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A History of Graphic Design for Rainy Days
Un fatidico giorno di pioggia, un ragazzino annoiato chiede a suo nonno “ciò che è nel mondo, è la grafica?”. Da questa domanda tanto innocente quanto profonda, come solo i bambini sanno farne, parte il viaggio attraverso quel mondo -per l’appunto- che è il graphic design, e tutto sommato gran parte di ciò che ci circonda.
A History of Graphic Design for Rainy Days (Una storia della Grafica per i Giorni Piovosi) è un libro che nasce con l’intento di accompagnarci in un mondo sconosciuto ai più, e tutto sommato mai del tutto conosciuto nemmeno agli addetti ai lavori, che sicuramente troveranno piacere nello sfogliare le pagine illustrate ricche di illustrazione, Storia, giochi, aneddoti, esercizi.
Lo possiamo chiamare libro per bambini, basta che non si sottintenda solo per bambini, perché la letteratura per i più giovani fa sempre tanto bene anche ai più grandi, specialmente in questo caso in cui non manca l’ironia e la Storia (di quella con le date).
Le informazioni che riceviamo sono sempre di più, il tempo per consumarle, apprenderle, assorbirle sempre meno. Ecco che nascono nuovi linguaggi, utilizzati sempre più dal web, dai magazine, dai quotidiani, per trasformare le informazioni in immagini, renderle eleganti e accattivanti, immediatamente fruibili, facili da cogliere e immagazzinare.
Il volume Visual Storytelling: Inspiring a New Visual Language, edito dall’editore berlinese Gestalten, raccoglie gli esempi più interessanti e recenti (molti dei quali sono stati pubblicati anche da Designerblog) di commistione tra illustrazione e informazione, infografica, fotografia, tactile design, racconti per immagini che spostano la linea di confine tra informazione e intrattenimento.

Realizzato dal graphic designer londinese Genis Carreras e prodotto dalla Gestalten, questo “Philographics” nasce come un compendio di alcune delle principali scuole di pensiero filosofiche che hanno caratterizzato la cultura umana nei secoli. Se l’argomento potrebbe sembrare decisamente pesante, la bravura di Carreras nell’utilizzare un linguaggio per immagini semplicissimo e minimale rende il tutto più che efficace.
L’idea originaria è quella di un volume, una sorta di rivista. E’ nel formato poster però che “Philographics” acquista fascino e insiste sulla forza simbolica di ogni immagine. Pochi, pochissimi i colori, appena tre righe di spiegazione e il resto lasciato alle forme e alla capacità di sintesi. Di seguito la gallery completa.
Papercraft 2 - Book Teaser Video from Gestalten on Vimeo.
Il primo volume di Papercraft, pubblicato dalla casa editrice tedesca Gestalten è stato nel suo genere, un vero e proprio caso editoriale. Un secondo volume ora, curato dagli stessi autori, continua a esplorare gli impieghi più innovativi e sorprendenti della carta.
Dall’illustrazione al fashion design, dalle scenografie alla pubblicità e al graphic design tridimensionale, Papercraft 2 si spinge oltre il suo precedente, verso i territori del motion design, dell’animazione e della stop motion, il tutto in un volume illustrato di 250 pagine più DVD, di cui vedete qui il trailer.

