
Quella di tracciare grafici è un’arte. Chiedetelo ai fiumi di dipendenti e manager che quando vedono partire una slide di Power Point si comportano come le scimmie della sequenza iniziale di “2001″ davanti al monolito. C’è -fortunatamente- chi riesce a prendere statistiche, percentuali e diagrammi con ironia (la mia preferita, è questa) e chi ne trae ispirazione per delle illustrazioni.
Tobias Lunchbreath (il cognome è troppo bello per essere vero, ma noi vogliamo credergli lo stesso) ha un account su Flickr in cui pubblica la sua personalissima visione dei grafici. Non solo li rappresenta spesso con elementi inusuali, ma inventa risultati immaginari che poi visualizza sotto forma di illustrazione dissacrante.
Al di là della -notevole- capacità di far sorridere, Tobias è un artista e designer di tutto rispetto, dotato di un uso efficacissimo del colore, che sa bene come catturare l’attenzione e muoversi abilmente tra fumetto e illustrazione classica. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Continua a leggere: I grafici illustrati di Tobias Lunchbreath

Stéphane Massa-Bidal è un graphic designer francese che si occupa anche di siti web. Conosciuto in rete come Hulk4598 o Rétrofuturs, i suoi lavori sono un efficace mix di elementi molto lineari, un utilizzo attento dei caratteri tipografici e una evidente passione per i collage e i ritagli di immagini d’epoca.
Per sfuggire probabilmente allo stress della sua attività per il web e -contemporaneamente- ironizzare su la ‘febbre’ da social network che assale ormai un po’ tutti, Massa-Bidal ha pensato di realizzare una serie di poster ironici dedicati ai servizi web più noti.
La serie “Web services covers therapy” è disponibile in poster in formato A2, A3 e A4, in vendita via email. Noi intanto vi mostriamo alcuni dei lavori nella gallery qui di seguito. Il set completo, è sul suo spazio Flickr

Dopo una serie di proposte non troppo convincenti e molto legate alla presenza di elementi culturali resi astratti dall’intervento del graphic design, è tempo di innovazione anche per il logo della manifestazione sportiva per eccellenza.
L’occasione sono le Olimpiadi Invernali del 2014 che si terranno a Sochi, in Russia. Gli artefici sono la Interbrand, in collaborazione con lo stesso Consiglio per la Comunicazione di Sochi. Per la prima volta in assoluto, compare nell’icona simbolo di tutte le gare, l’indirizzo web dell’evento. Anzi: proprio lo stesso indirizzo (che contiene ovviamente anche la sigla della nazione) diventa il logo stesso attraverso uno studio accurato sui caratteri.
Cosa dire? Se da una parte l’effetto di immediatezza cercato e proposto è stato ottenuto, così come la possibilità di declinare graficamente un elemento così semplice e di unire l’indispensabile richiamo all’informazione in rete, dall’altra l’uso così smaccato di un font e la sua omogeneità fanno forse perdere un po’ del fascino e dell’appeal di uno dei temi che tradizionalmente ha ispirato tantissimi designer. Cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti, dopo la gallery tratta dal Flickr ufficiale.

Per il progetto “Make Something Cool Every Day”, Brock Davis ha già realizzato moltissimi lavori eccezionali. Questo che vi proponiamo, è l’ennesimo esempio di come la sua capacità di unire più media e più linguaggi lo ha reso uno dei graphic designer più apprezzati.
Partendo dalla sua passione per i videogiochi del passato, Davis ha deciso di estremizzarne l’estetica riducendola ai minimi termini. Prima con uno studio sulle forme, poi passando alla pittura in senso stretto, tracciandone gli elementi distintivi con delle pennellate che tolgono tutta l’aura tecnologica lasciando quella più legata alle suggestioni visive.
Finora le illustrazioni che ha realizzato sul tema non sono molte. Potete ‘consolarvi’ (sì, è ironico) visitando il suo sito stracolmo di ottimi esempi del suo talento (e guardando la gallery qui di seguito).

