
Brillanti e ironici i prodotti di questi giovani designer che rispondono al nome di Venticuatrodientes: tanti -24- infatti, sono i denti visibili nel più ampio sorriso che riesce a fare una persona. Oggetti a metà strada tra l’utile e il gadget, tutti realizzati con un feroce spirito dissacrante.
Cuscini su cui è possibile scrivere come fossero un post-it per poi lasciarli sul letto e ricordarsi degli appunti presi. Cuscini con un semplice aggettivo possessivo (tuo-mio). Cuscini con delle corde in seta da utilizzare per ‘giocare’ col partner.
E ancora calze autoreggenti con una serie di ‘livelli’ che indicano il mood della donna che le indossa, spazzolini colorati con i manici intercambiabili contenuti in una scatola come quella dei pastelli, adesivi da parete per chi odia gli adesivi da parete. Trovate una gallery dei loro prodotti dopo il salto.
Continua a leggere: "Venticuatrodientes": dai cuscini post-it a quelli bondage

Non vi annoieremo con l’ennesima esaltazione di una delle macchine fotografiche che hanno fatto la Storia e anticipato i tempi. C’è già molto in merito su Designerblog (dai gadget, agli spot vintage, alla celebrazione del mito) così come dai nostri cugini di Clickblog. Saprete tutti delle -tristi- vicende legate al marchio. Se siete degli utilizzatori della casa della pellicola a sviluppo istantaneo, saprete anche quanto negli ultimi anni era difficile procurarsi le cosiddette ‘cartucce’.
Poi lo spiraglio di luce. Arriva un fantomatico Impossible Project che sostiene di voler provare a convincere la Polaroid (nel frattempo orientata al digitale e alla produzione di mini-stampanti portatili) a immettere sul mercato non solo delle nuove macchine fotografiche analogiche, ma anche nuove pellicole, in tutto e per tutto simili a quella ‘incorniciata’ che l’ha resa famosa.
Attenzione: ’simili’, ma non uguali. Perché queste nuove pellicole Polaroid promettono di essere persino migliori delle precedenti, sia nella resa che nella conservazione dei liquidi. Pur nel rispetto della tradizione analogica. La produzione è limitata, certo non industriale e di facilissima reperibilità come in passato.
Continua a leggere: Impossible (is nothing) Project: il ritorno della Polaroid

Non ne potrete più. Lo immaginiamo. Basta. Ormai sono ovunque, anche in versione pocket sugli scaffali degli Autogrill. Qualcuno lo ha risolto più volte, altri invece lo tengono come anti-stress sulla scrivania. Qualcun’altro ha provato a rimuovere gli adesivi per barare e poi non è più stato in grado di rimetterlo a posto.
Stiamo parlando del rompicapo per eccellenza, che ha ispirato designer e artisti, producendo dosi massicce di frustrazione e varianti. Avete mai pensato però a come può giocare con il Cubo di Rubik chi non ha il dono della vista? Beh, il designer tedesco Konstantin Datz lo ha fatto, ideando un modello che rimpiazza i colori con dei simboli in linguaggio Braille.
L’oggetto è affascinante nell’uso della bicromia, pur ricalcando in pieno il design originale. Niente a che vedere con un altra versione del cubo più famoso del mondo. Questa invece è monocromatica, completamente rosa. Dedicata a… Scopritelo da soli seguendo questo link (è uno scherzo, ovviamente. Non ce ne voglia l’affascinante categoria :) )

“Fai un break con Kitkat“. Ad Auckland, uno degli headline della nostra infanzia si trasforma in un divertente concept pubblicitario realizzato dall’agenzia JWT. Da un poster in compensato si possono staccare i pezzi per assemblare una sedia, comoda da usare all’occorrenza per eventi in luoghi pubblici. Ad esempio nel caso di grandi concerti all’aperto, dove la seduta si trasforma nell’occasione per un pausa riposante.
Via | Design Fetish

