Tra i vertical garden, di cui recentemente abbiamo avuto più di un esempio, MossTile, lanciato dall’italiana Benetti Stone, rappresenta una piacevole declinazione, con la caratteristica principale di essere stato sviluppato per non aver bisogno di manutenzione.
MossTile infatti è realizzato con un particolare tipo di muschi che si auto-alimentano in ambienti con umidità ambientale pari o superiore al 50 %. Non ha quindi bisogno di irrigazione né di illuminazione naturale (anzi non può essere esposto alla luce diretta), non deve essere potato ed è pronto per la posa su supporti in resina ecologica.
Applicato su moduli quadrati o tondi, il muschio può formare intere pareti verdi o disegni geometrici più o meno regolari. Grazie a coloranti naturali, è stato declinato in dodici tonalità che vanno dal nero liquirizia, al malva e al rosso paprika.
Un’ottima trovata di ambient marketing e al tempo stesso un’interessante progetto di architettura verde: un giardino verticale è stato installato a Londra, a Trafalgar Square, proprio davanti all’entrata della National Gallery. Il giardino verticale infatti ritrae il quadro di Van Gogh Campo di grano con cipressi, ospitato dal museo londinese.
L’installazione, sponsorizzata da General Electric, è stata curata da ANS Group Europe e, con le sue 8.000 piante di 25 specie differenti, fa parte del piano eco-sostenibile della National Gallery (che ha già convertito a LED l’illuminazione di tutte le sue sale) per la riduzione della sua impronta di carbonio. Rimarrà visibile fino alla fine di ottobre prossimo.
Via | DanaGardenDesign
Foto | Treehugger.com
Ancora una proposta per costruire su terrazzi e balconi dei veri e propri giardini verticali, concentrando in poco spazio tutto il verde che si può desiderare. Minigarden è una struttura modulare progettata dall’azienda agro-alimentare portoghese Quizcamp.
I moduli impilabili sono realizzati, in bianco o nero e in due differenti misure, in un tipo di polipropilene copolimero che non rilascia sostanze chimiche ed è quindi sicuro anche per la coltivazione di piante commestibili, per poter allestire anche in città e anche negli spazi più angusti un orto funzionale e produttivo.
Via | Urbangardensweb.com
Di giardini verticali, strutture modulari per contenere piante ricadenti, fiorite, succulente, ne abbiamo viste e raccontate tante. I Wall Planters degli australiani Insitu si distinguono per la semplicità e la regolarità geometrica della loro struttura.
Il sostegno da appendere a parete è infatti un semplice reticolato in metallo pronto a ospitare, a intervalli regolari, vasetti smaltati, tutti delle stesse dimensioni e dello stesso colore. sarà la Natura a fare il resto, portando irregolarità e imprevedibilità alla parete.
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Urbio Urban Vertical Garden from Enlisted Design on Vimeo.
I suoi ideatori, i californiani di Enlisted Design e di Volare Studios, stanno combattendo la loro personale lotta su Kickstarter perché i giardini verticali Urbio possano venir finanziati e quindi diventino realtà, ma, a 29 dalla scadenza dell’asta, il risultato sembra quasi raggiunto.
Ha buone chance quindi di diventare realtà questo bel progetto di vasi modulari realizzati in plastica riciclata e forniti di una magnete sul dorso che permette di appenderli ad ogni superficie metallica, oppure tra di loro, per creare composizioni sempre diverse.
In più, ovviamente, il sistema Urbio comprende anche delle placche quadrate da fissare a parete, pronte ad ospitare i vasi di diverse forme e misure. Un unico appunto: dato il tipo di struttura, non è pensabile che i vasi abbiano fori di scolo, potranno essere utilizzati più verosimilmente come porta-vasi o come contenitori per fiori recisi.
I giardini veticali sono diventati in pochi anni una tendenza irrinunciabile dell’architettura urbana, tanto che anche l’interior design ne sta mutuando velocemente tecniche e sistemi per portare anche in appartamenti e uffici intere pareti verdi.
Wally Living Wall della californiana Woolly Pocket Garden Company, ad esempio, è un sistema modulare di “tasche” da parete, espressamente create per il comfort delle piante: realizzate in PET riciclato, sono completamente isolanti sul retro, per non permettere all’umidità di rovinare il muro su cui sono appese, mentre dall’altro lato una membrana traspirante permette all’acqua in eccesso di evaporare.
