E’ una sorta di giroscopio questo “Copernico”: lampadario realizzato da Carlotta De Bevilacqua e Paolo Dell’Ecle per Artemide, che consiste in nove ellissi concentriche ottenute da un unica superficie di alluminio. Le nove ellissi possono ruotare indipendentemente e sono disseminate con 384 LED bianchi.
Le due assi di rotazione inoltre, permettono alla luce di essere diretta in diversi modi e di illuminare in maniera più omogenea l’ambiente. Chiuso, “Copernico” è completamente piano e può concentrare una maggiore quantità di luce in un unico punto come un lampadario tradizionale.
C’è anche una versione da parete, di forma rettangolare che applica però lo stesso principio. In questo caso gli elementi concentrici sono tre. La superficie complessiva è più piccola ma contiene sempre lo stesso numero di LED, rendendola comunque in grado di sprigionare molta luce. Dopo il salto, la gallery (via).
Ancora graphic designer che si cimentano con la rivisitazione di manifesti cinematografici, ancora scelte minimali e ancora una volta la decisione di dedicarsi alla filmografia di un unico maestro del cinema. Questa volta vi presentiamo il lavoro del madrileno Hexagonall che rende omaggio a Tim Burton.
Monocromatiche e disegnate con tratto poligonale, l’immancabile cifra stilistica di Hexagonall, si tratta di diciotto locandine in tutto, che coprono l’intera produzione del regista californiano, realizzate con uno stile colorato eppure dark, scegliendo un unico oggetto come simbolo dell’intero film, cogliendo brillantemente il senso dell’opera in alcuni casi meglio che in altri.
Via | Fubiz.net

Brillanti e ironici i prodotti di questi giovani designer che rispondono al nome di Venticuatrodientes: tanti -24- infatti, sono i denti visibili nel più ampio sorriso che riesce a fare una persona. Oggetti a metà strada tra l’utile e il gadget, tutti realizzati con un feroce spirito dissacrante.
Cuscini su cui è possibile scrivere come fossero un post-it per poi lasciarli sul letto e ricordarsi degli appunti presi. Cuscini con un semplice aggettivo possessivo (tuo-mio). Cuscini con delle corde in seta da utilizzare per ‘giocare’ col partner.
E ancora calze autoreggenti con una serie di ‘livelli’ che indicano il mood della donna che le indossa, spazzolini colorati con i manici intercambiabili contenuti in una scatola come quella dei pastelli, adesivi da parete per chi odia gli adesivi da parete. Trovate una gallery dei loro prodotti dopo il salto.
Continua a leggere: "Venticuatrodientes": dai cuscini post-it a quelli bondage

Lo studio danese Bayarch, specializzato in design e architettura, ha proposto un concept abbastanza rivoluzionario per uno dei luoghi di culto dell’immaginario statunitense e non solo. La famosissima scritta Hollywood, sulle colline davanti la città omonima che ospita gli studios più famosi al mondo.
L’idea prevede di trasformare le singole lettere in altrettante facciate di un gigantesco hotel di 300 stanze. L’impresa è probabilmente destinata a rimanere un sogno, visto che -come prima cosa- bisognerebbe anche ingrandire notevolmente le dimensioni della scritta (al momento è alta circa tredici metri).
Il progetto però è affascinante e andrebbe sostanzialmente a integrarsi col panorama: la profondità della struttura sarebbe ‘coperta’ in prospettiva dalle singole lettere e il mito di una scritta che resiste dal lontano 1923 rimarrebbe immutato. Dopo il salto, una gallery con le renderizzazioni del concept.

Ross Lovegrove è noto per la sua capacità di sfruttare al massimo le fonti di luce tramite eleganti e innovativi oggetti di design. Un esempio per tutti, la sua “Cosmic Leaf” per Artemide, di cui vi avevamo parlato lo scorso anno. ‘Stavolta la commissione arriva da Velux, marchio italiano noto per l’attenzione nel promuovere un’edilizia sostenibile.
Il progetto è “Sun Tunnel” che, come suggerisce il nome, prevede di incanalare la luce esterna attraverso speciali tubi per poi diffonderla all’interno degli ambienti con degli speciali ‘lampadari’ a forma di goccia.
Il tunnel di Lovegrove è integrato nel tetto dell’abitazione e ricoperto da Miro-Silver®: un materiale riflettente che aumenta la capacità di diffusione di più del 98%. Ideale per offrire una soluzione ecologica in luoghi dove l’installazione di finestre è difficoltosa. Dopo il salto, immagini e schema del prodotto.
Continua a leggere: Il 'tunnel solare' di Lovegrove per Velux

