
Mi sono imbattuto in Jan Kruse, fondatore insieme a Malte Kaune di The Human Empire, grazie alla tripla cover dei nuovi album dei København Store, band piacentina dedita al post-rock in versione elettronica.
Il lavoro (ottimo) svolto per il gruppo mi ha ricordato qualcosa, sempre in ambito musicale e ho realizzato (dannate sinapsi) di aver già visto all’opera il duo su alcune uscite per la celeberrima Morr Music. Partiti dalla pubblicità e la moda, integrato e rafforzato il brand con l’apertura di due negozi ad Amburgo, quelli di The Human Empire sono arrivati a consolidare stile e qualità in pochissimo tempo.
Sito e visual agency, propongono da ormai sette anni una serie di prodotti (principalmente poster, t-shirt e abbigliamento in generale) in cui uniscono illustrazione e graphic design senza -apparente- soluzione di continuità. Con un’attitudine creativa piuttosto disinvolta e un uso del colore misurato e proprio di chi ha una grossa esperienza in ambito di stampa. Per curiosità e per conoscere magari qualche band nuova, andate a sbirciare l’impressionante lista di artisti del mondo dell’indie con cui hanno lavorato.

Pong è stato il primo videogioco a larga diffusione della storia. Nato nel 1966, commercializzato per la prima volta nel 1971 e portato nelle case l’anno successivo dalla Magnavox con il nome di Odyssey (poi in versione digitale dalla Atari nel 1975), era un simulatore di ping pong (da qui, ovviamente il nome). Due manopole per controllare i movimenti, grafica spartana e rudimentali effetti sonori.
L’antenato dei moderni videogames, torna ora in versione street. Sportpong altro non è infatti che il classico Pong proiettato su qualsiasi superficie, all’interno della quale i giocatori possono comandare le ‘racchette’, collegate ai piedi interattivamente.
E’ prevista una modalità multiplayer e numerosi scenari di gioco. A metà strada tra l’interaction design e l’installazione, Sportpong è un lavoro che esplora in maniera intelligente (e decisamente divertente) l’estetica e le risorse di ciò che, decenni prima di noi, ha rivelato un nuovo modo di intendere l’elettronica. L’effetto è notevole e suggestivo, come potete vedere nel video dopo il salto.
Nati come duo musicale con sonorità minimalistiche di pura elettronica lo-fi, i Lullatone hanno progressivamente ampliato la loro ricerca nella direzione di un pop ‘casalingo’, rivolto soprattutto ai bambini. Shawn James Seymour e Yoshimi Tomida, che fanno coppia anche nella vita, uniscono la passione per le note alla capacità di creare e costruire suoni vicini al mondo dell’infanzia.
Un’intera discografia per i più piccoli (utile anche per rilassare gli adulti) si accompagna infatti ai workshop che tengono nei musei di tutto il mondo, per insegnare ad assemblare strumenti musicali utilizzando cartone e materiale semplice da trovare in casa (nel video in apertura, viene mostrato come realizzare uno xilofono).
I Lullatone hanno trovato una via particolare per educare all’ascolto attraverso immagini (sono ottimi illustratori), suoni (campionano ogni sorta di giocattolo con incredibile precisione) e installazioni (le loro ‘lezioni’ sono sempre disseminate di oggetti in cartone da esplorare). Una incredibile ‘famiglia felice’ che promuove con intelligenza la propria idea di sound design solo in apparenza infantile. Dopo il salto, un album da ascoltare o scaricare gratuitamente e il link a un loro gioco in Flash.
Seguo Keigo Oyamada, in arte Cornelius (sì: come lo scimpanzè de “Il Pianeta delle Scimmie”), dai tempi in cui ha fondato la storica Trattoria Records, importante etichetta nipponica degli anni ‘90. Il suo è stato un percorso incredibile. Da chitarrista in una pop-band di ragazzini a genietto dell’elettronica più onnivora fino al recente connubio tra installazioni e sound design.