Uno strato interno di feltro poi trattiene l’acqua per permettere innaffiature più distanziate. Essendo modulari, le tasche possono essere montate per coprire qualsiasi superficie adattandosi a forme e dimensioni. Più le piante saranno rigogliose, ovviamente, più le tasche verranno coperte, per un effetto visivo totalmente naturale.
Via | Shelterpop.com
Piante in appartamento: Wally Living Wall System

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In tempi in cui verde e orti in città sono di gran moda, la passione per i giardini verticali avrebbe già dovuto contagiare tutti. Peccato, però, che passare dalla teoria alla pratica si sia rivelato più difficile del previsto, a meno di non ricorrere a soluzioni iperartigianali spesso troppo costose.
Ma se ancora non avete desistito, South Face potrebbe ovviare a questi problemi. Si tratta di un elemento modulare in eco-cemento, progettato da Massimo Iosa Ghini per Il Cantiere: da montare come se si dovesse costruire un muro, si caratterizza per uno spazio cavo, addizionato di substrato, dove accogliere e far crescere le piante.
Oltre alla praticità, quindi, i vantaggi rimangono gli stessi di tutti gli altri giardini verticali: coibentazione, assorbimento di co2 e una folta e inaspettata vegetazione. Perfetto per esterni, da inglobare su una facciata, o anche per interni, per una inedita parete divisoria. In mostra nei giorni del Salone presso il Contemporary Shop di Corso Garibaldi 52 a Milano.

Il verde domestico, declinato nelle sue diverse accezioni di giardino verticale, orto urbano, guerrilla gardening, è stato il vero tema del 2009. Per questo ci piace l’idea di chudere i post dell’anno con un progetto che offre il suo piccolo contributo al tema della sostenibilità ambientale e agricola delle zone urbane.
Gionata Gatto, neolaureato alla Eindhoven Academy, ha progettato per la sua tesi di laurea Urban Bud, una valigia dove coltivare i propri ortaggi preferiti. Concepiti non solo come verde domestico decorativo, ma anche come uno strumento per garantire a ciascuno di avere a portata di mano le specie alimentari più vicine alla propria cultura alimentare.
Dato solo apparentemente banale in una società sempre più multietnica che rischia di cancellare di fatto alcune varietà vegetali in nome della facilità di approvvigionamento e della legge economica della monocultura.
Via | Inhabitat
Urb Garden è il progetto ecosostenibile per cui il giovanissimo designer australiano Xavier Calluaud è stato selezionato per partecipare all’Australian Design Award. Si tratta del prototipo di un orto verticale del tutto autosufficiente, in grado di fertilizzare e nutrire le piante.
Ogni pianta è collocata in un “balcone” rimovibile, da cui può essere annaffiata, potata, curata. La struttura verticale è completata da un bidone in cui rifiuti organici vengono trasformati in concime e da un terrario per vermi, i cui escrementi sono utilizzati come fertilizzante.
L’acqua e i materiali concimanti vengono distribuiti alle piante attraverso un sistema d’irrigazione interno, capace di recuperare in seguito l’acqua in eccesso e riciclarla. Inteso come progetto per sensibilizzare le coscienze di chi abita in città, Urb Garden potrebbe essere una soluzione per crescere un piccolo orto autonomo in poco spazio.
Via | Picocool.com
Disegnata dalle designer finlandesi Susanna Hoikkala e Tanja Sipilä, Kiikku è una scaletta in legno di noce che supporta al posto dei pioli quattro portavasi in porcellana bianca o nera. Può essere appoggiata a una parete e, grazie a dei gommini rimane stabilmente appoggiata, senza bisogni di ulteriori fermi.
I vasi sono facilmente removibili, per permettere la cura e l’annaffiatura delle piante senza il pericolo di sporcare l’ambiente circostante. Questo permette l’utilizzo di Kiikku anche al chiuso, in soggiorni o verande ben illuminati per creare giardini verticali su misura.
Via | Poppytalk
Kiikku, la scala portavasi di Susanna Hoikkala e Tanja Sipilä
