design.
Dopo l’esperienza milanese, sono arrivati i primi contatti con lo studio Corde, le prime idee, i primi progetti di quello che poi è stato chiamato Mole. Un periodo molto intenso con loro, anche se breve, che ha dato a tutti molte soddisfazioni.
Dalla fine del 2007 mi sono trasferito a Bologna per collaborare in modo intensivo con Domodinamica e Modular. Qui mi occupo della grafica, dello sviluppo prodotto e degli allestimenti, sia aziendali che esterni.
Parallelamente al mondo del design, mi occupo anche dell’organizzazione e della promozione di eventi di musica elettronica in Veneto ed Emilia.
Obiettivi futuri? Sono nel pieno dell’ennesimo trasloco, del futuro ne possiamo riparlare fra un paio di settimane?
Per adesso continuo la collaborazione con le aziende bolognesi, spostandomi però a Padova per concentrarmi meglio su Mole e su altre collaborazioni sempre in zona, ma per ora non mi sbilancio, non si sa mai!

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Luca Ferigo: I maestri come Castiglioni, Magistretti, Bellini, De Lucchi e Scarpa sono sempre dei riferimenti da considerare per il loro approccio progettuale, per la cura del particolare, per l’intuito e la loro armonia e purezza nel disegno.
Santachiara è il designer-inventore che non pone limiti alla fantasia e alla concretezza, e anche quando “gioca” con le tecnologie è comunque ironico ed emozionale.
Ulian è un altro designer-inventore, ma con un linguaggio molto diverso che stupisce, provoca, coccola, critica e risolve. E tutto questo con semplicità estrema, stupefacente.

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Tavolo Hide di Luca Papini Design

pubblicato da Bullberry



Hide, progetto di Luca Papini Design, è un tavolo dalla forma circolare ispirato al mondo dei vecchi prestigiatori e in particolare al numero del coniglio bianco estratto dal cilindro.

Hide custodisce all’interno ciò che potrebbe intrattenere gli ospiti o diventare un porta piante: un complemento d’arredo tanto semplice, quanto versatile e che si può reinventare di volta in volta in maniera sempre diversa.

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Recharger di Walter Giovanniello

pubblicato da Gianni Sivari

tazzina

Bere il caffè è un rito o una scena quotidiana ed esclusiva della cultura napoletana; da buon campano Walter Giovanniello ha ben presente la sacralità di tale semplice abitudine, che a Napoli diventa irrinunciabile. Proprio partendo da ciò il giovane designer irpino ha progettato una particolare tazza da caffè, recharger appunto.

Recharger è una tazzina dal profilo molto pulito, resa caratteristica dal singolare manico in alluminio la cui forma richiama le chiavi di carica dei vecchi orologi a pendolo. La forma stessa dell’oggetto lo rende perfetto per esplicare la sua innovativa funzione di supporto, i due buchi della chiavetta rendono l’impugnatura della tazza piu stabile. Il progetto nasce dall’osservazione del gesto di ruotare la tazzina verso la bocca ed è una sorta di ready-made.

Via | Youngdesigner.it

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Gli oggetti da tavola pop-up di Katinka Versendaal

pubblicato da intweetion

KatinkaVersendaal

Nasce da un ironico controsenso, questa serie di oggetti in carta di Katinka Versendaal, giovane designer di origine belga, diplomata alla Design Academy di Eindhoven. Da un lato la natura stessa degli accessori che nascono per essere esibiti, dall’altro, la forma pop-up che li ‘nasconde’.

Ispirata da Escher, la Versendaal ha creato questa serie, in mostra durante la settimana del design olandese. Una lampada da tavolo, due candelabri e una cesta per la frutta che si ripiegano su se stessi all’occorrenza e possono essere agilmente spostati altrove per lasciare spazio sulle superfici.

Oltre alla maestria nel concepire e adattare le forme per la carta, Katinka Versendaal è stata comunque capace di creare degli oggetti suggestivi. Il materiale diffonde piacevolmente la luce e gli incastri restituiscono un fascino geometrico. Sul suo Flickr, altre immagini delle creazioni.

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