Da bambini sentirsi diversi non ha gli stessi vantaggi che può avere quando si cresce e matura una maggiore sensibilità per la varietà.
Essere differenti e felici di esserlo, è comunque lo stimolo che ha spinto Lorenzo Brusadelli e Stefano Mastronicola ha concepire un nuovo magazine pronto ad accogliere disegni, arte digitale, fumetti, street art, computer grafica, racconti, poesie ed aforismi proposti da chi non teme di essere diverso ed originale.
Il magazine on line tutto italiano Be|Different, ora anche in versione cartacea, promuove il talento di designer e artisti invitati ogni volta a proporre idee interessanti su una determinata tematica. Dopo il numero zero inaugurato con “Differenze e Indifferenza”, il numero uno dedicato a “Malafemmina” ed il due ad “Un mondo di colori”, il prossimo numero vedrà protagonista “Il bianco e il nero”.
Per partecipare con le vostre proposte basta seguire le semplici indicazioni fornite nella homepage del sito. La prossima timeline è il 30 settembre ma non temete perché questo è un meccanismo che si ripete tutti i mesi.
Via | Freshcut.it

Una striscia il sabato mattina ci può stare (parlavo di fumetti sia chiaro)! La situazione descritta nelle vignette mostrate sopra è assai più comune di quanto si possa pensare, e i lavoratori freelance potranno confermarlo.
Gli autori sono i N.C. Winters e le strisce di Freelance Freedom le trovate sull’ ottimo Freelanceswitch, bloggone tutto dedicato ai lavoratori indipendenti. Questo il link alla categoria per godervele tutte!

Nel 1939 in Gran Bretagna venne istituito il Ministero per l’Informazione a cui fu affidata la responsabilità di propagandare i valori degli Alleati, sia in patria che nei paesi amici e neutrali.
Un gran numero di artisti, tra pubblicitari, illustratori, cartoonists, registi, venne richiamato dai campi di battaglia per realizzare poster e volantini per vere e proprie campagne rivolte alla popolazione civile.
In periodo di guerra, lavori che normalmente richiedevano due o tre mesi di lavoro, venivano realizzati in una o al massimo due settimane, prevedendo addirittura diverse varianti per adeguarsi in fretta agli eventi e comunicare messaggi sempre coerenti e funzionali.
Finita la guerra, il Ministero per l’Informazione cessò di esistere e tutto l’archivio d’arte propagandistica fu preso in consegna dall’Archivio Nazionale inglese, che ora ne rende disponibile la consultazione tramite una sezione del suo sito web: The Art of War.
Davvero imperdibile la sezione propaganda e quella dedicata ai comics. Qui sopra una tavola di Roland Davies, fumettista. Quelli che vedete seduti al tavolo delle carte sono soldati italiani. Alla parete, un ritratto di Mussolini.
Via Drawn!