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Tutti gli articoli con tag font

Bravi designer? Dimostratelo con un gioco a colpi di font

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Riconoscimento font

Ti definisci un Designer? Sai distinguere un Times da un Bembo? C’è solo un modo per scoprirlo… seguire le istruzioni e giocare!

Ecco a voi il gioco che ogni buon designer vorrebbe. Mi correggo e specifico: che ogni buon tipografo vorrebbe. Infinite font vi scorreranno sotto gli occhi in un confronto all’americana: di due lettere solo di una verrà indicato il nome della font d’appartenenza, dovremo sparare a quella che riteniamo essere la corrispondente, e se saremo abbastanza lesti e bravi nel riconoscerla, vinceremo e potremo andare avanti accumulando punti.

Un po’ come alle fiere si tratterà di sparare, ma la precisione più che nel colpo dovremo metterla nel riconoscimento. Più si andrà avanti più la sfide si differenzieranno e moltiplicheranno. Per esempio nel secondo round ci verranno presentate quattro differenti font, un solo nome, e dovremo farle fuori tutte, tranne quella indicata. Buona esecuzione designer, pardon, tipografi!

Riconoscimento font
Riconoscimento fontRiconoscimento fontRiconoscimento fontRiconoscimento font

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Metropolis, la font d'ispirazione anni '20 e '80

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Metropolis font

Metropolis è una font che riesce in un’impresa che ha dell’incredibile, dando l’idea di appartenere tanti agli anni ‘20, periodo a cui chiaramente si ispira, tanto agli anni ‘80-’90. Entrambe le decadi di inizio e fine secolo sono da riferirsi al panorama americano, con influenze francesi.

Metropolis ha solo caratteri maiuscoli, con relativi numeri, punti esclamativi e interrogativi, ma senza segni d’interpunzione. Per queste ragioni compositive, e per quelle costitutive è una font adatta a titoli e intestazioni, dai poster ai giornali.

Meravigliose le presentazioni dedicate che mostrano l’applicabilità del design in contesti urbani, tecnologici e avveniristici, che leggermente constrastano -e questa è la sua eleganza- con altrettanti contesti più retrò. La si può scaricare gratuitamente qui.

Metropolis font
Metropolis fontMetropolis fontMetropolis fontMetropolis font

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Blanch, il carattere per l'azienda a conduzione familiare

pubblicato da Eugenio Pozzilli

La font Blanch

Blanch è un carattere creato appositamente per il marchio Fruita Blanch, un’azienda a conduzione familiare che da ben quattro generazioni si occupa di frutta e i suoi derivati, come succhi, marmellate, conserve.

Come la maggior parte delle aziende storiche che decidono di darsi una svecchiata, c’è stato bisogno di un’immagine coordinata che guardasse al futuro, ma che avesse le solide basi della tradizione.

Blanch e tutta l’identity è riuscita in maniera eccellente in questa impresa spesso difficile, se non impossibile. Nella fattispecie il carattere è modulare, con una componente derivante da uno stile anni ‘50, sans serif, e la più moderna caratteristica delle font utilizzate per le etichettature della merce.

Blanch si presenta con sei differenti versioni, ed è scaricabile gratuitamente qui. Infine vi consiglio caldamente di fare una visita al sito della Fruita Blanch che merita particolarmente per la cura, specialmente per la scelta dei colori utilizzati.

La font Blanch
La font BlanchLa font BlanchLa font Blanch

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L'esempio e l'ispirazione da 25 loghi in stile retro

pubblicato da Eugenio Pozzilli

25 loghi retro

Una collezione di 25 loghi in stile retro per giocare con colori e font e dare quel sapore di passato, remoto o recente, che ultimamente tanto piace e ispira. Entrano tra le regole del gioco anche i fondi che spesso e volentieri aiutano a caratterizzare il design.

Decorazioni di confezioni, veri e propri poster, sperimentazioni senza fini particolari, i loghi e il loro sapiente trattamento sono diventati sempre più un gioco attraverso il quale sperimentare le possibilità comunicative della grafica, nonché le proprie capacità di designer.

La serie di loghi qui proposta affronta in maniere differenti il tema retro, chi con un colore più spento, chi con giusti accostamenti, chi con uno stile direttamente più grunge, e chi ancora con effetti del supporto grezzo di una carta, o poco trattato di un muro.

Via |Theultralinx

25 loghi retro
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“Alphabets Everyday”: la tipografia ovunque nell'esperimento per WAD Magazine di Bela Borsodi

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

�Alphabets Everyday�: la tipografia ovunque nell'esperimento per WAD Magazine di Bela Borsodi

Se siete dei graphic designer o dei ’semplici’ appassionati di caratteri tipografici probabilmente avete sperimentato quella strana forma di patologia (chissà se qualcuno le ha già dato un nome…) per cui vi riesce impossibile guardare un manifesto, un volantino o un’insegna senza provare a identificare il (o i) font utilizzato. Monomanie a parte, questo “Alphabets Everyday” è un progetto che non vi aiuterà a guarire.

Realizzato dall’artista, fotografo e graphic designer viennese Bela Borsodi per il WAD Magazine, si propone di ‘forzare’ la natura degli oggetti per fargli assumere i contorni di lettere. L’esperimento, oltre ad essere divertente - e straniante - grazie all’uso dei materiali più disparati, è un’ottima fonte di ispirazione per chi tenta di svecchiare l’approccio più tradizionale ai caratteri tipografici.

