
Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.
Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?
Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Creative Review: il backstage della cover del trentennale

Josef Schulz è uno che probabilmente si è fatto tatuare il famoso motto “Less is more”, almeno a giudicare dalla sua abilità (e ostinazione) nel ’sottrarre’. Ve ne parliamo, nonostante sia un fotografo e dovrebbe essere materia per i cugini di Clickblog, perché il suo lavoro è tutto votato all’architettura e alla comunicazione urbana.
Quello che sviluppa Schulz con le sue foto è un processo che, concettualmente, si avvicina molto al design. Se il meccanismo era efficace nel caso delle sue foto di spazi in “Sachliches & Formen” (palazzi e strutture catturati secondo un’angolazione talmente ‘estrema’ da renderli quasi innaturali nella loro essenzialità), in “Sign Out” si arriva all’invenzione di qualcosa che nel panorama -letteralmente- scompare.
Parliamo dei segnali stradali, dei cartelli che pubblicizzano attività e edifici. Il gesto artistico, semplice e immediato, che compie Josef Schulz è quello di togliere le scritte. Rimane, come immaginabile, solo la silhouette dell’insegna: una forma, appunto. Un vuoto che va ad aggiungersi all’estetica del paesaggio. Cosa c’è dentro? Nulla. Un contorno e un colore. Lo spazio sottratto (e aggiunto) alla vista. Il disegno (design) delle indicazioni che dovrebbero funzionalmente catturare l’attenzione e lo fanno ancora, pure se prive di informazioni. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Continua a leggere: "Sign Out": le insegne vuote di Josef Schulz

Walter Wick non è propriamente un designer né un illustratore, anche se il suo interesse per l’arte è iniziato con la pittura passando poi a quello per la fotografia, che l’ha reso noto. Un autore più adatto ai cugini di Clickblog? Non proprio.
La particolarità di Wick è in come costruisce i set delle foto che poi scatta. L’intento finale di comunicare assemblando spazi, scenografie e oggetti in modo da sviluppare curiosità e attenzione per i dettagli. Quelle che realizza sono in tutto e per tutto delle sculture illustrate che poi diventano libri, attraverso le sue foto.
In particolare la serie “Can You See What I See?”, destinata ai più piccoli, in cui vengono messi in scena dei puzzle visivi con cui cimentarsi. L’enorme talento come fotografo gli permette di suggestionare il lettore con immagini surreali di fortissimo impatto, l’abilità nell’assemblare, invece, lo inserisce in quella terra di confine tra le varie discipline, restituendo il meglio da illustrazione, design e -appunto- fotografia. Dopo il salto, un video che lo vede all’opera nell’allestire uno dei suoi lavori.
Continua a leggere: Walter Wick e il design dei set fotografici
Per presentare la collezione autunno-inverno delle sue ambitissime scarpe, lo stilista Christian Louboutin ha scelto il fotografo Peter Lippmann. La campagna si basa su set che riproducono fedelmente delle nature morte in stile fiammingo. Stiletti, stivaletti, decolletè, sandali con plateau, sono inseriti all’interno della composizione, esaltati da luci di taglio, drammatiche, proprio come quelle degli originali seicentesche.
E se la pittura fiamminga esprimeva attraverso la natura morta l’idea calvinista di precarietà e di ineluttabilità di fronte alla morte, una sorta di memento mori, è certamente ben diverso oggi l’intento di queste pubblicità, tese all’esaltazione del lato più consumistico ed effimero del lusso e del senso del bello.
Via | Stylosophy.it
Natura morta con scarpe per Christian Louboutin

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Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’eclettico fotografo che si occupa anche di design Massimo Gardone, invitato da Luca Nichetto.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono un fotografo, mi occupo di comunicazione visiva e in senso più ampio, di ogni forma di contaminazione possibile con grafica, video, design e arte. Trovo molto confortevole lavorare nel mio studio con i miei tempi e la mia tribù. Il mio sogno è restare disponibile, aperto e attento a posizionare immagini nel mondo, restando a casa, connesso, ad inventarle.