Per ora questi complementi d’arredo del designer tedesco Samuel Treindl sono solo dei concept, ma non sfigurerebbero affatto nel catalogo di qualche azienda coraggiosa. La linea si chiama “Tickreich” ed è un modo per Treindl di gestire e allo stesso tempo coltivare, le stranezze di cui facciamo esperienza nella vita di tutti i giorni.
Riavvolgiamo un cavo tra mano e gomito. Sincronizziamo gli orologi con qualche minuto di ritardo. Manchiamo il cestino quando gettiamo la carta appallottolata… tutti conosco queste situazioni. Ho analizzato questo tipo di comportamenti e ne ho ricavato una collezione.
Ecco allora “Stecktick”: una lampada minimale con le prese di corrente al posto dei supporti e il cavo da avvolgere allo stelo. “Luftick”, un lampadario che funge da stendino. E ancora “Tacktick”: l’orologio la cui lancetta più lunga copre uno ’spicchio’ di tre minuti. Un lasso di tempo fin troppo lungo per capire quanto queste piccole creazioni di Treindl siano intelligenti. Le trovate dopo il salto (via).
Continua a leggere: "Tickreich": i complementi d'arredo concettuali di Samuel Treindl

David Garcia è uno di quei designer che difficilmente si tirano indietro davanti alle sfide. Basta un’occhiata neanche troppo approfondita al suo portfolio per rendersene conto. ‘Stavolta applica il suo originale punto di vista con quattro ‘mosse’ per reinterpretare il concetto di libreria.
Da bambino mi hanno presentato un vecchio amico di famiglia. Non avevo mai incontrato nessuna persona che avesse letto così tanti libri o che fosse in grado di ricordare tante fonti e tante citazioni come lui. […] Con mio grande disappunto, quando durante gli anni dell’università lo convinsi a invitarmi a casa sua, vidi che non aveva neanche un libro. Gli chiesi dove li tenesse e mi rispose che conservava solo il libro che stava leggendo. Una volta finito, lo regalava al primo passante incontrato in strada.
La storia è suggestiva e spiega bene l’idea dietro “Archive”, lavoro a metà tra arredamento e installazione. Il primo ‘pezzo’ è una sorta di altalena priva di fulcro. La metafora è evidente: il peso dei volumi nella libreria solleva in aria la sedia del lettore che è sempre più impossibilitato a raggiungerla.
Continua a leggere: David Garcia: quattro pezzi (mica tanto) facili per ripensare una libreria

Se ormai già da un po’ la tendenza del packaging è tutta votata al risparmio di elementi e all’utilizzo ottimale dello spazio e dei materiali (anche per ovvie ragioni ecologiche), la proposta del designer Patrick Sung sembra davvero aver raggiunto il minimo dell’ingombro con un’idea semplicissima.
Un unico foglio di cartone riciclabile, morbido e punzonato con linee perpendicolari e diagonali pronte per essere piegate e adattate al contenuto. La trovata di Sung è stata acquistata da UPS -la celeberrima ditta di spedizioni- ricorda molto il principio degli origami e sfrutta la modularità del pattern per imballare ogni tipo di oggetto.
Il colpo d’occhio finale è un po’ inquietante, viste le forme incerte che si finisce per ‘produrre’, ma vale la pena farci l’abitudine magari giocando a sperimentare qualche pacco non troppo convenzionale. Dopo il salto, una gallery del prodotto.
Continua a leggere: Il packaging 'origami' di Patrick Sung per UPS

Christophe Niemann è un illustratore sui generis: a partire dalle copertine per le riviste più prestigiose (bellissime quelle realizzate per il “New Yorker”) fino ai libri per bambini, il suo lavoro è da sempre pervaso da un’ironia e una volontà feroce di dissacrare ogni cosa. Poco importa se il mezzo sono le matite, dei mattoncini Lego o -come in questo caso- una delle applicazioni più note di Google.
Con il giusto equilibrio tra infographic, illustrazione e graphic design, Niemann ha ‘piegato’ alla sua volontà Google Maps. Realizzando una serie di tavole che, attraverso l’alterazione di percorsi, nomi di strade e indicazioni, raccontano i luoghi in modo molto più vivido (e divertente) di quanto non possa fare la versione originale.
Certo, con queste cartine difficilmente arriverete a destinazione, ma sicuramente riuscirete a farlo con uno sguardo diverso. Trovate una gallery di alcune delle mappe dopo il salto.
Continua a leggere: Christophe Niemann: come ti manipolo Google Maps
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Quando nel 1853 il signor David M. Smith di Springfield (Vermont) ideò la prima molletta da bucato come la conosciamo oggi, probabilmente non immaginava di aver realizzato un piccolo miracolo di funzionalità e design che sarebbe rimasto sostanzialmente immutato fino ai giorni nostri.
Quello che sicuramente non immaginava era che Gad Charny e Yoav Ziv avrebbero collezionato più di 300 esemplari da tutto il mondo, per poi raccoglierli in una mostra che avrebbe fatto il giro dei maggiori musei e delle più grandi manifestazioni legate al design.
“Clothes Peg Iconography” arriva in Italia in occasione della prima edizione di Compasso di Latta, all’interno della settimana del design alla Triennale Bovisa (ovviamente a Milano). La mostra è curata da Alessandro Guerriero e Riccardo Dalisi e promossa dalla NABA (la Nuova Accademia di Belle Arti). Dopo il salto, una gallery con una serie di immagini degli oggetti in mostra.
Continua a leggere: "Clothes Peg Iconography": la collezione di mollette di Gad Charny e Yoav Ziv