Sempre attentissimo al valore del suono e all’immagine (dopo il salto, guardatevi lo spettacolare video di “Drops”, uno dei suoi successi), Cornelius ha raggiunto ultimamente una sorta di equilibrio nel suo approccio alla creatività. Mondi sintetici, molto colorati, sonorizzati con pochissime note che sembrano perdersi nello spazio dei suoi lavori.
Quello che vi proponiamo è il suo ultimo video, realizzato per il lancio di una nuova linea di elettrodomestici neri della Panasonic (la Night Color Series). Perfetto nel mood e rigoroso nel montaggio, crea un contrasto interessante tra le caratteristiche del prodotto e le visioni multicolore dell’artista. Dopo il salto, invece, il video di “Drop”.
Continua a leggere: Cornelius per Panasonic: il sound-design colorato
Dopo aver sparso suoni nell’aria come batteri, esplorato i confini tra musica classica ed elettronica collaborando con il progetto Chambertronica e sviluppato ulteriormente il concetto di audio virale utilizzando l’iPhone come ‘cellula’ che cattura i suoni e li riproduce in sincrono con l’ambiente circostante, Olle Cornéer ha deciso di spingere ancora oltre la sua personale idea di sound design.
Al grido di “Il vinile è morto. Bene. Ora Ascolta il meraviglioso rumore della terra”, Cornéer (insieme a Martin Lübcke), ha pensato bene di inventarsi il “Terrafon”: una strana macchina, simile quasi alle creazioni steampunk, per amplificare i suoni dei campi. Non pensate a niente di bucolico: grilli e fiumiciattoli non gli interessano. Immaginatevi come, o meglio cosa deve sentire un aratro quando affonda il vomere.
Completando l’opera con amici e colleghi vestiti in abiti tradizionali, hanno trascinato questo assurdo grammofono per i campi Uppland, in Svezia. Hanno ripreso il tutto e la scorsa estate hanno presentato il lavoro al Volt Festival di Uppsala. L’idea è abbastanza folle ma fa -intelligentemente- riflettere sulla natura dei suoni che ci circondano, compresi quelli che non riusciamo direttamente a percepire. Ha senso riprodurli o cercare nuove strategie (design) per catturarli? Cornéer e Lübcke, secondo me, conoscono la risposta.
Continua a leggere: "Harvest". Il vinile è morto? Ascolta la terra.
Crackmilk, studio multisciplinare di design, di base a Roma, ha recentemente prodotto il nuovo video per Vladislav Delay, progetto di musica ambient ed elettronica, moniker dell’artista finlandese Sasu Ripatti, già collaboratore di musicisti come Scissor Sisters, Craig Armstrong, Massive Attack e Ryuichi Sakamoto.
Carolina Melis e Lorenzo Sportiello (fondatore di Crackmilk) hanno realizzato un video in perfetta ’simbiosi’ con le atmosfere minimali e i glitch della musica di Vladislav Delay, sfruttando tutte le variazioni di stato di materiali come ghiaccio, zucchero e sabbia in un paesaggio in cui la geometria è affidata a piramidi e sfere.
Il risultato è un lavoro efficace e di grandissimo impatto, in cui i talenti di entrambi (nell’illustrazione e nel videomaking) apportano ognuno valore aggiunto e sottolineano con pochissimi e mirati movimenti di camera e giochi di luce le note di Ripatti. Sportiello non è nuovo alla realizzazione di video musicali. Dopo il salto, l’ottimo esperimento tentato al Circolo degli Artisti di Roma con i Late Guest At The Party in un artigianale 3D ribattezzato Stere-o-rama.
Continua a leggere: Il video 'organico' di Carolina Melis e Lorenzo Sportiello
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Continua a leggere: Package Design Now!, il nuovo libro della Taschen sul packaging contemporaneo