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Tutti gli articoli con tag film

Rick Mereki, Tim White e Andrew Lees: tre ragazzi per tre corti in giro per il mondo

pubblicato da Eugenio Pozzilli

EAT from Rick Mereki on Vimeo.

Rick Mereki, filmaker, fotografo e illustratore, ha diretto tre cortometraggi: Move, Learn e Eat. Assieme a lui Tim White e Andrew Lees, nei ruoli rispettivamente di produttore e attore, più altri ancora.

Hanno percorso più di 38.000 miglia in giro per il mondo, attraversato 11 paesi in 44 giorni, preso 18 aerei, affrontato un vulcano in eruzione, utilizzato 2 fotocamere e un terabyte di filmati. Tutto ciò ha dato vita a questa triplice raccolta filmografica che riassume i concetti principali che i tre hanno del viaggio: muoversi, imparare e mangiare.

Sembrerebbe riduttivo vedere un viaggio solo attraverso questi tre aspetti, tuttavia se ben ci si pensa tutto può essere ricondotto a queste tre categorie. Ogni dubbio ce lo tolgono i video stessi, che ci confermano tutta l’essenza del migrare per vacanza o per lavoro.

Interessante come lo stile di tutti i corti sia coerente, ma differente a seconda dell’oggetto da presentare. Move, più frenetico, quasi in stop motion; Learn, più lento e divulgativo delle molteplici attività; Eat, una via di mezzo tra i primi due: carrellate (in senso cinematografico e quantitativo) di piatti, e pezzi leggermente più lunghi di gustose abbuffate.

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Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton

pubblicato da Cut-tv*e

Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton

Ancora graphic designer che si cimentano con la rivisitazione di manifesti cinematografici, ancora scelte minimali e ancora una volta la decisione di dedicarsi alla filmografia di un unico maestro del cinema. Questa volta vi presentiamo il lavoro del madrileno Hexagonall che rende omaggio a Tim Burton.

Monocromatiche e disegnate con tratto poligonale, l’immancabile cifra stilistica di Hexagonall, si tratta di diciotto locandine in tutto, che coprono l’intera produzione del regista californiano, realizzate con uno stile colorato eppure dark, scegliendo un unico oggetto come simbolo dell’intero film, cogliendo brillantemente il senso dell’opera in alcuni casi meglio che in altri.

Via | Fubiz.net

Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton
Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton

Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton Movie poster: una serie dedicata a Tim Burton

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"Alice in Wonderland": la storia di un capolavoro tra vintage e computer grafica

pubblicato da intweetion

VintageDisneyAliceInWonderland

Domani 3 marzo 2010 è il giorno dell’uscita ufficiale di Alice In Wonderland, il nuovo, ambizioso film di Tim Burton ispirato al romanzo di Lewis Carroll (che non segue però affatto alla lettera). Burton non è il primo ad aver tentato la sfida con il mondo surreale e metaforico di Alice. Il più illustre predecessore fu proprio Disney, lo stesso che dà il nome alla società che produce la pellicola di Burton.

Quella di Disney fu un’impresa titanica per l’epoca tanto che, nonostante fosse stata messa in cantiere già tra gli anni ‘30 e ‘40, vide la luce solo nel ‘51 dopo la guerra. All’inizio ‘zio Walt‘ aveva deciso di realizzare un film che fosse un misto di animazione e attori reali, proprio come invece sarà la versione di Tim Burton. Poi Disney stabilì che sarebbe costato troppo anche in termini di sforzi produttivi. L’impatto sull’immaginario collettivo, avvenne anni dopo: la pellicola infatti fu un fiasco al botteghino e stroncata dai critici. Quando andò in onda in televisione, 23 anni dopo, ottenne il successo sperato.

Vintage Disney Alice in Wonderland è un blog che raccoglie una quantità impressionante di materiale legato al capolavoro animato. Storyboard e gadget, poster, disegni e memorabilia legati al mondo di Alice e alla sua diffusione, tanto da essere ormai identificata con l’eroina Disney prima ancora che con quella letteraria.

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Nick Tassone e Ibraheem Youssef: i poster minimal per i film di Stephen King e Quentin Tarantino

pubblicato da intweetion

NickTassone-Shining

Ennesimo esempio di come ormai sia quasi diventata una moda per i graphic designer più creativi e originali, quella di cimentarsi con i manifesti dei film di culto. Come nel caso dei poster dell’austriaco Albert Exergian per le serie TV o di quelli dell’inglese Jamie Bolton. Per non parlare di Olly Moss e dell’astrattismo del brasiliano Eduardo Prox.

Oggi vi mostriamo i tributi di altri due designer appassionati di cinema. Uno è Nick Tassone, che si è dedicato alla filmografia tratta dai romanzi del ‘Re dell’Orrore’ Stephen King. Giocati sul bianco e nero, con appena un unico colore in più a caratterizzare l’immagine, i suoi manifesti reinterpretati colgono un singolo dettaglio, spesso ‘costringendoci’ a una specie di indovinello per ricordare da quale momento della pellicola ha preso ispirazione.

L’altro è Ibraheem Youssef, che invece ha illustrato la sua passione per il cinema di Quentin Tarantino in una serie limitata di sette poster in vendita sullo shop del suo sito. Dopo il salto, una gallery con alcuni dei lavori scelti tra i due tributi.

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"The Ostrich" di Lucas Zanotto, "1923" di Max Hattler e "Papierkrieg" di Makaio Tisu

pubblicato da intweetion

Tre video di altrettanti artisti della motion graphic. Designer o ’semplici’ creativi che utilizzano le immagini in movimento per comunicare e tentare di definire il ruolo dell’animazione. Partiamo con il lavoro di Lucas Zanotto, animatore berlinese. Carta e fili per creare un set di marionette che cambia nel momento stesso in cui i personaggi interagiscono con il materiale che li compone.

