La Triennale sbarca a New York. E lo fa per restare. Dal prossimo settembre, infatti, l’istituzione per eccellenza del design milanese arriverà ufficialmente nella Grande Mela con una nuova piattaforma museale destinata a testimoniare sul continente americano la qualità e la tradizione della progettazione italiana di tutti i tempi.
Realizzato da Michele De Lucchi e Pierluigi Cerri in collaborazione con lo studio newyorchese CUH2a, il nuovo spazio sarà di casa sulla 53esima strada e affiancherà al suo interno un grande espazio espositivo, dotato delle più sofisticate tecnologie, con le facilities museali di rito quali ristorante, caffè e libreria.
Per l’inaugurazione, l’evento in calendario - “The Expression of Gio Ponti” è tutto dedicato alla celebrazione del grande architetto milanese.
Via | Dexigner

Una nuova “Superleggera”. Al di là delle differenze tecniche e formali, l’esito della ricerca concettuale che il brillante studio giapponese Nendo, più volte recensito sulle pagine di Designerblog, ha elaborato per la nuova Cord Chair non sembra allontanarsi troppo dal capolavoro di Gio Ponti.
La sedia, infatti, stupisce per l’esilissima leggerezza aerea della sua struttura, possibile grazie ad una armatura in tondino metallico rivestita di legno di acero intagliato a mano. Una soluzione, questa, che permette di raggiungere un diametro delle gambe incredibilmente sottile: solo 15 mm.
La sedia è stata prodotta in occasione del lancio della mostra Ghost Stories, la personale sullo studio giapponese fondato da Oki Sato che verrà inaugurata domani al Museum of Arts and Design di New York.
Via | Designboom

Superare l’incontrastata leggerezza della Superleggera di Gio Ponti approfittando della tecnologia dei nuovi materiali del XXI secolo. Questo il perimetro del progetto di Shigeru Ban, celebre architetto giapponese famoso per l’utilizzo di materiali non convenzionali nelle sue architetture temporanee, qui alle prese con un progetto su scala ridotta per questa Carbon Fiber Chair, presentata alla Triennale nei giorni del Salone del Mobile all’interno di Tokyo Fiber Senseware, la mostar dedicata alle applicazioni dei nuovi materiali tessili giapponesi.
La sfida è resa possibile grazie all’utilizzo del Tenax (che non è in questo caso la celebre discoteca fiorentina nota per i suoi fasti underground negli anni ‘80), materiale realizzato in fibra di carbonio e qui accoppiato all’uso di strati alternati di alluminio.
Via | Designboom
Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial, Interior e Graphic designer Filippo Mambretti, invitato da http://www.designerblog.it/post/4663/italia-design_kit-di-valentina-sedda/.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Ciao! Sono Filippo Mambretti, ho 27 anni e mi occupo di design, grafica e comunicazione. Nel 2006 ho iniziato a mostrare i miei progetti sul mio sito personale, nel 2008 ho fondato, insieme a Roberto Proserpio e Sara Pontiggia, Makistyle, un sito dove ci occupiamo di intraprendere una rivalorizzazione del concetto di design e designer attraverso nuovi oggetti di design e la ricerca di nuovi stimoli comunicativi. Dal 2007 collaboro con lo studio svizzero SpheraDesign e dal 2008 ho anche il piacere di cooperare con la Csia di Lugano e con il Politecnico di Milano. Mi piace avere una visione del mondo e delle cose assolutamente personale, non amo vedere attraverso gli occhi di altri, perciò cerco sempre di elaborare un mio punto di vista. Questo mi aiuta a mantenere uno spirito critico non influenzato e per quanto possibile oggettivo. Mi diverte cogliere suggestioni personali e progettuali in tutto ciò che vedo e che mi circonda.

Sull’argento, simbolo di lusso e di eleganza, si è fondata la produzione Christofle fin dalla sua nascita nel 1830. Alla Triennale di Milano, nell’occasione del Salone del Mobile 2008, Christofle vuol raccontare un punto focale della sua storia cioè lo straordinario incontro con Gio Ponti, e il percorso creativo che ha dato vita ai 25 pezzi in argento disegnati tra il 1925 ed il 1978, alcuni dei quali messi in produzione solamente oggi, nel 2008. Una collezione di oggetti di grande impatto visivo ed emotivo, per lo più sconosciuti al grande pubblico, comunque chiave di lettura di un’impresa da sempre votata alla modernità, all’innovazione e al futuro.

Durante una performance dal vivo (che potete vedere in questo video) in occasione della fiera del mobile di Miami/Basel, l’eclettico Martino Gamper ha messo in scena il “If only Gio knew…”.
Martino ha preso alcuni dei celebri pezzi disegnati da Gio Ponti per l’Hotel Parco dei Principi a Sorrento, ha iniziato a farli a pezzi e da quelle macerie ha ricostruito nuovi complementi d’arredo con uno stile molto diverso da quelli di origine.
Una sorta di “traduzione” o “traslazione” se preferite, di pezzi storici di design in una lingua contemporanea, come dire che per fare del design di qualità bisogna partire dalle esperienze del passato mettendoci creatività intelligente ed filtrando le esigenze che in quel periodo storico sono maggiormente sentite.
Un punto di vista sicuramente insolito ed originale ma siamo sicuri che il buon Gio Ponti apprezzerebbe? Be’ magari si…
Voi, quale versione preferite? A destra Gio Ponti e a sinistra Gamper…
(via Dezeen)