
L’avete riconosciuta? No? Un ultimo sforzo ancora. Niente? La risposta è dopo il salto. Intanto vi diciamo che questo inquietante, assoluto capolavoro dell’architettura moderna è la Ennis House e si trova nei paraggi di Los Angeles, in California. E’ stata progettata da Frank Lloyd Wright per Charles e Mabel Ennis nel 1923 e completata da Frank Lloyd Wright Jr. nel 1924 sotto la supervisione del padre.
Basata su un antico tempio Maya e su due lavori precedenti del geniale architetto (la A. D. German Warehouse in Wisconsin e la Hollyhock House di Hollywood), dopo una ristrutturazione imponente, viste anche le dimensioni, è stata messa all’asta per la -preparate le carte per il muto- modica cifra di 15 milioni di dollari.
Al di là della grandezza e dell’importanza per la storia delle abitazioni private, gli 850 metri quadri della Ennis House hanno fatto perdere la testa a più di un acquirente. 45.000 blocchi di calcestruzzo prefabbricati proteggono e dividono giardini, terrazze e ambienti di questa specie di roccaforte, che si sviluppa tutta attorno a una gigantesca sala da pranzo centrale.
Continua a leggere: Ennis House: una fortezza in vendita all'asta

Il fascino esercitato dalle Polaroid è difficile da spiegare in poche parole. Ognuno ha le sue -giuste- motivazioni che mettono l’accento sul formato, sul colore o sull’idea di un’immediatezza analogica che poche macchine fotografiche sanno restituire, persino le moderne fotocamere digitali compatte.
Se non avete voglia di procurarvene una (i prezzi salgono costantemente e, nonostante la rinascita degli stabilimenti che le producono, le pellicole sono ancora costose), avete la possibilità di ricreare l’effetto con i plugin dei software di fotoritocco o con programmi appositi. Oppure attendere l’uscita della PIC1000, la nuova ‘classica’ Polaroid in versione restyling.
C’è un’altra soluzione, proposta da UrbanOutfitters: le Snapshot Frames. Cornici che hanno la forma delle memorabili foto dallo sviluppo istantaneo in cui inserire qualsiasi immagine abbiate scattato o stampato precedentemente. Sono anche magnetiche, quindi libero sfogo alla fantasia nel disporle su superfici diverse (quella del frigorifero, in primis). L’effetto è assicurato ed economico. Con 10 dollari, vi spediscono a casa un pack da cinque.
Tre siti (due blog e un tumblr) da consultare ogni giorno per approcciare in modo diverso la passione per il design declinata secondo i vostri gusti. Il primo che vi proponiamo è Unhappy Hipsters. Un tumblr in cui a foto di abitazioni dall’architettura a-la page vengono abbinate frasi che, in modo ironico, sottolineano la solitudine dei soggetti ritratti. Tutta questa perfezione ed eleganza dei dettagli finiranno per renderci infelici? Forse. L’antidoto è riderne prima che accada (e che iniziamo a prenderci troppo sul serio).
Il secondo è Minimalissimo, blog che con stile spartano e gran passione, cerca di tenerci aggiornati su tutto ciò che è (ma dai?) minimal. Arte, archittura, graphic design e design industriale, passati al setaccio. Sfondo bianco ‘che più bianco non si può’ e un manipolo di volenterosi. Potete aggiungervi alla lista inviando una mail (concisa, ovvio).
Il terzo è un sito che fa dello stile la misura di tutte le proposte. In The Portastylistic non c’è un unico tema comune: si spazia dalla musica alla fotografia, dalla moda al design. Ogni tanto trovate anche dei dischi da -ehm- scaricare non proprio secondo le regole del mercato. Il risultato finale è un’immersione nel gusto e nella ricercatezza: non quella affettata e snob, ma quella che nasce da un’attitudine vera nel cercare tutte le connessioni di stile possibili tra i vari ambiti di interesse.
Continua a leggere: Design, LifeStyle e Minimalismo: tre siti di cui non potete (?) fare a meno
Due miti al prezzo di uno. Anzi tre. Charles e Ray Eames sono forse una delle coppie di designer più famose della storia. Lui precoce progettista e architetto, lei designer e film-maker, hanno creato insieme alcuni dei lavori migliori mai prodotti. Sedie, abitazioni, libri: non c’è praticamente applicazione del design che la coppia statunitense non abbia impreziosito con il loro talento.
La Polaroid SX 70 è uno di quegli oggetti che non hanno davvero bisogno di presentazioni. Prima reflex dotata di autofocus, orgoglio e innovazione della storica casa produttrice della pellicola a sviluppo istantaneo, icona di design e prodigio di tecnologia che resiste nel tempo e a qualsiasi moda. Pietra miliare che ha dato vita a tutti i modelli più famosi degli anni ‘80.
Questo -splendido- video che vi proponiamo (è in inglese, ma molto comprensibile e le immagini parlano da sole) unisce appunto le tre ‘figure’ di cui abbiamo appena parlato. Girato da Ray Eames con la collaborazione del marito, è uno spot promozionale che illustrava al mondo le meraviglie tecniche di questa -allora- nuova macchina fotografica. Una gioia per gli occhi e un must per ogni amante del vintage che si rispetti.
Continua a leggere: Lo spot della Polaroid SX 70 di Charles e Ray Eams

