
Per fortuna c’è sempre qualcuno che riesce a utilizzare le nuove tecnologie in modo creativo, utile e innovativo. Il Museum of London ha commissionato all’agenzia Brothers and Sisters una guida interattiva ai luoghi più importanti della città.
I tre creativi hanno pensato bene di sfruttare cam e geolocalizzazione per far sì che ogni utente del melafonino, potesse osservare una delle capitali più belle del mondo ricevendo contemporaneamente informazioni sul presente e sul passato. Fin qui, tutto già visto.
La novità sta nel fatto che, consentendo l’accesso con l’apposita applicazione e puntando l’obiettivo del telefono su molti degli angoli più famosi della città, un’immagine d’epoca va a sovrapporsi direttamente sulla realtà che stiamo osservando. Non ci credete? Siamo rimasti sbalorditi anche noi. Guardatevi le immagini nella gallery dopo il salto…
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Arriva dall’industrial designer messicano Christian Vivanco questo divano dal nome che ricorda un noto proverbio. L’idea di “The grass is always greener on the other side of the fence” nasce infatti dall’innato bisogno di desiderare ciò che non si ha e, allo stesso tempo, dall’esigenza di ristabilire il dialogo tra uomo e natura.
Libertà e comfort in un solo elemento di arredo, questo l’obiettivo di Vivanco. Che spiega come sia i materiali, le finiture e la configurazione possano essere disposti a piacere in base alle esigenze di chi lo utilizza. Può diventare uno spazio giochi per bambini così come il divano da sistemare nel salotto di una giovane coppia.
Il divano “The grass is always greener on the other side of the fence” include quattro cuscini ed è disponibile in altrettante diverse combinazioni di colori. Dopo il salto, una gallery per osservarlo più nel dettaglio.
Continua a leggere: "L'erba del vicino...": il divano di Christian Vivanco
Della gara indetta dalla città di Londra per ripensare il “Double-decker bus” vi avevamo parlato a gennaio. Il governo del Regno Unito aveva indetto un concorso per il restyling del mezzo di trasporto più caro agli inglesi nonché una delle icone più note di tutti i tempi.
Finalmente è stato svelato il design vincente. Linee morbide con ampio uso del vetro per un abitacolo più ampio e arioso, due scale e pedane per l’accesso posteriori: il nuovo bus a due piani ideato da Thomas Heatherwick, entrerà in servizio nel 2012 in occasione delle Olimpiadi e il motore verrà costruito secondo le migliori tecnologie per ridurre l’emissione dei gas di scarico.
Il prodotto finale è frutto di una join-venture tra Foster And Partners, Aston Martin e la Capoco Design Ltd., mentre la realizzazione sarà opera della Wrightbus, una ditta dell’Irlanda del Nord. Dopo il salto, un video più lungo che ci mostra il nuovo double-decker nel dettaglio.
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Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.
Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.
Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).
Continua a leggere: "Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

Il designer londinese Christian Nyampeta ha realizzato questo “Stunts”, uno strano mobile la cui struttura, combina lavoro ed esercizio fisico.
L’intelaiatura del mobile è in metallo con una serie di tavole in legno che possono essere aggiunte per creare ripiani ed essere utilizzate come scaffali o come tavolo da lavoro. C’è anche un piccolo sgabello. Quanto invece tutti gli elementi vengono rimossi, ci si può arrampicare sullo scheletro e eseguire degli esercizi ginnici.
Anche i componenti del mobile possono essere smontati, così da occupare lo spazio abitativo a nostro piacimento. Maggiori dettagli, come sempre, nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: "Stunts": il mobile per fare esercizio di Christian Nyampeta

