
Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.
Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?
Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Creative Review: il backstage della cover del trentennale

Il fascino esercitato dalle Polaroid è difficile da spiegare in poche parole. Ognuno ha le sue -giuste- motivazioni che mettono l’accento sul formato, sul colore o sull’idea di un’immediatezza analogica che poche macchine fotografiche sanno restituire, persino le moderne fotocamere digitali compatte.
Se non avete voglia di procurarvene una (i prezzi salgono costantemente e, nonostante la rinascita degli stabilimenti che le producono, le pellicole sono ancora costose), avete la possibilità di ricreare l’effetto con i plugin dei software di fotoritocco o con programmi appositi. Oppure attendere l’uscita della PIC1000, la nuova ‘classica’ Polaroid in versione restyling.
C’è un’altra soluzione, proposta da UrbanOutfitters: le Snapshot Frames. Cornici che hanno la forma delle memorabili foto dallo sviluppo istantaneo in cui inserire qualsiasi immagine abbiate scattato o stampato precedentemente. Sono anche magnetiche, quindi libero sfogo alla fantasia nel disporle su superfici diverse (quella del frigorifero, in primis). L’effetto è assicurato ed economico. Con 10 dollari, vi spediscono a casa un pack da cinque.

Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.
Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.
Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.
Tre siti (due blog e un tumblr) da consultare ogni giorno per approcciare in modo diverso la passione per il design declinata secondo i vostri gusti. Il primo che vi proponiamo è Unhappy Hipsters. Un tumblr in cui a foto di abitazioni dall’architettura a-la page vengono abbinate frasi che, in modo ironico, sottolineano la solitudine dei soggetti ritratti. Tutta questa perfezione ed eleganza dei dettagli finiranno per renderci infelici? Forse. L’antidoto è riderne prima che accada (e che iniziamo a prenderci troppo sul serio).
Il secondo è Minimalissimo, blog che con stile spartano e gran passione, cerca di tenerci aggiornati su tutto ciò che è (ma dai?) minimal. Arte, archittura, graphic design e design industriale, passati al setaccio. Sfondo bianco ‘che più bianco non si può’ e un manipolo di volenterosi. Potete aggiungervi alla lista inviando una mail (concisa, ovvio).
Il terzo è un sito che fa dello stile la misura di tutte le proposte. In The Portastylistic non c’è un unico tema comune: si spazia dalla musica alla fotografia, dalla moda al design. Ogni tanto trovate anche dei dischi da -ehm- scaricare non proprio secondo le regole del mercato. Il risultato finale è un’immersione nel gusto e nella ricercatezza: non quella affettata e snob, ma quella che nasce da un’attitudine vera nel cercare tutte le connessioni di stile possibili tra i vari ambiti di interesse.
Continua a leggere: Design, LifeStyle e Minimalismo: tre siti di cui non potete (?) fare a meno

Dicono di essere designer, scrittori, artigiani e pensatori. Sono di Austin, in Texas. Hanno un nome abbastanza ostico da pronunciare (Ptarmak) e sfornano lavori di una classe e una qualità sorprendenti.
Molto legati alla tradizione (c’è un visibile recupero di colori, proporzioni e atmosfere), i loro lavori hanno così tanti punti di forza che è praticamente impossibile elencarli tutti. Curatissimi nella scelta dei font, nei materiali (non a caso si definiscono -anche- artigiani), nell’approccio ironico e fuori dal tempo, nell’attenzione maniacale per i dettagli.
Non bastasse, sono eccellenti anche nel presentare tutto ciò che realizzano. Foto di grande impatto eppure mai sensazionalistiche, un portfolio che include tra i clienti grandi nomi, organizzato e capace di sottolineare tutta la loro competenza. Irriverenti senza sconvolgere, mescolano elementi apparentemente estranei al prodotto. Guardate voi stessi i risultati dopo il salto (e fatevi un giro anche sul loro blog)

