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Tutti gli articoli con tag giappone

Tiny World in a Bottle: la perfezione dei piccoli mondi in bottiglia di Akinobu Izumi

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Tiny World in a Bottle

Tiny World in a Bottle

Il mio nome è Akinobu e vivo in Giappone. Il mio lavoro è quello di fare modelli architettonici. Impiego il mio tempo libero creando un piccolo mondo in una piccola bottiglia. Mi piace costruire cose, specialmente quelle piccole! Spero che vi piaccia quanto faccio!

Così si presenta Akinobu Izumi, creatore dei Tiny World in a Bottle, i piccoli mondi in bottigliette grandi meno di un pollice, che vende su Etsy e che potete acquistare per circa 9 dollari. Sono infinite le versioni che realizza, e ovviamente la tentazione è di collezionarle tutte. Ci sono cani, panchine, alberi, prati, mari, pesci, coppie di innamorati, scivoli e qualsiasi cosa ci si possa immaginare in un mondo perfetto.

Akinobu Izumi meraviglia, ma quasi non stupisce. Il suo è sicuramente un hobby portentoso, ma l’origine di Izumi ci appare quasi una comprensibile giustificazione a tanta precisione e meticolosità. Effettivamente dal Giappone (specialmente quello di qualche decennio fa) possiamo aspettarci una tradizione legata a un fine artigianato, ma a questo Izumi aggiunge le sue competenze di modellista, che come risultato ci donano questi piccolissimi mondi sotto vetro.

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Ryue Nishizawa costruisce nella natura il Senju Hiroshi museum Karuizawa per le sue pitture

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Ryue Nishizawa e il Senju Hiroshi museum Karuizawa

Ryue Nishizawa e il Senju Hiroshi museum Karuizawa
L’architetto giapponese Ryue Nishizawa ha dato vita a ‘Senju Hiroshi museum Karuizawa’, un museo su un solo piano, ma che si stende su un lussureggiante sito a Karuizawa, in Giappone, adattandosi dolcemente alle lievi depressioni del terreno.

Di particolare interesse è la collaborazione con l’artista giapponese Senju Hiroshi: il museo si propone di collegare armonicamente la struttura architettonica con le opere d’arte esposte, e inoltre anche con il paesaggio circostante, ben visibile dalle ampie vetrate che percorrono i perimetri di uno spazio investito da luce naturale.

Con la sinuosità delle forme di pareti e vetrate, l’aprirsi di spazi polilobati sul soffitto, e le rientranze e le sporgenze che percorrono ogni metro, il ‘Senju Hiroshi museum Karuizawa’ appare davvero come facente parte della natura che in realtà lo circonda, quasi fosse un elemento organico che si plasma con l’acqua e col vento, adagiandosi sul terreno per radicarsi da una parte, o decomporsi dall’altra.

Il concetto e l’attuazione delle scelte sembrano poter ricordare la stessa poetica e la stessa politica di Frank Lloyd Wright, architetto guru della simbiosi tra strutture umane e naturali. Tuttavia le scelte eseguite da Ryue Nishizawa non danno spazio ad ambiguità, ed è evidente la modernità dei suoi spazi, che con leggerezza si intromettono nel giardino di 60.000 piante di 150 specie differenti (immaginate la gamma di colori), e con rigore supportano e illustrano le opere di Senju Hiroshi.

Via | Designboom

Ryue Nishizawa e il Senju Hiroshi museum KaruizawaRyue Nishizawa e il Senju Hiroshi museum KaruizawaRyue Nishizawa e il Senju Hiroshi museum KaruizawaRyue Nishizawa e il Senju Hiroshi museum Karuizawa

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"Ojue": il porta pranzo minimale di Metaphys

pubblicato da intweetion

OjueLunchBox

La moda viene dal Giappone, dove il bento è da sempre una vera e propria istituzione. Portarsi il pranzo da casa per mangiare durante la pausa è un’abitudine che si sta diffondendo un po’ ovunque visti i tempi di crisi e la mania per l’alimentazione sana.

