
Il fascino esercitato dalle Polaroid è difficile da spiegare in poche parole. Ognuno ha le sue -giuste- motivazioni che mettono l’accento sul formato, sul colore o sull’idea di un’immediatezza analogica che poche macchine fotografiche sanno restituire, persino le moderne fotocamere digitali compatte.
Se non avete voglia di procurarvene una (i prezzi salgono costantemente e, nonostante la rinascita degli stabilimenti che le producono, le pellicole sono ancora costose), avete la possibilità di ricreare l’effetto con i plugin dei software di fotoritocco o con programmi appositi. Oppure attendere l’uscita della PIC1000, la nuova ‘classica’ Polaroid in versione restyling.
C’è un’altra soluzione, proposta da UrbanOutfitters: le Snapshot Frames. Cornici che hanno la forma delle memorabili foto dallo sviluppo istantaneo in cui inserire qualsiasi immagine abbiate scattato o stampato precedentemente. Sono anche magnetiche, quindi libero sfogo alla fantasia nel disporle su superfici diverse (quella del frigorifero, in primis). L’effetto è assicurato ed economico. Con 10 dollari, vi spediscono a casa un pack da cinque.

Chi lavora con i software di grafica e fotoritocco sa bene quanto sia importante personalizzare l’area di lavoro. Per assecondare tutti quei piccoli gesti rapidi e automatici che velocizzano le operazioni standard o per trovare con pochi movimenti del mouse le finestre a cui ricorriamo più spesso.
Sul ’solito’ Think Geek (e dove, sennò?) un gadget che non solo materializza l’ossessione per il drag-and-drop, ma personalizza anche la nostra abitazione da ‘creativi DOC’. Per 24 dollari e 99 cent potete divertirvi a disporre l’interfaccia di Photoshop sul vostro frigorifero, staccando le varie sezioni magnetizzate e riordinandole a vostro piacimento.
Provate a cambiare il font alla lista della spesa. Potrebbe funzionare.
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Vedute indiscrete su mondi a perdita d’occhio, al confine tra arte e design, nature morte urbane, quelle che ritrae Xing Danwen, artista e fotografa, tra manie e bisogni quotidiani. Se il paesaggio metropolitano vi affascina ma il vostro feticismo più sfrenato si scatena con i dettagli, Urban Fiction, un lavoro tra fotografia e manipolazione digitale, vi darà la spinata necessaria per trastullarvi per ore.
Osservando questi plastici di architettura urbana potrete fantasticare su quello che potrebbe succedere nel palazzo a tre isolati dal vostro, su ciò che intravedete dalla finestra della cucina, potrete partire dalla veduta di un palazzo tra i palazzi e avvicinandovi noterete in miniatura una scena di ordinaria violenza urbana. Piccoli mondi di plastica che rappresentano lo stato d’alienazione del nostro mondo. In formato digitale.