Domani 3 marzo 2010 è il giorno dell’uscita ufficiale di Alice In Wonderland, il nuovo, ambizioso film di Tim Burton ispirato al romanzo di Lewis Carroll (che non segue però affatto alla lettera). Burton non è il primo ad aver tentato la sfida con il mondo surreale e metaforico di Alice. Il più illustre predecessore fu proprio Disney, lo stesso che dà il nome alla società che produce la pellicola di Burton.
Quella di Disney fu un’impresa titanica per l’epoca tanto che, nonostante fosse stata messa in cantiere già tra gli anni ‘30 e ‘40, vide la luce solo nel ‘51 dopo la guerra. All’inizio ‘zio Walt‘ aveva deciso di realizzare un film che fosse un misto di animazione e attori reali, proprio come invece sarà la versione di Tim Burton. Poi Disney stabilì che sarebbe costato troppo anche in termini di sforzi produttivi. L’impatto sull’immaginario collettivo, avvenne anni dopo: la pellicola infatti fu un fiasco al botteghino e stroncata dai critici. Quando andò in onda in televisione, 23 anni dopo, ottenne il successo sperato.
Vintage Disney Alice in Wonderland è un blog che raccoglie una quantità impressionante di materiale legato al capolavoro animato. Storyboard e gadget, poster, disegni e memorabilia legati al mondo di Alice e alla sua diffusione, tanto da essere ormai identificata con l’eroina Disney prima ancora che con quella letteraria.
Continua a leggere: "Alice in Wonderland": la storia di un capolavoro tra vintage e computer grafica
Il Moma come indicatore delle tendenze di acquisto nel settore accessori di design? Beh, perché no in fondo? Inutile negare che l’istituzione newyorkese sappia il fatto suo anche nel campo dei design store, tra i primi ad inaugurare all’interno di una struttura museale.
Bene, ecco duque a voi alcuni prodotti in anteprima della selezione 2010 primavera estate. Nella gallery, il vassoio in melamina e porcellana, disegnato da Jonas Bjerre-Poulsen e Kasper Rønn, che mantiene freddi i cibi grazie ad uno strato intermedio contenente gel ghiacciato. Quindi, il porta biglietti da visita in silicone di Matthew Waldman per Nooka, il Panier Table dei Bouroullec per Kartell e una lampada a Led ricaricabile via usb. Per finire, una bilancia portatile, l’uccellino magnetico di Rodrigo Torres per Alessi e le maschere in carta per bambini del marchio francese Mitik.
Via | Coolhunting
Anteprima Moma Design Store 2010
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Continua a leggere: Moma Design Store: anteprima primavera estate 2010
Vi dice niente la parola “Odnom”? Beh, non si tratta d’altro che del contrario di “mondo”. E’ proprio questo rovesciamento di prospettiva che caratterizza uno degli ultimi lavori di Giulio Iacchetti. Il quale ha provato a ribaltare le convenzioni con cui la superficie terrestre viene convenzionalmente rappresentata per favorire il punto di vista dell’emisfero sud.
La base specchiata del mappamondo, infatti, riflette i nomi, scritti al contrario, di paesi e città del sud del mondo, permettendo di leggerli correttamente. Il mappamondo è distribuito da Palomar, azienda fiorentina specializzata nella produzione di strumenti di osservazione.
Via | Designboom
Sono pensati per i bambini, ovviamente, ma potrebbero piacere anche ai grandi i giocattoli in legno dell’azienda tedesca Sirch. Il fascino, infatti, è un po’ quello di una volta, che ci rimanda all’immaginario di foto in bianco e nero con bambini alla guida di tricicli e macchinine artigianali e casalinghi.
La rivisitazione di Sirch, ovviamente, favorisce la qualità assoluta del materiale e della finitura, per un oggetto che diventa bello anche solo come complemento d’arredo nella casa di qualche Peter Pan mai cresciuto.
Tra i prodotti in catalogo, anche una villa delle bambole che finalmente si allontana dal cliché tutto rosa e un po’ stucchevole dei giochi per bambine. Un regalo perfetto per chi è stufo del dilagare in rosa di fenomeni come Winx e Hello Kitty.

At-taccapanni è un appendiabiti e accesori da muro la cui forma ricorda la chiocciola della posta elettronica.
La forma non è solo una simpatica trovata, ma si presta a ben 3 utilizzi: potrete appendere il vostro cappotto sulla parte tonda esterna, contemporaneamente appendere la giacca nella parte rientrante più sottile, e infine porre le vostre chiavi nel foro al centro.
Realizzato in alluminio è disponibile in 4 colori (grigio, nero, rosso e blu) su www.nomadedesign.com al prezzo di 25 euro.

Chi lavora con i software di grafica e fotoritocco sa bene quanto sia importante personalizzare l’area di lavoro. Per assecondare tutti quei piccoli gesti rapidi e automatici che velocizzano le operazioni standard o per trovare con pochi movimenti del mouse le finestre a cui ricorriamo più spesso.
Sul ’solito’ Think Geek (e dove, sennò?) un gadget che non solo materializza l’ossessione per il drag-and-drop, ma personalizza anche la nostra abitazione da ‘creativi DOC’. Per 24 dollari e 99 cent potete divertirvi a disporre l’interfaccia di Photoshop sul vostro frigorifero, staccando le varie sezioni magnetizzate e riordinandole a vostro piacimento.
Provate a cambiare il font alla lista della spesa. Potrebbe funzionare.