Less and More, the Ethos of Dieter Rams è il titolo della nuova monografia sul grande designer tedesco edita da Gestalten. Curato da Klaus Klemp e dalla giapponese Keiko Ueki-Polet, il volume ne passa in rassegna tutta la produzione documentandola con un’ampia rassegna di immagini, tra cui anche schizzi e modellini inediti.
Obiettivo, ricostruire una fisolofia progettuale tra le più incisive e coerenti del Novecento, quella che lo stesso Rams ha declinato nei suoi dieci comandamenti della progettazione. Ve li ricordate? Nel dubbio, vi rinfreschiamo la memoria:
“Good design is innovative. Good design makes a product useful. Good design is aesthetic. Good design helps a product to be understood. Good design is unobtrusive. Good design is honest. Good design is durable. Good design is consistent to the last detail. Good design is environmentally friendly. Good design is as little design as possible.”
Via | Daily Icon
Fan del metal in ogni sua declinazione, fermatevi a leggere. Esce in questi giorni per la casa editrice berlinese Gestalten un volume interessante che raccoglie le opere dell’artista Christophe Szpajdel, soprannominato dai fan appunto, Lord of the Logos.
Traendo ispirazioni dallo stile gotico e contemporaneamente dal Liberty e dall’Art Nouveau, dalle forme della natura come da quelle architettoniche, Szpajdel ha contribuito a ridisegnare l’estetica di un intero genere musicale. Questo volume, rilegato in pelle nera come un libretto di preghiere, è un must per i fan, ma anche una lettura interessante per appassionati di brand design.
Lord of the Logos, in un libro i loghi metal di Christophe Szpajdel
Papercraft: Design and Art with Paper è un bel volume che raccoglie progetti, tra l’arte e il design che utilizzano la carta come materiale base in maniera innovativa e sorprendente. Dalle tecniche più semplici come il taglia e incolla, il collage, alle tecniche di piegatura, i pop-up, l’origami, il laser-cut, la tecnica a sbalzo.
Il libro, curato da R. Klanten, S. Ehmann e B. Meyer ed edito da Gestalten, racconta come discipline molto differenti tra loro, dal character design, all’urban art, graphic design, illustrazione, fashion design, fino all’animazione in stop motion, facciano sempre più spesso ricorso alla carta come materiale tattile, spesso costruendo mondi tridimensionali.

Playful Type. Ephemeral lettering & illustrative fonts, a cura di Robert Klanten e Hendrik Hellige, edito da Gestalten di Berlino lo scorso settembre, è una raccolta varia e ben articolata di progetti tipografici realizzati con l’uso di materiali e tecniche artigianali. Il volume esplora diversi esperimenti compositivi, che si servono di scatole, legno, uova, nastri, mattoni, per costruire lettere dell’alfabeto quanto meno originali e creative.
Pagine di zucchero, messaggi di ghiaccio, panorami fotografici, appunti di luce, paesaggi di lettering, esplosioni di font, utilizzano il valore figurativo delle lettere dell’alfabeto, esplorano una nuova tendenza che si fa sempre più manifesta e dimostrano che la scrittura non ha limiti e confini che la creatività non è in grado di raggiungere e superare. Per rendere bene l’idea del contenuto, Gestalten offre una bella anteprima dei progetti raccolti nel volume. Buona visione!
Via | Dexigner.com

Il top tra le raccolte di loghi, brand, pittogrammi ecc. è alla sua quarta edizione. Circa 600 pagine di loghi a condensare le varie tendenze di quest’ultimo anno; tra i tanti autori/designer, gli italiani si difendono ben: ci sono molti nostri connazionali con lavori davvero impressionanti. Vale dunque la pena completare la raccolta, non solo per il gusto del collezionismo ma soprattutto per avere sotto mano un prodotto editoriale aggiornato che fa il punto sulla situazione “brand/logo design” nel mondo e particolarmente utile per chi lavora ogni giorno con le forme, le lettere, i font e così via. In vendita su Gestalten.com.

Arabesque Graphic Design from the Arab World and Persia è il nuovo libro di Ben Wittner, Sascha Thoma e Nicolas Bourquin, che ha il pregio di visualizzare il potenziale creativo del mondo arabo e l’Iran. Concentrandosi sul disegno grafico, la calligrafia moderna, i marchi e l’illustrazione dagli artisti dall’Egitto, dall’Iran, dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Libano, il libro fa emergere il design moderno ispirato dalla ricca tradizione calligrafica della cultura araba.
192 pagine ricche d’immagini accompagnate dalla descrizione degli ambienti in cui i progettisti e gli artisti lavorano. L’indagine si interessa sia dei designer mediorientali che di quelli di lingua araba residenti in altri paesi, senza trascurare i progetti per il mondo arabo intrapresi da studi grafici occidentali, come lo studio berlinese eps51 dei curatori del libro, che ha dato vita al font Talib combinando lettere arabe e latine in un’unica estetica. Un contributo riportato dal CD-ROM allegato al libro.
Via| Sdz.aiap.it