I bambini, è noto, sono creature strane. Col tempo diventano adulti e comprensibili, ma -fortunatamente- per qualche anno rimangono capaci di gesti creativi più o meno consapevoli, decisamente fuori dal comune.
Quelli della Kinetic Design and Advertising, devono aver riflettuto a lungo sull’argomento quando sono stati chiamati a realizzare i nuovi poster per il Play-Doh, la arcinota plastilina della Hasbro. La conclusione a cui sono arrivati (non sono i primi, certo) è che giocando con prodotti che stimolano l’immaginazione e l’apprendimento, ai bambini si apre la mente. In senso letterale.
Le foto sono opera di Jeremy Wong della Nemesis Pictures, lievemente inquietanti e perfette per esaltare l’effetto vagamente splatter della campagna. I più piccoli gradiranno sicuramente. Gli adulti staranno ancora lì a chiedersi se davvero i bambini sognano idee di plastilina.
Due miti al prezzo di uno. Anzi tre. Charles e Ray Eames sono forse una delle coppie di designer più famose della storia. Lui precoce progettista e architetto, lei designer e film-maker, hanno creato insieme alcuni dei lavori migliori mai prodotti. Sedie, abitazioni, libri: non c’è praticamente applicazione del design che la coppia statunitense non abbia impreziosito con il loro talento.
La Polaroid SX 70 è uno di quegli oggetti che non hanno davvero bisogno di presentazioni. Prima reflex dotata di autofocus, orgoglio e innovazione della storica casa produttrice della pellicola a sviluppo istantaneo, icona di design e prodigio di tecnologia che resiste nel tempo e a qualsiasi moda. Pietra miliare che ha dato vita a tutti i modelli più famosi degli anni ‘80.
Questo -splendido- video che vi proponiamo (è in inglese, ma molto comprensibile e le immagini parlano da sole) unisce appunto le tre ‘figure’ di cui abbiamo appena parlato. Girato da Ray Eames con la collaborazione del marito, è uno spot promozionale che illustrava al mondo le meraviglie tecniche di questa -allora- nuova macchina fotografica. Una gioia per gli occhi e un must per ogni amante del vintage che si rispetti.
Continua a leggere: Lo spot della Polaroid SX 70 di Charles e Ray Eams
John Kelly colpisce ancora. Dopo l’acclamatissimo (e splendido) The Seed, realizzato con la sponsorizzazione della Adobe CS4, ’stavolta è il turno dei Giochi Olimpici.
Brevissimo ed efficace, “Olympic Spirit” è l’ennesimo tripudio di carta e colori: ritagli accostati con la superba maestria di Kelly. Il video è girato interamente in stop-motion, facendo scorrere davanti la fotocamera 338 singoli collage su fogli A4, poi montati con un software per l’editing. La lavorazione è durata quattro settimane e ha visto la collaborazione di Elin Svensson, socio di Kelly.
Commissionato dalla Cole & Weber United per la International Olympic Committee è un lavoro semplice all’apparenza, complesso nella realizzazione, privo di trama, ma perfetto per trasmettere il senso di universalità e lo spirito dei Giochi Olimpici. Il capo della Nexus (una delle migliori case di produzione indipendenti in cui potete imbattervi) ha messo a segno un altro successo. Dopo il salto, il video di “The Seed”.
Continua a leggere: Le Olimpiadi secondo John Kelly: il video di "Olympic Spirit"

Da anni, ormai, Scott Schuman ha dismesso i panni del buyer per dare vita a The Sartorialist, il blog che ha documentato tutte le ultime tendenze nel campo della moda scattando fotografie alle mise più originali tra le strade di tutto il mondo. Un’idea semplice che si è subito trasformata in un successo planetario, sancito persino dalla benedizione di Times’magazine, che ha inserito The Sartorialist tra i primi 100 “design influencers” mondiali.
Dopo il blog, ora è la volta del libro: Penguin, infatti, sta per pubblicare la raccolta delle migliori fotografie di Schuman. L’uscita è prevista a New York per il 12 agosto, a cui seguirà da settembre anche la distribuzione in Europa. Per la promozione del libro, prevista l’apertura di alcuni pop-up store, senza dimenticare, per i fan che fin da adesso volessero assicurarsi una copia, le prevendite su amazon.
Via | Viacomit
Continua a leggere: The Sartorialist, la bibbia della moda di strada in libreria
Soaring Soofy from Eric Power on Vimeo.
Soofy è un piccolo personaggio di cartone, protagonista di quella che, a voler usare una definizione non del tutto lusinghiera, è una catena di Sant’Antonio, ma che potremmo anche definire come un esperimento poetico di mail art; Soofy è stato spedito in giro per il mondo con il solo scopo di risvegliare il lato creativo di chi lo riceve.
Accompagnato da una testimonianza di chi lo ha avuto in precedenza, Soofy deve essere utilizzato dal destinatario come soggetto di un qualsiasi lavoro creativo, fotografie, corti, animazioni, illustrazioni, lavori artigianali: qualsiasi mezzo è ammesso.
Fino allo scorso gennaio sono state raccolte le candidature alla partecipazione. Poi Karen Abad, l’ideatrice di tutto il progetto, ha stilato un piano di volo e ha lasciato partire Soofy. Il video qui sopra, è il risultato della tappa a casa del filmaker texano Eric Power. Questo invece è il blog per seguire le prossime avventure del Soofy Travel Project.
Via | NofatClips!
Continua a leggere: Soaring Soofy. Il corto animato da Eric Power per Soofy Travel Project