Chi è 9 0 0 0? Il poco che si sa, ammesso sia vero, è che vive a Bogotà, in Colombia (ma non ci giurerei). Dal suo Twitter si direbbe che studia (o insegna?) all’università. Le uniche due cose certe sono gli spazi tra le cifre del numero che si è scelto come nickname e il suo irriverente talento.
Molti potrebbero essere incappati nei suoi lavori attraverso il suo spazio su Flickr, come è capitato al sottoscritto. Fulminanti immagini che uniscono riferimenti alla cultura pop e lapidarie affermazioni sul mondo. Tanto graphic design in salsa surrealista, a volte estremo, altre molto più lucido e ragionato.
Non ci sono riferimenti ovvi, facili o scontati. La forza di 9 0 0 0 è proprio nel non preoccuparsi di una qualche coerenza temporale. Se ci sono icone a 8 bit, state certi che gli verrà dato un tocco retro in stile ’70s. Se c’è una foto presa da qualche rivista degli anni ‘60, il font utilizzato la decontestualizzerà a colpi di pixel enormi. Riesce a strapparci più di un sorriso, questo misteriosissimo terrorista della grafica. Surreale fino in fondo.
(Le immagini vengono da Tumblr. Nel frattempo, 9 0 0 0 ha cancellato -come dubitarne?- quasi tutto il suo archivio)
Minimale, coloratissimo, semplice come i giochi tradizionali e davvero splendido a vedersi, Skål è un player disegnato per la casa, che permette di interagire con vari tipi di media utilizzando oggetti tridimensionali.
Il contenitore viene collegato alla TV, poi è sufficiente posizionare gli oggetti all’interno per vederli riprodotti sullo schermo. Skål supporta ogni tipo di file e formato. Filmati, canali di Youtube, i photostream di Flickr, gli streaming audio online. Le forme vengono riconosciute attraverso un sensore wireless, che sfrutta una tecnologia chiamata Radio Frequency Identification (RFID).
Basta applicare le rispettive etichette sull’oggetto scelto e queste verranno identificate trasformando qualsiasi forma in un controller per gestire ciò che si vuole vedere. I creatori ci tengono a precisare che Skål è norvegese (significa “palla”) e si pronuncia [sko:l]. Maggiori informazioni nel video.

Nuova, compulsiva trovata di Kate Bingaman-Burt. Dopo l’impressionante report illustrato sulla sua mania di comprare e consumare, documentato in What Did You Buy Today?, ’stavolta è il turno di una fissazione più emozionale: legata a un oggetto che in tempi recenti è quasi completamente scomparso.
La Bingaman vuole i vostri mixtapes. Le cassettine, insomma. Quelle compilation che realizzavate per il ragazzo o la ragazza che vi piacevano, prima di partire per un viaggio o per far passare il tempo durante i tragitti in autobus. Ovviamente non chiede l’oggetto: vuole solo la foto per poi disegnarle. Catturare un momento distante e renderlo in qualche maniera ‘arte’. Ricordo illustrato.
Ce lo racconta così: “Voglio disegnare i vostri mixtapes. Voglio le vostre canzoni tristi e le raccolte d’amore. I brani che cantavate a pieni polmoni sulla musica che usciva dall’autoradio, le cassette di quando vi siete lasciati…”. L’ennesimo progetto emozionale di questa bravissima graphic designer che ancora una volta riesce a unire intelligentemente passione per le immagini e sguardo critico su le sue (nostre?) piccole grandi manie.
Per inviare il materiale c’è la mail sul suo profilo Flickr.
La designer e illustratrice israeliana Esty Gertzman propone sul suo spazio personale di Etsy le sue creazioni. Pipapiep è il nome del brand con cui vende i suoi lavori, tra i quali una curiosa collezione di piccole sculture molto particolari.
Si tratta di sculture tutte cucite a mano con vari tessuti, e poi imbottite come se fossero dei peluche, con risultati davvero sorprendenti.
Oltre a queste originali sculture, la designer ci propone peluche più “ordinari”, collane e borse, sempre lavorate a mano e con un grande cura. Se vogliamo vedere altre sue creazioni possiamo farlo andando sul suo spazio su Flickr, mentre su Etsy le possiamo acquistare.
Via | picame

Dal talento e la creatività senza limiti di Gemma Correll, una nuova idea che unisce illustrazione e lifestyle. What I Wore Today (…in drawings) è -come suggerisce il titolo- un gruppo in cui disegnatori e designers sono invitati a pubblicare un autoritratto che illustri il loro abbigliamento dopo aver perlustrato l’armadio. Una selezione delle immagini, viene inserita poi dalla stessa Correll sul blog omonimo.
Il risultato è una galleria che racconta l’umore di certe giornate e insoliti accenni biografici, regala ottime illustrazioni e suggerisce -perché no?- anche dei possibili outfit.
(immagine è di Alma Rosa)
Vanessa Dualib è una creativa brasiliana specializzata nel proporci in una veste tutta nuova il cibo, attraverso fotografie molto curiose. Grazie a un suo spazio su Flickr, dove è conosciuta con il nome di RєRє, possiamo ammirare i suoi lavori.
In tutte le sue immagini vediamo che il cibo è l’assoluto protagonista, dove ogni pietanza viene rielaborata creando un mix perfetto tra la fotografia, la grafica e l’illustrazione.
Il set Playing With My Food è sicuramente un esempio calzante della sua filosofia creativa. Da questo set è nato anche un libro, il quale è disponibile on line sul sito Blurb al prezzo di $ 34.95 (la versione più economica).
Via | ignant