Giulia Boccafogli è un architetto e jewel designer che ha presentato le sue originali creazioni a Young Designer Home.
Abbiamo rivolto anche a lei qualche domanda per conoscerla meglio, ecco di seguito le risposte che ci ha dato:
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Giulia Boccafogli: sono un architetto di 30 anni, laureata a Firenze nel 2006. Dal 2007 svolgo regolarmente la mia attività professionale come libero professionista e parallelamente porto avanti la mia più grande passione legata al design e alla realizzazione di gioielli contemporanei, passione che mi “perseguita” da quando avevo 19 anni e che da qualche anno è diventata un vero e proprio lavoro. Le mie due occupazioni si contaminano a vicenda e traggono spunti l’una dall’altra, completandosi, anche “sentimentalmente” parlando ho bisogno di entrambe le cose. Obiettivi futuri? Difficile rispondere. L’idea sarebbe quella di lavorare sempre di più al progetto, anche rispetto alla mia linea di bijoux e quindi mi piacerebbe molto un giorno poter lavorare anche per delle aziende come designer. Un modo ulteriore per mettersi alla prova e crescere. Ma dello sfogo artigianale ho visceralmente bisogno. Le mani non sanno star ferme!
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
Giulia Boccafogli: Di punti di riferimento fissi non ne ho. Credo che per un buon progettista sia sempre molto importante misurarsi con le problematiche e le realtà specifiche perché questo consente sempre di avere un rapporto di criticità con il prodotto. Mi piace pensare che i punti di riferimento debbano essere sempre cercati ad hoc e che possano per questo cambiare ed evolversi. Questo fa si che non ci siano limiti o paletti precostituiti. Una sana curiosità è comunque un ottimo punto di partenza. Un mio mito personale nell’architettura è Renzo Piano, nella moda, sarò banale, ma Coco Chanel li batte tutti.
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
Giulia Boccafogli: Volendo dare una risposta razionale direi che vado per fasi. Trovo l’idea di partenza, l’ispirazione: può essere una suggestione puramente immateriale, la ricerca di una forma o di una sensazione, come la “sospensione” di alcune strutture di orecchini e collane, o un problema da risolvere (un modo preciso di risolvere una connessione…) o un materiale che stuzzica la mia fantasia in modo particolare (…per esempio le gomme e i linoleum per interni nella mia linea Minimal Chic, un particolare bottone…) o delle semplici immagini suggestive (un viaggio, un accostamento cromatico…). A quel punto da domande e risposte nascono i primi bozzetti. Poi nasce il prototipo, con tutte le ricerche e le sperimentazioni che ne conseguono; di volta in volta questo si perfeziona e si modifica e alla fine si arriva il risultato ottimizzato…difficilmente mi fermo soddisfatta perché poi trovo sempre il modo di evolvere l’oggetto. Ad ogni modo generalmente la prima fase è molto lenta, discontinua, una serie di appunti e schizzi disordinati, poi di solito arriva il momento giusto per sviluppare le idee e quindi ho imparato ad aspettare, a meno che non ci siano delle incombenze, ovvio.
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Scenografa e designer, la giovane Serena ha creato la linea di gioielli e accessori in plexiglass, Binglabà.
Le sue splendide creazioni saranno esposte in questi giorni a Vicenza in occasione di Young Designer Home. Ma scopriamo un po’ meglio chi è Serena:
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Serena Bosone: tra il 1998 e il 2003 mi sono divisa tra gli studi di scenografia presso L’accademia delle Belle Arti di Brera e quelli di design industriale alla Nuova Accademia di Bele Arti-N.A.B.A.
Come scenografa ho lavorato alla realizzazione di numerosi videoclip ed eventi, collaborando con importanti case di produzione come Filmaster, Mercurio, K Eventse e marchi come Meschino, Guru, Campari.
Le conoscenze acquisite nel campo del design e della moda vengono concretizzate professionalmente con la creazione della linea di gioielli e accessori in plexiglass, Binglabà. La produzione, caratterizzata dall’alta qualità del lavoro artigianale e da approfonditi studi ergonomici varrà la successiva creazione di accesori in esclusiva per Madina e per Rifat Ozbek, stilista del marchio Pollini.
La produzione recente, oltre ad essere presentata ed utilizzata in numerosi servizi di moda per riviste di settore come D di Repubblica, Elle, Vogue, Vanity Fair … è stata selezionata ed esposta nella mostra itinerante Gioiello contemporaneo italiano ed inserita nel relativo catalogo edito da SKIRA.
