
Gli eschimesi sono un popolo strano. Prima di tutto si arrabbiano se li chiamate così. Sul serio. E’ un termine che deriva da un dialetto indigeno dell’America del Nord e significa “fabbricante di racchette da neve”. Io mi arrabbierei. Come se un abitante di Varese venisse chiamato “fabbricante di calzature”: in effetti non è carino.
Chissà se gli eschimesi si innervosirebbero altrettanto guardando il ristorante realizzato dallo studio di Takeshi Hosaka. Inizialmente forse no. E’ un igloo e a loro piacciono. Però è alle pendici del monte Fuji, in Giappone. Il posto si chiama “Hoto Fudo” (che suona un po’ come “cibo caldo”, ironicamente).
La struttura funziona come un’enorme conchiglia: linee morbide con 140 metri quadri adibiti a cucina e 530 per mangiare sotto la parte di igloo che serve da veranda. La particolarità è che il posto non ha aria condizionata, quindi gli avventori, pioggia a parte, devono adattarsi alle condizioni atmosferiche.
Continua a leggere: Hoto Fudo: il ristorante di Takeshi Hosaka

Gli Ecopod sono strutture innovative che permettono la crescita accelerata di alghe destinate alla produzione di biocombustibile. A progettarli, una partnership tra gli studi americani Höweler + Yoon Architecture e Squared Design Lab: il loro intervento, previsto su un palazzo abbandonato nel centro di Boston, è allo stesso tempo un intervento di recupero urbano e uno studio sperimentale per prevedere nuove modalità di approvvigionamento energetico ecocompatibile all’interno delle aree metropolitane.
Via | Greenuze
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Stiamo ovviamente parlando di una boutade, ma chi fra voi, ogni tanto, non ha voglia di trasformarsi in un guerriero ecologico per dare la caccia a chi butta cartacce per strada o non fa la raccolta differenziata?
Questo spirito, credo (e spero) condiviso da molti di voi, ha animato i progetti del brand giapponese Rezon, che ha dato vita a Eco Warrior, shopper in cotone convertibile in “maschera da combattimento” grazie alla faccia da luchador messicano stampata sul fronte. Con la borsa in testa, infatti, potremmo spaventare a dovere tutti quelli che non rispettano l’ambiente.
La shopping bag, disponile anche nella versione deluxe in oro e argento, è acquistabile direttamente online.
Via | Swiss Miss

Per festeggiare i suoi primi 20 anni in Italia, IKEA è presente al Fuori Salone di Milano con un evento doppio: una mostra retrospettiva sulla collezione IKEA PS, dal 1996 fino alla nuova collezione 2009, che noi qui su designerblog vi avevamo già presentato in anteprima, e una mostra sul principio della sostenibilità secondo IKEA, dal progetto alla logistica, al punto vendita.
IKEA PS rappresenta la quintessenza della filosofia dell’azienda svedese: dai materiali basici (legno, tessuto e vetro) alle funzioni che valorizzano le radici scandinave di IKEA. Poiché l’azienda non possiede una collezione storica di IKEA PS, è stato chiesto ai soci IKEA FAMILY e ai dipendenti di contribuire alla raccolta dei prodotti più rappresentativi di ciascuna collezione.
Ogni articolo viene illustrato attraverso il racconto del suo processo creativo, con particolare attenzione all’aspetto del rispetto ambientale: i prezzi popolari non devono mai essere ottenuti a scapito della sicurezza, del rispetto dei lavoratori, di una visione equa del commercio.
Continua a leggere: IKEA PS, la sostenibilità al Fuorisalone
Dopo l’avveniristico studio dentistico per bambini realizzato a Berlino, Graft ha sperimentato un improvviso cambio di genere, occupandosi stavolta di un complesso di sei ville ecosostenibili da realizzarsi su un ameno isolotto della Malesia, ora rinominato Bird Island.
Ma come si riesce a progettare una casa ad effettivo impatto zero? Ad esempio rovesciando, come in questo caso, la relazione tra spazi interni ed esterni e tra relative superfici di rivestimento. Le pareti portanti, infatti, prevedono un uso inedito del vetro, mentre quelle esterne sono realizzate in tessuto di silicone, materiale resistente ai raggi UV e all’elevato tasso di umidità presente nella regione.
Non vi fate spaventare dall’anomala pendenza delle coperture: servono a raccogliere l’acqua piovana e a garantire una migliore ventilazione interna, a vantaggio di una tenuta termica efficace. E quanto all’alimentazione di tutto il complesso residenziale, ci penserà un’unica centrale a pannelli solari a coprire l’intero fabbisogno energetico dell’isola.
Via | AtCasa
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Le feste Natalizie sono ufficialmente finite, ma non per questo devono concludersi le occasioni per stappare una bottiglia e brindare. Questo piccolo gadget potrà decorare e rendere ancora più divertenti i vostri prossimi festeggiamenti. Rock-et Roll è un piccolo razzetto progettato da Zo-loft, gruppo di designer pescaresi, per la Fiftytwoways di Hong Kong.
Realizzato con bioresine e gommapiuma riciclata, Rock-et Roll è a sua volta riciclabile al 100%. Morbido e innocuo, Rock-et Roll potrà avere la sua coda come una cometa, inanellando una stella filante alla base del razzo, o un qualsiasi nastro, che potrà contenere anche un vostro messaggio di auguri. Basterà poi fissarlo sul tappo di sughero e… stappare!

Davvero un’idea piacevole, il calendario da piantare. I fogli sono riciclati e totalmente riciclabili, e contengono dei semi. Alla fine di ogni mese basterà sotterrare il foglio, innaffiare e… aspettare.
Il Botanical Paperworks plantable calendar, per 24.95 sterline, vi aiuterà a veder fiorire il vostro balcone, stagione dopo stagione. I dodici fogli sono contenuti in una scatola di latta riutilizzabile, dal sapore un po’ vintage. Il 2009 sarà l’anno del vostro pollice verde?

I designer che hanno a che fare con l’energia si sa devono avere un’attenzione particolare per le questioni che riguardano il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente. In molti ultimamente si preoccupano non solo di risparmio energetico, ma anche del corredo estetico di una lampada e di quanto la sua produzione e il suo smaltimento possano incidere sull’ambiente.
Il designer Cameron Fry, sotto il marchio Liquidesign, ha ideato una lampada creata a partire da un comune sacchetto di carta marrone. Il profilo di un oggetto luminoso è disegnato sul fianco della busta e permette un gioco di trasparenze. Nella prima versione Bagalight era solo un lampadario, nella seconda diventa abatjour o lume da scrivania. L’ideale, se siete design-addicted, costretti a cambiare arredamento a ogni stagione. Altrimenti puntate su qualcosa di più duraturo. Che non debba essere smaltito nell’immediato.
Via | Designshow.co.uk

d:light è un prototipo disegnato dal giovane scozzese Tim Edgeler. