Qual è il suono di una città? Non stiamo parlando dei suoi mille rumori, delle ‘voci’ che la percorrono, ma - idealmente - dei toni prodotti dalle sue architetture, dalla sua urbanistica. Prova a rispondere questa “Stadsmuziek’”: un’installazione di Akko Golenbeld, presentata durante la settimana del design all’interno di “This Way”, una mostra allestita dall’Accademia del design di Eindhoven.
Un modello in scala della città di Eindhoven, appunto, montato su un cilindro rotante di legno come quello da cui leggevano le partiture le antiche pianole. Ogni edificio, unico per dimensione, forma e prossimità agli altri, crea il tema musicale ‘giocando’ con i martelletti e - quindi - con i tasti del pianoforte. Girando il rullo, la città esprime la sua voce traducendo la riproduzione tridimensionale in scala e producendo timbriche dal forte al morbido, dal lungo al corto, dall’acuto al basso. La città diventa così, almeno per alcuni minuti, un’esperienza auditiva.
C’è chi si chiede come mangeremo nel futuro. Quali saranno le nostre abitudini alimentari, come serviremo, percepiremo e consumeremo il cibo. Immaginando scenari nel proprio centro ricerca di Eindhoven, Philips Design ha elaborato 3 nuovi prodotti di tableware dalle caratteristiche un po’ visionarie.
Al contatto col calore del cibo, i piatti in ceramica Lunar Eclipse, Fama e Tapa de Luz si illuminano come una lampada, offrendo all’utente una nuova, amplificata percezione sensoriale. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il ristorante basco di cucina molecolare -3 stelle michelin- Arzak.
Via | Yanko Design

Il verde domestico, declinato nelle sue diverse accezioni di giardino verticale, orto urbano, guerrilla gardening, è stato il vero tema del 2009. Per questo ci piace l’idea di chudere i post dell’anno con un progetto che offre il suo piccolo contributo al tema della sostenibilità ambientale e agricola delle zone urbane.
Gionata Gatto, neolaureato alla Eindhoven Academy, ha progettato per la sua tesi di laurea Urban Bud, una valigia dove coltivare i propri ortaggi preferiti. Concepiti non solo come verde domestico decorativo, ma anche come uno strumento per garantire a ciascuno di avere a portata di mano le specie alimentari più vicine alla propria cultura alimentare.
Dato solo apparentemente banale in una società sempre più multietnica che rischia di cancellare di fatto alcune varietà vegetali in nome della facilità di approvvigionamento e della legge economica della monocultura.
Via | Inhabitat

Nasce da un ironico controsenso, questa serie di oggetti in carta di Katinka Versendaal, giovane designer di origine belga, diplomata alla Design Academy di Eindhoven. Da un lato la natura stessa degli accessori che nascono per essere esibiti, dall’altro, la forma pop-up che li ‘nasconde’.
Ispirata da Escher, la Versendaal ha creato questa serie, in mostra durante la settimana del design olandese. Una lampada da tavolo, due candelabri e una cesta per la frutta che si ripiegano su se stessi all’occorrenza e possono essere agilmente spostati altrove per lasciare spazio sulle superfici.
Oltre alla maestria nel concepire e adattare le forme per la carta, Katinka Versendaal è stata comunque capace di creare degli oggetti suggestivi. Il materiale diffonde piacevolmente la luce e gli incastri restituiscono un fascino geometrico. Sul suo Flickr, altre immagini delle creazioni.
La giovane designer olandese Debbie Wijskamp ha scelto un materiale davvero inusuale per costruire una serie di mobili dagli elementi impilabili: la cartapesta, materiale di recupero per eccellenza. Nel video potete osservare l’intero processo, dalla manipolazione della carta alla costruzione degli elementi.
Cassetti e scaffali che compongono Paper Pulp Cabinets vengono assemblati come se fossero di legno, a formare una struttura verticale, totemica. A quanto pare l’idea di Debbie Wijskamp suscita approvazione, visto che in questi giorni fa parte dei 30 progetti selezionati nell’ambito di Designhuis, ad Eindhoven.
Via | Cribcandy.com

Un serbatoio per l’acqua con annaffiatoio integrato: questo il progetto presentato dal giovane designer Bas Van der Veer con A Drop of Water. L’idea è quella di sfruttare in modo semplice e senza sprechi la raccolta di acqua piovana per l’irrigazione dei propri orti e giardini. Una valida alternativa all’utilizzo dell’acqua del rubinetto, che a differenza di quella piovana è a pagamento e soprattutto richiede un certo dispendio di energia per la sua depurazione.
Collegato al canale di scolo dell’acqua da una grondaia, A Drop of Water ha anche un rubinetto inferiore che permette di riempire nuovamente l’annaffiatoio. Il progetto è valso a Van der Veer il premio per il migliore progetto di laurea conferitogli ad Eindhoven nel corso della Dutch Design Week.
Via | Hometone
L.O.F.T. è una struttura componibile studiata per assecondare le esigenze di un professionista. Ripiani, scaffali, luci possono essere fissati all’occorrenza intorno all’intelaiatura in legno senza bisogno di attrezzi o competenze particolari.
Una workstation che sembra costruita con delle scale, sui cui pioli vengono fissati gli elementi d’appoggio. Completamente aperta, non delimita l’area di lavoro innalzando barriere isolanti, ma attraverso una buona definizione dello spazio dovuta soprattutto alla cornice superiore che contiene i faretti.
Purtroppo L.O.F.T. è ancora un prototipo, disegnato dal giovanissimo Maciek Wojcicki, ma sta già riscuotendo molta attenzione, e dopo aver partecipato al 100% Futures durante il London Design Festival, sarà tra i progetti scelti per il Talent 2009 durante il Designhuis di Eindhoven .
Via | Dezeen.com

La notizia fa un po’ l’effetto di un divorzio tardivo, segnato com’è inevitabile da contrasti ed amarezza. Questo lo scoop (o il gossip, se preferite): Gijs Bakker, fondatore e padre spirtuale di Droog Design, lascia la direzione dello storico gruppo olandese per contrasti oramai irriducibili con Renny Ramakers, altra storica fondatrice del progetto.
Pomo della discordia, il nuovo flagship store di NY di cui avevamo avuto occasione di darvi notizia. Queste le parole con cui Bakker si congeda:
“the original ambition of droog was to identify and showcase talented dutch, and later foreign, designers, and to stimulate discussion about the real content of the profession. millions of euros were invested in opening a large, expensive shop in new york - an initiative of renny ramakers - while the philosophy of droog was pushed to the background. the shop in new york implies, almost inevitably, that from now on profitability will depend on the development of only large, expensive products.”
Una dichiarazione che la dice lunga, tra tensioni etiche e attenzione al profitto, sulla parabola un po’ amara di questo grande pezzo di storia del design. Per Bakker, adesso, l’attività progettuale continua attraverso il Gijs Bakker Design, a cui si affiancherà la direzione del Master Programme presso la Design Academy di Eindhoven.
Via | Designboom
Foto | Designboom

Dopo un’esperienza lavorativa a New York e il diploma presso la prestigiosa Design Academy di Eindhoven, la giovane designer olandese Evelien Valk ha fondato il suo studio nella graziosa cittadina di Utrecht.
Tra i suoi ultimi progetti c’è HerinneringenKabinet, che in lingua olandese significa più o meno “l’armadietto delle memorie”. In effetti si tratta di una sorta di mobiletto dove custodire i propri ricordi; quando tutti i cassetti sono chiusi ciò che si vede è un cubo traslucido composto da 20 scatole di legno di quercia.
Continua a leggere: Novità dall'Olanda: le creazioni di Evelien Valk

Direttamente dalla Dutch Design Week ecco un elemento capace di apportare un tocco veramente originale ai muri delle case.
Si tratta di un interruttore della luce, un progetto molto particolare concepito dalla mente di Rabea Reufsteck.
L’idea portante consiste nell’andare fuori dall’ordinario, rendere creativo e curioso un elemento altrimenti molto anonimo, ma così presente nel nostro quotidiano.
Il progetto replica uno stesso elemento interruttore più volte creando una piacevole ed armoniosa composizione, ma esiste un meccanismo per cui uno solo degli interruttori svolgerà la funzione di accendere e spegnere la luce.
Solo che ogni volta, ricordarsi quale sia quello giusto, sarà una bella impresa…
(via pan-dan)