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Tutti gli articoli con tag frank gehry

Long Table Bangkok, il ristorante con un tavolo da pranzo lungo 24 metri

pubblicato da Giulia Zappa

Gli interni del Long Table a Bangkok

Un impressionante tavolo in teak lungo 24 metri accoglie i clienti presso il Long Table, ristorante di cucina thai contemporanea ubicato al 25esimo piano della nuova Column Tower a Bangkok.

L’originale trovata, possibile grazie alla vasta estensione del locale (di oltre 700mq), è stata ideata da Bed Supperclub: alla tavolata possono infatti sedere fino a 70 persone, distanziate tra di loro grazie alla segmentazione delle sedute che creano delle barriere naturali tra gli ospiti. Sopra il tavolo, schermi LCD in successione proiettano immagini provenienti dallo spazio.

All’ingresso, invece, una reception nella penombra in nero lucido riporta l’iscrizione retroilluminata del nome completo di Bangkok, qualcosa come Krung Thep Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Yuthaya Mahadilok Phop Noppharat Ratchathani Burirom Udomratchaniwet Mahasathan Amon Piman Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam Prasit.

Via | Travel with Frank Gehry

Gli interni del Long Table a Bangkok

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Il Vitra Campus di Weil-am-Rhein

pubblicato da intweetion

CampusVitra

Nato alla fine degli anni ‘80, in seguito all’incendio dei cantieri dell’azienda omonima, il Campus Vitra rappresenta un caso più unico che raro di connubio tra il mondo dell’architettura e quello dell’industrial design. Il progetto venne in mente all’amministratore, lo svizzero Rolf Fehlbaum che, dopo il disastroso incidente, cerco un modo per affermare la corporate identity della ditta attraverso due operazioni contemporanee.

Da un lato una collezione delle cento sedute che hanno fatto la storia del design del ‘900. Dall’altro, una ‘collezione’ architettonica con gli edifici del Campus commissionati a vari architetti con la supervisione di Nicholas Grimshaw: un museo di Frank Gehry, un centro congressi di Tadao Ando, una stazione dei vigili del fuoco di Zaha Hadid, una fabbrica di Álvaro Siza.

Lo straniamento -voluto- è completo. Lavori distanti tra loro, che generano uno spaesamento fortissimo eppure con dei tratti riconducibili. L’arte funzionale in un contesto industriale niente affatto omogeneo che però, svela il valore altissimo del design e dell’architettura applicate ai bisogni e le esigenze della contemporaneità.

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J.M.Weston, quando Frank Gehry passa alle scarpe

pubblicato da Giulia Zappa

jm-weston-boots

“Non bisognerebbe fare alcuna differenza tra le discipline, le scarpe sono sempre state molto architettoniche, e recentemente alcune scarpe sono diventate… edifici!”. (Pensiamo ad esempio alle scarpe di Marloes Ten Bhomer )

Dalla città all’ultimo paio di stivali per raffinati fashion victims, Frank Gehry apprezza il coinvolgimento dei designer nei settori più glamour della moda. Per J.M. Weston, marchio francese di scarpe da uomo, Gehry ha appena disegnato questo paio di stivaletti molto dandy a sei bottoni.

Oltre all’architetto canadese, altri quattro sono stati i creativi chiamati a raccolta nell’operazione: Kris van Assche, direttore creativo di Dior Homme, lo shoe designer Michel Perry, il designer industriale Martin Szekely e la gallerista Clemence Krzentowski.

Via | Designboom

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