Vi ho già parlato del giovane designer di Mosca Dima Loginoff e del design spiritoso e divertente della lampada a sospensione Trunk. Ora nonostante il talento eclettico e versatile del parrucchiere, fotografo, animatore, videomaker, Web-Product e Interior designer, torno a segnalarvi un altro progetto luminoso suggestivo e intrigante.
Curl My Light è la lampada da tavolo con un esoscheletro a vista in plastica bianca o nera, capace di produrre un effetto ottico dinamico e spettacolare, con o senza luce accesa, grazie al sottile e irregolare nastro di plastica che sembra vorticare intorno ad una lampada invisibile della quale sottolinea le sembianze. Originale o meno, trovo strepitoso l’effetto dirompente scaturito dalla sua semplicità.
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial, Interior e Graphic designer, nonché fotografo e pittore Davide Conti di Chiavari, a soli 40 km da Genova, invitato da Adele Rotella.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Se devo individuare una qualità che possa definirmi al meglio, questa è la creatività. In ogni mio lavoro, ricerco nella creatività la semplicità del gesto, l’armonia di una segno, il significato di una forma. Amo lavorare nel silenzio, accompagnato da un leggero sottofondo musicale; matita e foglio bianco sono le mie armi. Da concept designer a fotografo, da fotografo a pittore, da pittore a Interior designer ecc. Questo è il mio lavoro: un mix di passioni che si intrecciano collaborano e si stimolano reciprocamente. Niente nasce dalla mia mente: la realtà è lo stimolo per ogni cosa che faccio. La mia mente, successivamente elabora le immagini assorbite e le traduce in idee e concetti che si lasciano “catturare” dal mio foglio bianco.

Paolo Boccardi è un fotografo semiprofessionista di Milano. Il suo portfolio dedicato alla moda è un valido esempio di come si possa creare un sito web dedicato totalmente all’immagine senza utilizzare Flash, quindi migliorandolo notevolmente alla voce “usabilità”.
La homepage ci accoglie con uno dei suoi scatti migliori con il menu sovrapposto e dotato di una piacevole anteprima (foto con descrizione) della sezione da visitare. Già dalla prima pagina, quindi, si ha una visione d’insieme del sito e si può decidere rapidamente dove proseguire la navigazione.
Continua a leggere: Il portfolio del fotografo Paolo Boccardi: photogallery in javascript
Il mondo Ikea continua a crescere ampliando la gamma dei servizi realizzati a misura dei suoi clienti. Già da un po’ e in vendita negli Store scandinavi il libro Beloved Homes tradotto in 16 lingue differenti. Per la prima volta il colosso Ikea mette a disposizione i progetti sull’arredamento che è entrato in milioni di case sparse per tutto il mondo, producendo un libro pieno di ispirazioni eclettiche e stimolanti immortalate dal fotografo di interni Stellan Herner. Un libro prezioso pieno di spunti e idee da realizzare tradotto in italiano con il titolo di Casa dolce casa, che speriamo sia presto disponibile negli Store Italiani.
Via| Hoom.sthlm

Michel Tcherevkoff, fotografo appassionato di rielaborazione digitale, ispirato da alcune fotografie che avevano per soggetto fiori e foglie, ha immaginato una serie di scatti che avessero per soggetti borse e scarpe completamente realizzate con elementi vegetali. Ha realizzato prototipi, fotografato boccioli e steli, manipolato tutto con Photoshop.
Il risultato sono accessori disegnati esclusivamente per “compiacere l’occhio di un artista e l’anima di una fashionista”. Le immagini sono raccolte in un libro, Shoe Fleur edito da Welcome Books e distribuito da Random House. Stampe numerate sono in vendita al prezzo di 900 dollari. Poichè Tcherevkoff ha dichiarato la sua devozione al mondo Mac, sul sito Apple è possibile leggere una sua interessante intervista.
Via | designersblock.blogspot.com
Continua a leggere: Michel Tcherevkoff, accessori dalla natura