Forte di un ricco bagaglio di esperienze e spinta da costante passione sono ora concentrata nella ricerca di nuove istanze estetiche e sulla scoperta di nuovi materiali.
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
Serena Bosone: Grazie al mio lavoro da aiuto scenografa mi sono appassionata molto a grossi
marchi produttori di lampade, mobili come Artemide, Danese, Flos, Fontanaarte,Terzani, woka, Desalto, Moroso, Cappellini, Kartell e Designer del tessuto come Deaignerguilt, Sandberg, Marimekko…
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
Serena Bosone: Porto dentro di me i colori vibranti e struggenti delle tele di Gaugin. Appassionata di storia dell’arte, ritrovo quei colori nei miei numerosi viaggi per trasferirli nelle mie creazioni. Se l’ispirazione arriva da civiltà lontane e incontaminate e dalla ricerca della bellezza dei grandi pittori e pensatori del passato, la materia prima proviene dal futuro. Nell’ultima collezione Binglabangles queste evocative sfumature esplodono sul plexiglass trasformando un materiale sintetico e freddo in poetiche suggestioni. Frida Khalo, le donne giraffa della Birmania, il caleidoscopio cromatico della foresta amazzonica, le piume degli indios, le foglie a ombrello. Ma anche i bauli colmi di stoffe fiorite che viaggiavano a bordo delle navi inglesi verso le indie occidentali. Tutto questo, più un pizzico di fantasia, è Binglabangles.

Scegliere i regali di Natale è -probabilmente- una delle fonti di stress maggiori durante tutto l’arco dell’anno. I Flaming Lips invece, amano lo spirito natalizio. Fanno anche un casting pre-concerto per reclutare dei Babbo Natale con cui condividere il palco. I Flaming Lips sono geniali e buoni. E hanno deciso di aiutarvi.
Per questo Natale, niente gioielli o doni di lusso, niente maglioni o cravatte. Niente libri e CD (neanche i loro: no). Questo Natale regalate il Silver Trembling Fetus per irradiare amore e spirito di fratellanza. Perfetta decorazione per ogni albero che si rispetti, il Silver Trembling Fetus è un oggetto dai poteri misteriosi e dal design irripetibile. Unico: come il DNA.
Non solo. Tenendo in mano la prestigiosa decorazione, potrete ricevere vibrazioni positive che aiuteranno ognuno di voi a “intraprendere il cammino verso un’esplosione di intelligenza”. Questo lo sostiene Wayne Coyne, il leader della band. Io, fossi in voi, ci crederei. Oppure guarderei il video promozionale dopo il salto.
Avete già avuto l’influenza quest’anno? Io sì. Siete barricati dentro casa per la paura o siete temerari che cercano modi per esorcizzare la paura del virus? A questo proposito gli amici di Benessereblog ci fanno sapere che è già sul mercato il peluche del virus A/H1N1, realizzato da GiantMicrobes che già nel 2006 si era guadagnato un posto al MOMA di New York durante la mostra Safe: design takes on risk
Nel frattempo le iniziative catartiche proliferano. Glass Microbiology è una serie di sculture di vetro soffiato, realizzate dal gallese Luke Jerram che rappresentano varie tipologie di virus, tra cui quello della Swine Flu. Se invece cercate un amuleto o un ex-voto, potreste scegliere (visto che il virus attacca principalmente le vie respiratorie) i ciondoli a forma di polmoni della collezione di bijoux della designer belga Dorothée Van Biesen.
Via | Yatzer.com | Frizzifrizzi.it
Il design per esorcizzare la paura dei virus!

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Tessere derivanti da vecchi campionari, generalmente usate nell’architettura degli interni per il rivestimento di ambienti sono alla base della nuova collezione di gioielli realizzata da Teresa Brescia. Il concept dell’intera collezione prevede che ogni singola tessera venga intesa come una piccola tavolozza su cui lasciare un segno artistico; il che porta alla realizzazione di piccoli frammenti di creatività da indossare.
Lo stile di questa collezione è molto semplice e lineare ed è volto a coinvolgere sia un pubblico femminile che maschile.
Alcuni pezzi di questa collezione, appositamente creati, vengono donati all’associazione Onlus Effemeridi per una raccolta fondi che finanzierà vari progetti artistici e benefici.
Via | Youngdesigner.it
Penny e Nikki sono rispettivamente madre e figlia provenienti dalla città di Kingsport, nel Tennessee, le quali hanno unito la loro passione per i gioielli aprendo uno spazio su Etsy.
