David Vineïs dello studio francese Sub88 ha realizzato una serie di wallpaper da desktop, una galleria delle sedie più famose disegnate da firme celebri. Ogni desktop è accompagnato da informazioni basilari sulla seduta in questione, il nome del designer, anno e luogo della realizzazione, i materiali utilizzati e le misure.
20 magnifiche icone, dalla splendida Panton, a quasi tutti i più famosi modelli degli Eames, UP5 e UP6 di Gaetano Pesce, la Tulip Chair di Saarinen, l’LC2 di Le Corbusier, The Egg di Jacobsen, il Butterfly Stool di Sori Yanagi, fino alla Louis Ghost di Starck e alla Smoke Chair di Marten Baas, le più recenti dell’intera collezione. Per il download, da questa parte.
Via | Wyendrys.com
Le sedie da collezione di David Vineïs per Sub88

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Non è facile indovinare cosa si nasconde dietro il parallelepipedo sospeso. Uno ripostiglio totemico? Una vetrina per le opere d’arte? Uno spazio per la lettura?
Diversa l’interpretazione dei francesi di ECDM, che hanno invece pensato di inserirvi una camera da letto fuori dagli schemi. L’anomala disposizione risponde infatti alla logica di ottimizzare il poco spazio a disposizione, all’incirca cinquanta metri quadri con un’altezza di 3,70metri, senza rinunciare ad un ampio salotto e zona pranzo.
Il risultato è un appartamento da single molto originale, che dà aria ai diversi ambienti rinunciando ad una segmentazione claustrofobica. Fa discutere, invece, la vista letto -troppo spesso caotica e disordinata- proprio di fronte alla porta di casa, e anche la continuità sempre del letto con l’angolo cucina. Di grande impatto, invece, l’arredamento pop tra cui spiccano pezzi di Gaetano Pesce.
Via | Archdaily
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Design_kit di Valentina Downey
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è la Product e Industrial designer toscana Valentina Downey, metà toscana metà irlandese residente a Parma, invitata da Ines Paolucci.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono nata a Firenze da madre toscana e padre irlandese. Dopo la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Firenze ho studiato design a Milano. Ho collaborato con un gruppo di ingegneri fornendo alle aziende il percorso dall’idea all’ingegnerizzazione del prodotto, disegnando oggetti per il pagamento elettronico. Terminata questa esperienza ho progettato nel settore dell’arredo bagno per Gedy e Valli&Valli e nel settore dell’arredamento per Culti, Manital, Fasem e Levitamine. Di seguito ho progettato, nel settore dell’ elettrotecnica oggetti quasi esclusivamente di uso professionale per Bocchiotti e Inset. Attualmente, assieme a Patrizia Scarzella, coordino laboratori di progetto cuciti su misura per aziende quali St. Gobain, Bormioli Rocco, Pyrex, Gruppo Fanti, Methis Divisione Arredamento Ufficio di Coopsette soc. coop. Parto sognando i tanti mondi che possono ospitare l’oggetto che devo ancora progettare: questi mondi diversi sono abitati dagli altri oggetti che lo circondano, dalle persone che lo usano, dalle emozioni che suscita e che subisce in ambienti spazio-temporali definiti. I tanti scenari immaginati suggeriscono le idee per i nuovi usi e per le nuove forme dell’oggetto che deve essere progettato. A questo punto mi calo profondamente nella realtà dell’azienda che dovrà trasformare l’idea in prodotto industriale e cerco di condividerne le conoscenze e le problematiche da ogni punto di vista.

La plastica è da sempre uno dei materiali prediletti da molti designers ed aziende del made in italy (ma non solo, ovviamente) che sulle sue immense potenzialità hanno costruito il proprio modo di fare design.
Così, in quel di Napoli si è deciso di dare vita ad un vero e proprio museo dedicato a questo versatile materiale: infatti è nato Pl-art, il centro museale e di ricerca dedicato alle opere d’arte e di design realizzate in materiale plastico.
Tra i tanti prototipi in esposizione si possono intravedere pezzi cult della storia del design come il celeberrimo Cactus di Gufram o la Nobody’s chair firmata dal mitico Gaetano Pesce, assieme a tanti altri prodotti che hanno incontrato, negli anni, gli onori di critica e pubblico.
Le attività scientifiche della struttura sono coordiante da Maurizio Avella, uno dei massimi esperti del settore e primo ricercatore dell’Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri (ICTP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Il Pl-art rappresenta sicuramente un nuovo modo di fare “museo” ed esprime la volontà di rinnovare e migliorare l’impegno e l’immagine di una splendida città, ultimamente spesso rappresentata in senso negativo.
Via | Patasign.it
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Il visionario designer Gaetano Pesce firma per l’azienda Meritalia altri fantastici prodotti che sono stati presentati al Salone del Mobile.
Sono poltrone dall’aspetto soft ma dai colori tecno e decisi che vanno dall’antracite ai fluorescenti.
Regina indiscussa della settimana del design è stata però sicuramente Shadow, per la quale è stata sviluppata una tecnologia veramente innovativa.
Il poliuretano in forma liquida, che si trova all’interno del tessuto che ricopre la seduta, riempirà gli spazi vuoti creati dalla forma negativa del corpo di chi si accomoderà e ogni volta si verrà a creare la forma di un’ombra.
Un esempio significativo di come il design non sia solo ricerca estetica e creativa rivolta alla forma ma porti avanti anche un’importante ricerca tecnologica.
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Molto coreografico lo stand di Zesign, studio/azienda che vuole porsi come spazio di ricerca in cui coniugare processi industriali avanguardistici e tecniche antiche, intuizioni innovative e radici culturali profonde.
Nella foto sopra, per esempio, abbiamo “The tongue”, di Damiano Spelta, chaise longue dalla forte carica ironica, disponibile in edizione limitata a 9 pezzi