Vengono proposti come ’supporti per apparecchiature elettroniche’ questi “Your Pebbles” della coreana DesignMAXX. A metà tra un sasso arrotondato e una goccia, interamente realizzati in silicone, sono cavi all’interno così da trasformarsi anche in occasionali contenitori.
Potete piazzarli sotto al vostro portatile per tenerlo alla giusta inclinazione o sovrapporli per controllare meglio il display del vostro telefono cellulare. Oppure sfruttarne la morbidezza come poggia-polso per non stressarlo quando utilizzate a lungo il mouse. Trovate una gallery (via) con le immagini delle possibili applicazioni dopo il salto.
Continua a leggere: "Your Pebbles": i sassolini in silicone di DesignMAXX

Sempre sia lodata la pazienza dei collezionisti che scansionano il materiale gelosamente custodito. Applausi e riconoscenza a quelli che poi decidono di metterlo anche a disposizione online.
I nostri più sinceri ringraziamenti vanno oggi a Peter Surrena di Philadelphia, colui che gestisce Weetstraw: un sito che raduna alcune delle migliori immagini provenienti dalle pubblicazioni del passato riguardanti il design. Si passa dall’arredamento di interni ai volumi che trattano il merchandising, fino a libri e riviste come quelli che vi presentiamo oggi.
Sull’ “Industrial Design Magazine” e su “Industrial Design in America” tra gli anni ‘50 e ‘70 vennero pubblicati articoli e saggi su alcuni dei prodotti più innovativi (per l’epoca) in circolazione. Grazie al lavoro di Weetstraw, possiamo farcene un’idea scorrendo le immagini e scoprendo oggetti il cui design ha influenzato notevolmente anche molto di quanto ci circonda oggi. Dopo il salto, una gallery.
Continua a leggere: Le raccolte dell'Industrial Design Magazine dagli anni '50 ai '70
E’ una sorta di giroscopio questo “Copernico”: lampadario realizzato da Carlotta De Bevilacqua e Paolo Dell’Ecle per Artemide, che consiste in nove ellissi concentriche ottenute da un unica superficie di alluminio. Le nove ellissi possono ruotare indipendentemente e sono disseminate con 384 LED bianchi.
Le due assi di rotazione inoltre, permettono alla luce di essere diretta in diversi modi e di illuminare in maniera più omogenea l’ambiente. Chiuso, “Copernico” è completamente piano e può concentrare una maggiore quantità di luce in un unico punto come un lampadario tradizionale.
C’è anche una versione da parete, di forma rettangolare che applica però lo stesso principio. In questo caso gli elementi concentrici sono tre. La superficie complessiva è più piccola ma contiene sempre lo stesso numero di LED, rendendola comunque in grado di sprigionare molta luce. Dopo il salto, la gallery (via).
Ancora graphic designer che si cimentano con la rivisitazione di manifesti cinematografici, ancora scelte minimali e ancora una volta la decisione di dedicarsi alla filmografia di un unico maestro del cinema. Questa volta vi presentiamo il lavoro del madrileno Hexagonall che rende omaggio a Tim Burton.
Monocromatiche e disegnate con tratto poligonale, l’immancabile cifra stilistica di Hexagonall, si tratta di diciotto locandine in tutto, che coprono l’intera produzione del regista californiano, realizzate con uno stile colorato eppure dark, scegliendo un unico oggetto come simbolo dell’intero film, cogliendo brillantemente il senso dell’opera in alcuni casi meglio che in altri.
Via | Fubiz.net

Un po’ di ‘disegno grafico’ ottimista (o che almeno tenta di incoraggiarci a sperare con ottimismo). “In A Perfect World” è un progetto di Catrina Dulay, giovane designer di Los Angeles che si diverte a giocare immaginando tutti i piccoli gesti che potrebbero rendere il mondo ‘perfetto’.
Illustrazioni pulite simili a piccoli poster con cui celebrare le seccature quotidiane. La vita di ogni giorno ripensata come se potesse funzionare al meglio. Tutte quelle cose che ci fanno dire “Odio quando succede” e magari ripensarle in maniera positiva. Dopo il salto trovate la gallery con tutti i lavori.
Continua a leggere: Le illustrazioni dal 'mondo perfetto' di Catrin Dulay