Vi abbiamo già parlato di quei matti di Cabracega, lo studio di design portoghese fondato da Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Ve ne avevamo parlato in occasione di All City, un servizio di porcellane che univa le forme sontuose e classiche a colori e simboli street o a illustrazioni abbastanza estreme, vista la superficie utilizzata.
I tre designer, hanno concepito un modo di interagire con tutti i servizi di geolocalizzazione in voga. Per diventare una sorta di segnaposto ambulante, basterà munirsi di questo ombrello “You are here” così da farsi individuare più facilmente da satelliti e fotografie panoramiche.
L’idea è ironica e divertente, molto immediata nella realizzazione. Meno immediata, ma decisamente intelligente nelle intenzioni: un’occasione per interrogarsi sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie di identificazione e sui rapporti tra identità e privacy.
Continua a leggere: Voi siete qui: l'ombrello dello studio Cabracega

Walter Wick non è propriamente un designer né un illustratore, anche se il suo interesse per l’arte è iniziato con la pittura passando poi a quello per la fotografia, che l’ha reso noto. Un autore più adatto ai cugini di Clickblog? Non proprio.
La particolarità di Wick è in come costruisce i set delle foto che poi scatta. L’intento finale di comunicare assemblando spazi, scenografie e oggetti in modo da sviluppare curiosità e attenzione per i dettagli. Quelle che realizza sono in tutto e per tutto delle sculture illustrate che poi diventano libri, attraverso le sue foto.
In particolare la serie “Can You See What I See?”, destinata ai più piccoli, in cui vengono messi in scena dei puzzle visivi con cui cimentarsi. L’enorme talento come fotografo gli permette di suggestionare il lettore con immagini surreali di fortissimo impatto, l’abilità nell’assemblare, invece, lo inserisce in quella terra di confine tra le varie discipline, restituendo il meglio da illustrazione, design e -appunto- fotografia. Dopo il salto, un video che lo vede all’opera nell’allestire uno dei suoi lavori.
Continua a leggere: Walter Wick e il design dei set fotografici

Dal portfolio del Gaap Studio di proprietà del fotografo Sebastian Szwajczak vengo a conoscenza del sito di Vint Magazine, rivista dedicata esclusivamente al vintage fashion in ogni sua sfumatura.
Il sito è molto ben progettato e pone, giustamente, la fotografia al centro dell’attenzione ponendo un enorme slideshow degli articoli più interessanti delle varie pubblicazioni… sullo sfondo del layout. Le varie fotografie in altissima risoluzione si susseguono abbastanza velocemente per immergere il visitatore nell’atmosfera che la rivista dona, sfogliabili con un pratico insieme di comandi posto sotto al titolo di ognuna.
Continua a leggere: Fotografia in primo piano sul sito di Vint Magazine
Questo video illustra il dietro le quinte della campagna How we did it!, realizzata per i materassi Corrado, dall’Agenzia Saatchi&Saatchi di Milano.
La produzione dei sei layout della campagna, che presentano i materassi come la risposta a diversi problemi di insonnia e potete visionare nella gallery dopo il salto, come quello che allude alla richiesta di sonniferi scritto con lettere realizzate con blister di pillole o il buonanotte non terminato scritto con i cuscini progettati per l’occasione da Annamaria Gastaldelli, è stata realizzata in sei giorni grazie anche al contributo dell’illustratore Federico Galvani e del tipografo e designer Andrea Manzati di Happycentro.
Il resto del lavoro è frutto di un team tutto Italiano:
Direttori creativi: Guido Cornara, Agostino Toscana
Vice direttore creativo: Luca Pannese
Copywriter: Luca Lorenzini
Art buyer: Rossana Coruzzi
Fotografo: Federico Padovani
Artista digitale: Marco Oliosi
Continua a leggere: How We Did It e il dietro le quinte della campagna

Anna Goodson Management è un’agenzia che rappresenta il lavoro di diversi grafici, illustratori e fotografi canadesi. Ogni anno per Natale, Anna Goodson distribuisce sottobicchieri promozionali, i classici cartoncini da pub, con illustrazioni dei suoi artisti. L’invito, rivolto ai clienti è di “farci una bevuta sopra”.
Sembra un modo interessante di distribuire gratuitamente immagini e allo stesso tempo una buona idea di marketing, visto anche il valore dei sottobicchieri come oggetto da collezione. Non mi sembra di aver mai visto iniziative simili qui da noi. Qualcuno invece ne ha notizia? Voi lo fareste?
Via | Dirtymouse.co.uk
Continua a leggere: I sottobicchieri promozionali di Anna Goodson

Durante la serata finale del festival The Beck’s Fusion, evento che riunisce artisti e musicisti il prossimo settembre a Manchester, grafici, illustratori e fotografi avranno la possibilità di vedere il loro progetto rappresentato in tutte le forme, dalla t-shirt allo sfondo del palco. Basta inviare la vostra particolare interpretazione di Collectively Individual, utilizzando il form per la partecipazione che trovate sul sito dell’iniziativa.
Continua a leggere: Il concorso Collectively Individual per giovani creativi