
E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…
E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.
Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

Figura controversa (c’è un libro di Eliot Marc che già dal titolo dice molto: Il principe nero di Hollywood), genio dell’animazione, imprenditore coraggioso e spesso spericolato, collaborazionista della CIA e amico di Dalì, Walt Disney è una delle figure che hanno rivoluzionato la cultura popolare (e non solo) del secolo passato.
I siti e blog, dedicati alle sue ‘creature’ e ai suoi film sono innumerevoli, oggi però vogliamo segnalarvene uno che aggiunge un’aura di nostalgia romantica a quello che di fatto -ad eccezione di pochi film- è stato uno dei successi commerciali più grandi dello ‘zio Walt’, ovvero Disneyland.
Vintage Disneyland Tickets è una raccolta di tutto il materiale utilizzato negli anni per promuovere, informare, pubblicizzare e accedere a un grande sogno diventato realtà. Un archivio incredibile dove scoprire la storia del parco di divertimenti più famoso al mondo.

Lo studio veneto Macs Design propone per ogni sua realizzazione il progetto e la realizzazione di elementi che non stressino le materie prime. La più grande risorsa a cui fa affidamento è la fantasia, che a differenza dei materiali di consumo è infinita; partendo da questo basilare fondamento, lo studio macs crea ogni singolo complemento d’arredo da materiali che comunemente vengono definiti scarti, o rifiuti, nella ferma convinzione che il futuro del design sia l’eco-sostenibilità.
Massimo Furlan, artigiano-designer affiliato allo studio, partendo dalla considerazione che gli oggetti dismessi non siano scarti, ma MEC, MicroEsplosioneCelebraleCreativa, realizza pezzi unici ma anche serie di prodotti frutto degli scarti industriali recuperando ciò che trova, o anche ciò che gli viene chiesto di recuperare reinventando forma e funzione degli oggetti.
Via | Youngdesigner.it

Sul blog reubenmiller ci sono dei bizzarri consigli su come sfruttare in modo alternativo e fantasioso oggetti comuni, magari vecchi e non più utilizzabili.
Tra le cose più curiose, ci sono l’imbuto che diventa un appendiabiti, la palla da tennis che si trasforma in cuffie insonorizzate e un pennello che funge da fermaporta.
Per tutti gli amanti di questo tipo di filosofia del riciclo, questo è un buon punto di partenza da prendere come esempio, e per scatenare la propria fantasia sfruttando gli oggetti comuni.
Via | reubenmiller