
Come ha dimostrato con la discussa campagna di guerrilla marketing in Austria, Ikea non si è mai tirata indietro quanto a voglia di stupire e ‘invadere’ gli spazi pubblici con la forza del suo brand (e dei suoi prodotti ormai presenti ovunque).
‘Stavolta ci riprova in Francia, sfruttando uno dei luoghi-simbolo della quotidianità transalpina: la metropolitana di Parigi. Dal 10 al 24 marzo infatti, quattro stazioni della metro sono state ‘arredate’ con i famosi mobili della ditta svedese. Rispettivamente alla stazione “Champs Elysées Clémenceau” della linea 13, a “St Lazare” sulla linea 12, a “Concorde” sulla linea 8 e alla fermata “Opéra” della linea 8. L’azienda aveva già tentato qualcosa di molto simile su un treno della linea urbana di Kobe, in Giappone.
Lo scopo dichiarato è quello di lasciare che i potenziali acquirenti sperimentino in prima persona la qualità e la comodità dei mobili, soprattutto in un momento in cui magari, presi dalla stanchezza di una giornata lavorativa che inizia o finisce, possono ricavarne maggiore beneficio. I grandi poster alle pareti, completano l’arredo con il resto degli ambienti suggeriti dal design degli oggetti. A questo indirizzo, una gallery degli allestimenti.
Continua a leggere: La campagna Ikea nella metropolitana di Parigi
Incubo che diventa realtà e -allo stesso tempo- divertentissimo corto animato. Una immaginaria Malibù fatta da 2500 marchi e famosi testimonial. Un mondo composto solo dai simboli dell’immaginario collettivo, nel primo cortometraggio del collettivo francese h5.
Circa diciassette minuti in cui giocare a riconoscere i brand più noti mentre scorrono le immagini della storia: due ’sbirri’ omini Michelin, che cercano disperatamente di catturare il clown Ronald Mc Donald.
“Logorama” è candidato alla 82esima edizione degli Oscar come miglior cortometraggio animato, ha già vinto numerosissimi premi tra cui quello dello “Stockholm Int’l Film Festival” in Svezia e del “Vendome Film Festival” in Francia. All’inizio del post, il trailer. Dopo il salto, la versione integrale (fate in fretta per non perdervelo, visto che lo stanno rimuovendo ovunque).

Costruita nella città di Saint-Eienne, in Francia, la Cité du Design (o “Centre International du Design”) è una enorme struttura nata con l’idea di ospitare creativi, designer e architetti da tutto il mondo per far confluire quanti più studi sulla comunicazione, la ricerca e l’istruzione a livello internazionale.
L’edificio è costato 41,5 milioni di euro, una cifra tutto sommato contenuta viste le grandi dimensioni e la completa autosufficienza in termini energetici. I pannelli solari, perfettamente integrati nel design del progetto, oltre a un sistema di riscaldamento ideato appositamente, consentiranno l’ammortizzare ulteriore delle spese.
Il rivestimento del Centro, infatti, è composto da 14000 triangoli equilateri di diversi materiali che aiutano a controllare luce, temperatura e flussi dell’aria, in base alle condizioni ambientali. Alcuni dei triangoli sono celle fotovoltaiche che servono appunto per generare l’energia necessaria.
Il colpo d’occhio, poi, è assolutamente incredibile. Situato nel sito storico del National Arms Manufacture, il Centro Internazionale di Design è perfettamente integrato nell’area grazie alle sue linee geometriche e restituisce luminosità senza togliere ‘respiro’ allo spazio che invade. Di seguito, una gallery del progetto, realizzato dallo studio LIN, con sede a Berlino e Parigi.
Il Centro Internazionale di Design di Saint-Eienne


![]()


Continua a leggere: Il padiglione ecosostenibile dell'International Design Center

Brevissima nota di colore. Mi sono imbattuto in Beatrice Alemagna molti anni fa, quando un comune conoscente realizzò un cortometraggio sui suoi lavori e sul suo -allora- recente trasferimento in Francia. A colpirmi fu non solo l’evidente bravura, ma la sincera passione e volontà di “disegnare racconti” -per usare le sue parole- senza lasciarsi scoraggiare dai limiti di un mercato difficile come quello italiano.
Cresciuta con l’ammirazione per i libri di Rodari e le illustrazioni di Luzzati e Munari, Beatrice Alemagna ha raggiunto traguardi importantissimi nell’ambiente della narrativa illustrata per bambini. Selezionata per ben due volte in occasione del prestigioso Prix Baobab e vincitrice di un Premio Andersen (e di molti altri concorsi), le sue storie sono state tradotte in varie lingue e il suo talento è ormai da più di 10 anni al servizio di una struttura importante come il Centre Pompidou di Parigi.
Capace di un approccio delicato e intelligente anche ad emozioni difficili da tradurre per i più piccoli, utilizzando tecniche diverse in modo ’semplice’ e perfettamente adeguato alle storie, il suo tratto e la sua abilità nel raccontare sono cresciuti proporzionalmente ai risultati ottenuti. Uno dei nomi di cui andare orgogliosi fuori dai nostri -spesso- miopi confini nazionali. Di seguito, una gallery con alcune sue tavole.
Sulla scia degli incubi di Alfred Kubin vi segnalo qualcosa di più attuale, con uno stile un po’ diverso ma non meno macabro.
Dormire, sognare, morire … sembra il mantra che anima tutte le illustrazioni viscerali e mostruose del francese Craoman ed in particolare i sogni da incubo realizzati per la campagna pubblicitaria di Infrarouge night out guide, realizzata dall’Agenzia Publicis Conseil di Parigi. Guardare per credere!
Via | Theadmad.com