Per chi non riesce a rinunciare allo stile più minimal e colorato neanche quando si tratta di prepararsi la ’sportina’ con il cibo cucinato la sera prima, arriva in aiuto la nipponica Metaphys con questo “Ojue”: un lunchbox davvero elegantissimo, che favorisce però il cibi più orientaleggianti (un risotto lo possiamo preparare anche se non siamo bravi col sushi, in ogni caso).

Tre scatole all’interno (ma c’è spazio per altro) e un paio di bacchette con tanto di supporto, in coordinato col resto che possono essere smontate e riposte in uno dei tre contenitori. A vederlo da fuori sembra un laptop, il che non guasta visto che può essere riposto in borsa con facilità. Lo trovate in vendita a 48$ su Japan Trendshop

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D-Clips: le graffette a forma di animale di Midori

pubblicato da intweetion

D-Clips Midori

Ogni tanto c’è bisogno di reinventare anche i piccoli oggetti per restituirgli interesse, oltre al loro -necessario- utilizzo funzionale. Nel campo degli accessori da ufficio, poche cose sono piccole e allo stesso tempo utilissime come le graffette.

Ci ha pensato la giapponese Midori (che aveva già realizzato una serie natalizia) con questa serie di attaches a forma di animali. Ce n’è per tutti i gusti, ogni scatola costa poco più di sei dollari e potete acquistarle seguendo questo link.

Non saranno l’oggetto di design del secolo (anche se l’originale, ricavato semplicemente dalla curvatura di un pezzo di filo di ferro è puro genio), ma mettono allegria e sono un intelligente innovazione su un concept di base apparentemente immutabile.

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Geoffroy Gillant: "Specchio, specchio delle mie brame..", ma col buco

pubblicato da intweetion

HolleMirror

L’eccesso di vanità forse è un peccato. Certo che è che se stimola la realizzazione di oggetti simili, magari può diventare anche un pregio. Il designer Geoffroy Gillant ha avuto un’idea semplice ma di grande effetto: piazzare un ‘buco’ al centro di uno specchio rotondo.

Banale? Neanche un po’. Siamo così abituati ad avere la nostra immagine riflessa al centro di una cornice, che questo “Holle Mirror” può risultare davvero destabilizzante. Gillant ha conquistato il secondo posto alla CINNA Design Competition nella categoria degli elementi d’arredo, anche in virtù di un ‘trucco’.

Non ci è dato di sapere come, ma appendendo qualcosa sul cilindro che sostiene la struttura, possiamo recuperarla semplicemente infilando la mano nel buco. Avrà chiesto la consulenza di David Copperfield? Perfetto da abbinare, il “Jump Out Mirror”: utile ‘due in uno’ di cui trovate l’immagine dopo il salto.

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La bicicletta elettrica di Yuji Fujimura

pubblicato da Giulia Zappa

La bicicletta elettrica di Yuji Fujimura

E’ una bicicletta dalla forma insolita quella disegnata dal giovane designer giapponese Yuji Fujimura, che ha progettato un prototipo per bicicletta elettrica dalla scocca particolarmente alta e sottile.

All’interno, infatti, è ubicata una batteria agli ioni di litio in grado di ricaricare, oltre alla bici, anche altri tipi di device, come cellulari o ipod. Sella, manubrio e pedali possono essere piegati in modo da riporre la bicicletta entro uno spazio ridottissimo. Ma come la mettiamo con le folate di vento che ne possono colpire la superficie?

Via | Buzz Beat

La bicicletta elettrica di Yuji Fujimura

La bicicletta elettrica di Yuji FujimuraLa bicicletta elettrica di Yuji Fujimura

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"Land Peel": il tappeto pieghevole di Shin Yamashita

pubblicato da intweetion

Land Peel Shin Yamashita

Ideato da Shin Yamashita, studentessa giapponese di design industriale al Kyoto Institute of Technology, “Land Peel” è praticamente un tappeto che prende spazio nella terza dimensione, trasformandosi in un rettangolo che ospita mobili ripiegabili.