“Paperkrieg” è una sorta di cortometraggio in cui Makaio Tisu racconta un gioco da bambini. Quello dello sfidarsi a colpi di parole e esagerazioni rilanciate di continuo. Poetico e realizzato ottimamente, è un connubio in equilibrio tra filmato, animazione e origami.

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"Logorama": un mondo fatto di brand

pubblicato da intweetion

Incubo che diventa realtà e -allo stesso tempo- divertentissimo corto animato. Una immaginaria Malibù fatta da 2500 marchi e famosi testimonial. Un mondo composto solo dai simboli dell’immaginario collettivo, nel primo cortometraggio del collettivo francese h5.

Circa diciassette minuti in cui giocare a riconoscere i brand più noti mentre scorrono le immagini della storia: due ’sbirri’ omini Michelin, che cercano disperatamente di catturare il clown Ronald Mc Donald.

“Logorama” è candidato alla 82esima edizione degli Oscar come miglior cortometraggio animato, ha già vinto numerosissimi premi tra cui quello dello “Stockholm Int’l Film Festival” in Svezia e del “Vendome Film Festival” in Francia. All’inizio del post, il trailer. Dopo il salto, la versione integrale (fate in fretta per non perdervelo, visto che lo stanno rimuovendo ovunque).

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Ennis House: una fortezza in vendita all'asta

pubblicato da intweetion

EnnisHouse

L’avete riconosciuta? No? Un ultimo sforzo ancora. Niente? La risposta è dopo il salto. Intanto vi diciamo che questo inquietante, assoluto capolavoro dell’architettura moderna è la Ennis House e si trova nei paraggi di Los Angeles, in California. E’ stata progettata da Frank Lloyd Wright per Charles e Mabel Ennis nel 1923 e completata da Frank Lloyd Wright Jr. nel 1924 sotto la supervisione del padre.

Basata su un antico tempio Maya e su due lavori precedenti del geniale architetto (la A. D. German Warehouse in Wisconsin e la Hollyhock House di Hollywood), dopo una ristrutturazione imponente, viste anche le dimensioni, è stata messa all’asta per la -preparate le carte per il muto- modica cifra di 15 milioni di dollari.

Al di là della grandezza e dell’importanza per la storia delle abitazioni private, gli 850 metri quadri della Ennis House hanno fatto perdere la testa a più di un acquirente. 45.000 blocchi di calcestruzzo prefabbricati proteggono e dividono giardini, terrazze e ambienti di questa specie di roccaforte, che si sviluppa tutta attorno a una gigantesca sala da pranzo centrale.

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Back From The Future: Vintage Disney

pubblicato da intweetion

VintageDisneylandTickets

Figura controversa (c’è un libro di Eliot Marc che già dal titolo dice molto: Il principe nero di Hollywood), genio dell’animazione, imprenditore coraggioso e spesso spericolato, collaborazionista della CIA e amico di Dalì, Walt Disney è una delle figure che hanno rivoluzionato la cultura popolare (e non solo) del secolo passato.

I siti e blog, dedicati alle sue ‘creature’ e ai suoi film sono innumerevoli, oggi però vogliamo segnalarvene uno che aggiunge un’aura di nostalgia romantica a quello che di fatto -ad eccezione di pochi film- è stato uno dei successi commerciali più grandi dello ‘zio Walt’, ovvero Disneyland.

Vintage Disneyland Tickets è una raccolta di tutto il materiale utilizzato negli anni per promuovere, informare, pubblicizzare e accedere a un grande sogno diventato realtà. Un archivio incredibile dove scoprire la storia del parco di divertimenti più famoso al mondo.

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Typeface: un film di Justine Nagan

pubblicato da intweetion

La componente artigianale del design ci piace. Giriamo con i laptop nelle borse a tracolla e negli zaini, abbiamo ogni sorta di device che ci aiuta per realizzare le nostre idee ovunque eppure chi può mai resistere agli esempi di quanti hanno creato con le loro mani (e una pazienza monumentale) gli elementi di cui oggi ci serviamo con tanta facilità?

Se applichiamo il concetto alla tipografia, la rivoluzione è stata ancora più incredibile. La manualità necessaria e la conoscenza di macchine e calcoli per realizzare un buon carattere, sono qualcosa di così lontano dalle raccolte di font scaricate in meno di un minuto, che forse vale la pena guardare più spesso a chi conosce il processo tradizionale.

Justine Nagan è l’Executive Director della Kartemquin Films. Si è imbattuta per caso nel “Hamilton Wood Type Museum” mentre viaggiava attraverso Two Rivers, nel Wisconsin e aveva fatto una pausa per mangiare un gelato (!). Affascinata dalla costruzione e dagli 1,5 milioni di modelli di lettere in legno che contiene, ha deciso di girare un documentario.

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I film-videogiochi di Penny Design

pubblicato da intweetion

AtariVCS2600

Da Penny Design, studio di base a Perth, in Australia, arriva l’ennesimo tentativo di coniugare fascino retro, modernità e lo stile grafico dei videogiochi degli anni ottanta. ‘Stavolta la commistione è con i film: da pellicole storiche come “Prison Break”, a successi annunciati recentemente nelle sale come Avatar di James Cameron mixato con “Pitfall”.

Il risultato è divertente, con un buon uso del design grafico per rivelare analogie e il film riassunto in quattro step corrispondenti a quattro ‘giochi’ diversi. Le cover reinterpretate sono quelle delle storiche cartucce per l’altrettanto famigerato Atari VCS 2600. Di seguito, una gallery dei lavori.


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