
Arrivano da Mosca, i designer del Fly Arts Group e si muovono con grande disinvoltura tra artwork, illustrazione, font e graphic design. Sarà stata forse la loro provenienza geografica a fargli venire l’idea per questo mix incredibile di design di interni e caratteri tipografici.
Perché tiriamo in ballo la nazione di appartenenza? Le “Dolls House” (le case per le bambole) furono una grande passione degli Zar e il lavoro del Fly Arts Group che vi presentiamo, ricorda moltissimo questi esempi di infinita pazienza e amore per i -dettagliatissimi- particolari.
Il risultato finale è ammirevole e l’effetto molto più che suggestivo. Un equilibrio tra architettura, arredo e utilizzo creativo delle linee e degli spazi occupati da ogni singola lettera. Dopo il salto trovate una gallery con altre immagini per apprezzare ancora di più la qualità del lavoro.
Continua a leggere: Fly Arts Group: come trasformare il design di interni in caratteri tipografici

Sarà disponibile a partire da giugno di quest’anno ed è pensato per un’utenza abituata a utilizzare i lettori mp3 specialmente viaggiando in auto (ma non solo). Si chiama “Sound Mug” e lo metterà in commercio la Sony.
Definirlo è semplice: un dock per lettori audio con uno speaker a forma di “tumbler”: il contenitore cilindrico porta bibite. Può essere riposto all’interno degli spazi di cui sono dotate molte automobili e presenta i comandi sul lato superiore, quello che corrisponderebbe al ‘tappo’, per capirci.
L’aspetto è assolutamente avveniristico: toni lucidi accentuati dal materiale di rivestimento. Più che a un ‘tumbler’, infatti, somiglia a un contenitore ermetico da laboratorio. Gli ingressi sono standard, anche se -nota di demerito- il connettore usb è compatibile solo ed esclusivamente con la serie “Walkman” di Sony. Dopo il salto, una gallery con le immagini del prodotto.
Continua a leggere: "Sound Mug" di Sony: un po' dock per lettore mp3, un po' porta bibite
Mancano ancora due anni perché Helsinki diventi la capitale del design, ma gli studenti della Aalto University hanno già iniziato a proporre progetti affinché la città possa accogliere al meglio visitatori e appassionati.
Uno di quelli che sono già stati presentati è questo “Urban Play”, ennesima variante sul tema delle pensiline ad opera di Anna Wallendahl, Anna Törrönen, Yung-Lung Chang, Barbara Franz e Mikko Juntunenche. ‘Stavolta si cerca di rendere l’attesa più divertente e piacevole ai più piccoli (con relativo sollievo dei genitori).
Se l’amministrazione approverà “Urban Play”, le fermate degli autobus e dei tram di Helsinki verranno attrezzate con dei giochi che permetteranno ai bambini di interagire con esse. Si va da una panca con la tastiera di un piano alle superfici su cui è possibile disegnare, fino a una mini parete per arrampicata, con appigli colorati ad altezza sicura (e pavimento imbottito). Molto bello anche il video promozionale che trovate a inizio post. Dopo il salto invece, alcune immagini del concept (via).

Spesso è utile lasciar parlare chi realizza i lavori. L’entusiasmo, la passione e il talento (quando c’è…) possono essere raccontati meglio da chi ha investito tempo ed energie su un’idea. Anche -soprattutto- di questo è fatto il design. Nel caso dei ragazzi di Rocket, che uniscono musica e complementi di arredo, la regola è ulteriormente valida.
Crediamo nel design originale, divertente e non convenzionale, un design che ti ricordi che la vita è tutto tranne che noiosa. I nostri prodotti presentano oggetti comuni in una nuova luce, puntando all’interazione fra forma e contenuto. Combiniamo elementi 2D e 3D, e creiamo oggetti per la tua casa diversi da quello che puoi trovare in giro, mantenendo la qualità e lo stile tipici del “Made in Italy”, ad un prezzo accessibile a tutti.
La loro collezione 2010 è nata fra Milano e l’East-end londinese e unisce il gusto per il rock indipendente con una validissima vena ‘pop’. Chitarre, piatti da dj, vinili, cuffie, speaker: tutta l’iconografia classica di chi vive la musica viene utilizzata in maniera funzionale e creativa per arredare e colorare gli interni. Dopo il salto, una gallery con i loro prodotti.
Continua a leggere: Rocket: i complementi di arredo a tempo di musica
Japan-The Strange Country (English ver.) from Kenichi on Vimeo.
Il video Japan: The Strange Country è un esempio brillante di infografica, creato dal designer giapponese Kenichi Tanaka per mostarre ai suoi connazionali quanto possa sembrare strano e surreale il loro paese e il loro stile di vita se osservato da uno sguardo estraneo: le contraddizioni, lo slancio consumistico, l’approccio al cibo e il rapporto con il lavoro, con il sesso, con la tecnologia, con il resto del mondo.
Japan: The Strange Country è un ritratto realistico, a tratti amaro, di un paese che ha una forte influenza sulla nostra cultura, realizzato con una tecnica impeccabile e uno stile visivo d’impatto immediato, quasi un piccolo documentario che non ha bisogno di immagini dal vero.
Via | Elastika.org