“Alphabets Everyday”: la tipografia ovunque nell’esperimento per WAD Magazine di Bela Borsodi
“Alphabets Everyday”: la tipografia ovunque nell'esperimento per WAD Magazine di Bela Borsodi“Alphabets Everyday”: la tipografia ovunque nell'esperimento per WAD Magazine di Bela Borsodi“Alphabets Everyday”: la tipografia ovunque nell'esperimento per WAD Magazine di Bela Borsodi

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Hansje van Halem: il design parte dallo scarabocchio e giunge alla font

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Hansje van Halem alphabet

Hansje van Halem alphabet

Hansje van Halem racconta che nel 2003 aveva una vecchia penna grafica della Wacom, così ha sperimentato con Illustrator a “graffiare” i contorni di una porzione di testo. L’esperimento è andato avanti, raccogliendo le versioni di ogni singola lettera, e componendone un alfabeto.

L’esito prodotto ha dato vita a singole lettere che vengono visualizzate dalla sovrapposizione, più o meno ripetuta, di segni confusi e disordinati come scarabocchi. Delle differenti versioni ne ha ottenute 200, dalla più esile e trasparente, alla più calcata e netta.

Ovviamente il fatto di aver disegnato questa nuova font in vettoriale, dà la possibilità molto interessante di poter ridimensionare le lettere a proprio piacimento, e così potendo vedere man mano che le si ingrandisce, la trama ora più fitta, ora più nitida. Di questa peculiarità è stato prodotto anche un flip book che riporta il testo che si ingrandisce e anima sempre di più.

Hansje van Halem, laureata alla Gerrit Rietveld Academie nel 2003, ha lavorato come designer indipendente. Ha un grande amore per la tipografia, il design di libri e tutti gli altri tipi di stampati.

Hansje van Halem alphabetHansje van Halem alphabetHansje van Halem alphabetHansje van Halem alphabet

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Le antiche calligrafie del moderno hand-lettering di Dan Madsen

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Dusty Signs from Hunter Johnson on Vimeo.

Dan Madsen è un ragazzo che scrive. Non voglio semplicemente dire che è alfabetizzato, ma che Dan lo fa con i pennelli, dipinge lettere, progetta alfabeti: è un designer di hand-lettering, o per buona pace degli italofoni, (a volte esagerati) come me, un progettista di alfabeti realizzati a mano, un calligrafo.

Non so a Minneapolis come proceda la richiesta di cartellonistica e più in generale di scritte a mano per esercizi commerciali e servizi pubblici, ma a giudicare dalla quantità e dalla qualità dei suoi lavori, parrebbe che non ce ne sia uno a cui manchi una sua opera.

Lo stile che si riconosce è quello tipico anglo-americano; font inconfondibili sviluppate tra ‘800 e primi del ‘900: forme lapidarie, calligrafiche, colori piatti, non troppo accesi, espressioni delle prime pubblicità in circolazione.

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Nina Gregier, tra design e artigianato

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Biglietti da visita a ricamo

“Ho progettato i miei personali biglietti da visita in riferimento al mio ultimo progetto, la tipografia a ricamo. Durante il processo di costruzione di lettere a forme semplici volevo trovare un’altra inattesa forma grafica. I biglietti da visita sono fatti a mano in edizione limitata, ho usato diversi colori di filo, e carta nera da 250g.”

Quando si è un’illustratrice e una graphic designer come Nina Gregier, non ci si deve scandalizzare se si arriva a parlare come minimo di artigianato. La giovane polacca si occupa di tutte le arti e le tecniche visive, e in ognuna non fa mai mancare il suo apporto personale e unico.

Come nel caso dei biglietti da visita ricamati, i poster stampati in linoleografia, o il lettering stampato con inchiostro a mano. La manualità è dunque il leitmotiv di ogni suo lavoro che perde l’impersonalità industriale, e acquisisce la preziosità individuale. Nell’epoca in cui qualsiasi immagine ci soffoca, in cui tutti hanno un programma di grafica, la personalità è la via di salvezza verso la qualità e l’etica.

Via | Anthology

Biglietti da visita a ricamo
Biglietti da visita a ricamoBiglietti da visita a ricamoBiglietti da visita a ricamoBiglietti da visita a ricamo

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"Type Fluid Experiment": i caratteri tipografici di Skyrill ottenuti manipolando i liquidi

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

Scrivere con i liquidi: il senso dell’esperimento ideato dai due fratelli bostoniani che si celano dietro il nome Skyrill è tutto qui. Tanto semplice la premessa quanto complessa la realizzazione. Il risultato è davvero molto bello: accurato e ipnotico, lascia intravedere numerose possibili applicazioni nei lavori di motion graphic che vogliano sfruttare appieno un particolare font.

Il movimento dei liquidi è stato ottenuto grazie a RealFlow 5, un software di modellazione e simulazione 3D che ha fatto la fortuna anche di film come “Ava­tar”, “Il curioso caso di Ben­ja­min Bot­ton” e “District 9″. Noi vi proponiamo due lettere, la “A” e la “Z” dopo il salto. Scoprite le altre seguendo il profilo Vimeo di Skyrill a questo indirizzo.

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e-Types e il concept store di Copenhagen dove comprare fisicamente font digitali

pubblicato da Olivia

e-Types concept store

L’agenzia danese e-Types ha aperto un concept store a Copenhagen dove i clienti possono recarsi per acquistare fisicamente font digitali. La trasformazione tra reale e virtuale viene così capovolta e intesa in un nuovo senso: ciò che infatti è digitale diventa fisico, per poi tornare nel mondo virtuale, dove trova il suo luogo d’elezione.

Nel negozio i clienti acquistano di fatto dei supporti USB su cui sono stati caricati i font, al contrario dello shop online Playtype dove gli stessi vengono scaricati oppure ricevuti via mail.

All’interno del concept store tutta l’oggettistica è marchiata con i font dell’azienda; il negozio rimarrà aperto soltanto per un anno.

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