Dopo aver appreso dei nuovi progetti dello Studio di Design Industriale Sequoia-Studio, vi ho parlato di Bahia Chaise Longue di Nicolas Melan, co-fondatore insieme a Pascal Bardel dello Sudio e oggi vi presento Yu, la seduta progettata dallo stesso Bardel.
Disegnata per outdoor e indoor, Yu è costituita da un unico getto di polyethylene bianco dalle forme avvolgenti e minimali. Un pezzo monoblocco pronto ad accogliere i vostri momenti di abbandono e relax.
La seduta è resa confortevole da un cuscino sfoderabile di cotone, disponibile nei colori, rosso, verde mela, grigio perla e rosa. Semplice e moderna, Yu appaga gli stessi principi Zen che animano i due progettisti fondatori di Sequoia-Studio, con sede non ha caso in Francia e Cina.
Continua a leggere: Yu Armchair di Pascal Bardel e Sequoia-studio
Rugs Carpet & Design specializzata nella produzione di tappeti su misura che non pongono limiti all’immaginazione, si è occupata della decorazione degli 800 mq. del palazzo rinascimentale che ospita il museo francese Musée Réattu in Arles.
Per l’occasione il team dell’azienda australiana ha realizzato le finiture, le forme ed i colori progettati dal celebre stilista Christian Lacroix, chiamato a curare l’allestimento del museo come una sorta di atelier, che resterà aperto al pubblico fino al 31 ottobre 2008.
Una palese dimostrazione di quanto infinite siano le potenzialità di questa società che è in grado di fornire tappeti su misura sbalorditivi. Del resto basta dare una sbirciata alla loro carpet gallery per cominciare ad immaginare il tappeto dei nostri sogni.
Via | Indesignlive.com
Continua a leggere: I tappeti senza confini di Rugs Carpet & Design

Il team creativo di 5.5 designers ha curato l’allestimento della nuova boutique di design SABZ di Parigi ed è responsabile delle foglioline di varie tonalità di verde, che dalla facciata alle sale interne accompagnano il visitatore lungo un percorso senza confini tra indoor e outdoor.
Nell’atmosfera di loft contemporaneo introdotta dall’architetto Dennis Huerre, i 5.5 designer hanno immaginato elementi scenografici in armonia con la natura. Elementi che mimetizzano l’illuminazione e si arrampicano su pareti e soffitti per decorare lo spazio in una soluzione di continuità .
Lo spazio atipico di 750 mq di cui 250 mq di giardino, è reso accogliente e luminoso da ampie vetrate ed una tenda che si apre sul giardino, dalle forme fluide e irregolari degli scaffali per gli accessori che assomigliano alle falde geologiche di una carta topografica. L’intero arredamento evoca una sorta di ecosistema immaginario, riprodotto per accogliere il visitatore, metterlo a suo agio ed introdurlo alla filosofia produttiva del design SABZ.
Via | Yatzer.com
Continua a leggere: La nuova boutique di design SABZ allestita da 5.5 designers

Villa Noailles, teatro della sperimentazione dei moduli a scala architettonica antesignani delle librerie Brick prodotte da Cappellini, segna la prima tappa della mostra étapes dedicata al talento visionario dei fratelli Ronan e Erwan Bouroullec. La mostra itinerante sarà un’occasione per osservare da vicino i progetti passati e recenti dei due designer, familiarizzando con i processi di lavorazione e le fonti di ispirazione alle quali viene data una notevole rilevanza. A Villa Noailles fino al 21 settembre, la mostra si sposterà dal 2 ottobre al 22 novembre in Svizzera e dall’8 marzo al 31 maggio 2009 in Belgio.
Via | Newsweekly.internimagazine.it
Continua a leggere: In Mostra, Étapes di Ronan&Erwan Bouroullec

La Translation Armchair progettata da Alain Gilles per Qui-est-Paolo, presentata al Salone del Mobile 08, è ora proposta in un’edizione limitata di 100 pezzi, realizzata con i tappi delle bottiglie raccolte dall’organizzazione senza scopo di lucro Les Bouchons d’amour, che destina il 100% dei suoi introiti all’acquisto di materiale per le persone disabili in Francia e all’estero.
I tappi delle bottiglie che molti di noi raccolgono per sovvenzionare l’acquisto di corrozzelle per i disabili, in questa occasione sono stati trasformati in una seduta riciclata e riciclabile che l’azienda produttrice Qui-est-Paolo consente di vincere, registrandosi sul sito fino al 2 settembre o direttamente nello stand allestito durante la Maison et Objet di Parigi dal 5 al 9 settembre.
Via | Davidreport.com
Continua a leggere: I tappi riciclati per l’edizione limitata di Translation Armchair