Tre i pezzi inclusi: un tavolo, uno schienale e una sorta di comodino, vengono aperti piegando gli angoli e i tagli presenti sulla stuoia, per poi scomparire a filo con la superficie quando non servono. Il materiale è morbido e flessibile e rende Land Peel adatto per trascorrere molto tempo in una posizione rilassata.

Un prodotto molto semplice, con un aspetto minimale decisamente elegante (i colori sono pochissimi e ben nascosti quando i ‘mobili’ vengono riposti), al limite estremo della funzionalità. Dopo il salto, una gallery (via) per apprezzarne al meglio i dettagli.

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La campagna Ikea nella metropolitana di Parigi

pubblicato da intweetion

IkeaMetroParigi

Come ha dimostrato con la discussa campagna di guerrilla marketing in Austria, Ikea non si è mai tirata indietro quanto a voglia di stupire e ‘invadere’ gli spazi pubblici con la forza del suo brand (e dei suoi prodotti ormai presenti ovunque).

‘Stavolta ci riprova in Francia, sfruttando uno dei luoghi-simbolo della quotidianità transalpina: la metropolitana di Parigi. Dal 10 al 24 marzo infatti, quattro stazioni della metro sono state ‘arredate’ con i famosi mobili della ditta svedese. Rispettivamente alla stazione “Champs Elysées Clémenceau” della linea 13, a “St Lazare” sulla linea 12, a “Concorde” sulla linea 8 e alla fermata “Opéra” della linea 8. L’azienda aveva già tentato qualcosa di molto simile su un treno della linea urbana di Kobe, in Giappone.

Lo scopo dichiarato è quello di lasciare che i potenziali acquirenti sperimentino in prima persona la qualità e la comodità dei mobili, soprattutto in un momento in cui magari, presi dalla stanchezza di una giornata lavorativa che inizia o finisce, possono ricavarne maggiore beneficio. I grandi poster alle pareti, completano l’arredo con il resto degli ambienti suggeriti dal design degli oggetti. A questo indirizzo, una gallery degli allestimenti.

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Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi

pubblicato da Cut-tv*e

Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi

Le Japanese Bowl del designer messicano Manuel Estrada sono una rivisitazione della tradizionale ciotola giapponese per il riso, caratterizzata però dal bordo alto e dal taglio diagonale. Sulla parte più alta due fori ospitano le bacchette realizzate in acciaio inossidabile.

A donare carattere a queste stoviglie dal taglio moderno, al momento allo stadio di prototipo, sono le decorazioni ispirate a piccoli personaggi giapponesi: un omino che sembra essere il testimonial ricorsivo del designer, una rana che somiglia ad uno dei personaggi della Sanrio e, per gli appassionati del genere, John Travolta e Samuel L. Jackson in versione Pulp Fiction rivisitati in stile manga.

Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi
Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi Japanese Bowl, un omaggio a Pulp Fiction su ciotole giapponesi

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Privacy a metà: la Kamiosuga House di Suppose Design

pubblicato da Giulia Zappa

Kamiosuga House di Suppose Design

Questi giapponesi di Suppose Design hanno un po’ il pallino della vista (vedi la storia del loro salone di parrucchieri di Hiroshima). O meglio, non si divertono se non sconvolgono almeno un po’ le aspettative più consolidate su prospettive e sguardi all’interno degli spazi abitati.

In questa nuova residenza privata che hanno appena firmato in Giappone, la particolarità sta tutta sui muri. Che non scendono fino a terra, ma restano sospesi a metà, lasciando parzialmente a vista quello che succede all’interno di una stanza. Addio alla privacy, dunque, visto che non sarà più un segreto sapere chi si trova dove e chi sta facendo cosa. Con un unico compromesso: il volto coperto, per nascondere gli sguardi e le emozioni (ma a patto naturalmente di trovarsi in piedi!).

Via | Dezeen

Kamiosuga House di Suppose Design

Kamiosuga House di Suppose DesignKamiosuga House di Suppose DesignKamiosuga House di Suppose Design

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