Una piccola scoperta sugli interni futuristici di Arancia Meccanica (e una scusa per rivedersi le immagini del film), a trentotto anni di distanza da quando Stanley Kubric girò questo capolavoro che rimane, anche sotto il profilo dell’allestimento cinematografico, uno dei massimi riferimenti del genere.
A dispetto di un look&feel da futuro prossimo, tipico di un genere fantascientifico che impone allestimenti in studio realizzati ex novo, tutti gli interni ripresi corrispondono a location realmente esistite. Unica eccezione, il Korova Milk Bar, progettato ad hoc per rispondere alla descrizione del romanzo del 1962 di Anthony Burgess.
Filo rosso dei fotogrammi, l’uso vistoso e optical di tutti i rivestimenti, dal black&white del pavimento alle carte da parati dai colori audaci. Bellissima anche quella cromata ispirata, a quanto ci dicono da Apartment Theraphy, all’antica Roma.
Via | Apartment Theraphy
E’ giusto ricordare questo film del 1955, tra i primissimi ad aver aperto la strada alla progettazione dei titoli di testa, fino a quel momento (e spesso ancora oggi) soltanto una lista più o meno lunga di credits.
Il designer Saul Bass, già collaboratore di Otto Preminger, aveva conquistato la fiducia del regista disegnando per lui la locandina del film, a cui seguì la decisione pionieristica di “allargarsi” anche alla pellicola, integrando i titoli all’espressività del corpo filmico vero e proprio.
Tra le ispirazioni stilistiche nella grafica, influenze del costruttivismo e del Bauhaus, che Bass aveva imparato a conoscere durante gli anni di studio al Brooklyn College con il professor Gyorgy Kepes, a sua volta allievo di Laszlo Moholy-Nagy.
Via | Swiss Miss

Australia, il nuovo film di Buz Luhrmann interpretato da Nicole Kidman, si preannuncia come una delle novità cinematografiche più spettacolari del prossimo anno.
Un motivo in più per vederlo? Il promettente lavoro della set designer Catherine Martin. Già scenografa di Moulin Rouge, in questa pellicola la Martin rievoca ambientazioni che spaziano tra un impostato stile coloniale e un selvaggio country melo. Il massimo per gli appassionati di film in costume, che potranno rifarsi gli occhi tra algidi abiti da inglese aristocratica, romantiche case shabby chic e accampamenti da primo novecento nell’outback australiano. Tutti set caratterizzati dalla più scrupolosa attenzione al dettaglio.
Niente male neanche il sito ufficiale del film: font retro e video a tutto schermo per un’esperienza quasi cinematografica sul monitor del nostro computer.