Ottima illustratrice lituana dal cognome difficilissimo da pronunciare, Kotryna Zukauskaite ha deciso di dire la sua nel campo dell’infographic: quel settore del graphic design che ultimamente vede cimentarsi creativi da tutto il mondo con risultati abbastanza sorprendenti.
La Zukauskaite si è armata di colori, ma soprattutto carta e forbici e ha realizzato questa serie di quadri tridimensionali in cui avvicina con immaginazione e attitudine quasi poetica il mondo delle statistiche.
Sua vera e propria fissazione è il punto di vista: niente rimane uguale se cambiamo il modo di osservarlo, tanto meno l’analisi di grafici e dati che, se approcciati con il giusto spirito, possono raccontarci qualcosa che va oltre i numeri e i diagrammi. Una bellissima intuizione, ottimamente realizzata. Trovate la gallery dopo il salto.
Continua a leggere: Kotryna Zukauskaite e il mondo delle statistiche

Non è neanche lontanamente immaginabile l’idea di riassumere in poche righe l’impatto e la portata che i film di Jacques Tati hanno avuto nella storia del Cinema e del costume francesi (e, in seguito, di tutto il mondo). “Giorno di festa”, “Le vacanze di Monsieur Hulot”, “Mio zio” e “Playtime” sono dei classici inarrivabili del divertimento intelligente che hanno ispirato moltissimi successori.
Qui su Designerblog invece vogliamo accennare alla presenza di Jacques Lagrange, come scenografo e collaboratore di Tati nelle sue pellicole. L’uomo che disegnò tutti gli interni e i bozzetti delle scene dei film del suo connazionale e che riuscì a infondere in quelle immagini un’aria di modernità esasperata, esprimendo visivamente tutte le contraddizioni del design minimale e ultra-funzionale che affascinava la borghesia dell’epoca.
Il culmine del suo lavoro fu l’ideazione di “Villa Arpel”, realizzata per il set di “Mon Oncle” (”Mio zio”): una feroce e ironica invettiva contro l’architettura (il padre e il fratello erano entrambi architetti) votata al modernismo più ’spinto’. Mobili, spazi e interni poco accoglienti, che sono diventati il protagonista aggiunto del film. Al di là della sua critica -che rimane discutibile- i suoi lavori sono ancora una delle opere migliori mai viste al cinema (e non solo). Dopo il salto, alcune immagini e un frammento di “Mon Oncle”.

Quella di reinventare o tentare di dare una nuova interpretazione agli oggetti per misurare il tempo è una sfida che in molti raccolgono. Il più delle volte complicando la lettura dell’orario, altre volte progettando nuove forme e nuovi spazi per accogliere tutto ciò che scandisce le giornate.
Il designer israeliano Oren Hetzroni ha puntato sull’aspetto più ‘poetico’ e casalingo della misurazione delle ore e dei minuti, inserendo un orologio all’interno di un barattolo di vetro, come quelli che possiamo abitualmente trovare sulle mensole della cucina.
Le lancette sono posizionate in verticale e in numeri sono impressi sulla superficie in vetro del contenitore, che ci permette di osservare il movimento e lo scorrere del tempo come in una curiosa variante di una clessidra. L’unico elemento che cambia è la stoffa che ricopre il tappo. Un modo ideale per conservare i momenti e -insieme- un oggetto molto familiare da tenere in casa. Potete acquistarlo per soli 15 dollari sullo spazio Etsy di Hetzroni. Dopo il salto, una gallery di “clock in a jar”.
Continua a leggere: Oren Hetzroni e il tempo in un barattolo

Paper Tiger è il nome che il designer australiano Anthony Dann ha scelto per la sua linea di prodotti. Mobili interamente fatti di cartone (con qualche aggiunta in feltro), ideati sulla base di studi di assemblaggio semplice e intuitivo attraverso piegature e incastri.
Il lavoro di Dann come consulente di design e come brand designer, lo porta ad avere molti clienti interessati alle strutture temporanee e versatili: elementi modulari facili da trasportare e sistemare per gli allestimenti. Nascono così sia i suoi sgabelli decorati che i ripiani rivestiti o gli espositori.
Tutto, appunto, sempre in cartone riciclato, con un occhio all’ambiente. Proprio grazie al mix ottimale di funzionalità e sostenibilità, Paper Tiger ha vinto il Launch Pad award for Sustainability nel 2007 e i suoi prodotti sono certificati da Ecospecifier. Dopo il salto, una gallery della produzione.
Continua a leggere: Paper Tiger: il design 'cartonato' di Anthony Dann

Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.
Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie
Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).
Continua a leggere: "Nissyoku": la lampada in stile 'Tron' di Igen Design