Il loro brand si chiama Untamed Menagerie, dove propongono creazioni tra le più disparate come collane, pendenti, orecchini, spille e anelli, i quali hanno tutti un comune denominatore. Infatti queste creazioni vedono la presenza costante di elementi in perfetto stile “dark”, come ad esempio decorazioni che richiamano forme di teschi e ossa, piccoli ragni e altri elementi decorativi di ispirazione barocca.
I materiali utilizzati principalmente per tutte le loro creazioni sono il metallo, l’argento e l’acrilico, dove vengono sfruttati solamente i colori neutri, quali il bianco e il nero. I prezzi dei loro gioielli vanno da un minimo di $ 12,00 a un massimo di $ 50,00, e sono tutti acquistabili on-line da Etsy.
Via | i am a greedy girl
I gioielli di Untamed Menagerie
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La nuova collezione della jewel designer Alidra Alic è ispirata alla celebre eroina immaginata da Lewis Carroll e senza ulteriori rielaborazioni si intitola proprio Alice’s Adventures in Wonderland. È soprattutto il senso di sospensione tra realtà e fantasia, la chiave di lettura presa in prestito dalla designer.
Ispirata dalle illustrazioni floreali di fine ‘800, nel realizzare i suoi gioielli, anelli, pendenti, ciondoli, Alidra Alic trasfigura le forme floreali, quasi a farle diventare delle creature mostruose, fiori sontuosi, carnosi e carnivori, realizzati in metallo, plastica e pietre.
Via | Preik.no

Angela Simone, artista e designer milanese che intreccia e costruisce collane, bracciali, orecchini e monili lavorando carte di consistenze e grammature differenti, con collezioni che cambiano a seconda delle stagioni, sarà la protagonista di una mostra organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza presso Casa Cogollo detta del Palladio.
Incantata dall’uso delle carte, con cui ha una grande familiarità anche per la sua attività di graphic designer, ha progettato con esse molti tipi di oggetti, dedicandosi infine ai gioielli, sui quali può “avvolgere” tutta la sua fantasia perché come insegnava Bruno Munari, che inventò le famose Sculture da Viaggio.
Nascono così collane, ciondoli, bracciali, orecchini unici, tattili, originali, vivi e per l’artista creare bijoux di carta è stato come compiere un passaggio dalla bidimensionalità della pagina alla tridimensionalità di collane e bracciali: se impaginare una rivista o un volume richiede abilità nell’unire immagini e parole, allo stesso modo creare un gioiello significa esprimere armonia e ricerca di equilibrio tra forme, materiali, pesi e colori.
L’esposizione Gioielli di Carta di Angela Simone è curata da Stefania Portinari e sarà visibile gratuitamente fino al prossimo 5 ottobre 2009.
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La designer coreana Lee Hye Ran ci mostra nel suo sito on-line tutte le sue creazioni. Abbiamo sezioni dedicate ai mobili, altre alle lampade, ed altre ancora ai gioielli.
Focalizziamo la nostra attenzione su quest’ultima sezione, dove possiamo trovare una collezione di gioielli tutti molto curiosi e interessanti. Ogni collezione segue un tema differente, mostrandoci quanto questa designer possa differenziare il suo stile e il suo gusto estetico.
Tra le varie collezioni proposte, consiglio in modo particolare Pasta e i pendenti Ringring, in entrambe i casi sono stai usati materiali come l’ottone e l’argento. Per avere maggiori informazioni sui prezzi e le modalità di acquisto dei suoi prodotti, vi consiglio di scrivere una mail alla designer.
Via | the carrotbox
Il design ironico di Li Jianye non ci è nuovo qui a Designerblog, e anche in questo caso il designer ci dimostra di poterci strappare nuovamente un sorriso. Sto parlando della sua collezione di anelli chiamata Crucify My Love, dove ogni prodotto è caratterizzato da una diversa funzione.
Oltre a quella di essere indossato, ogni anello ha la particolarità di poter essere utilizzato come se fosse un attrezzo da lavoro. Il modello Cruciform ha una sporgenza che imita la punta di una vite a stella, Hexagon ha invece una sporgenza esagonale, entrambi possono essere sfruttati per avvitare o svitare chiodi o viti.
3cm è invece un anello che ha le tacche come se fosse un piccolo righello, il quale può permetterci di misurare solo fino a 3cm, infine abbiamo #1 che ha una superficie ruvida come la carta vetrata che ci può tornare utile per levigare. Il designer ha voluto così unire il concetto del “riparare e tutelare” una relazione di coppia, semplicemente trasformando degli anelli in piccoli attrezzi portatili.
Via | the daily dairy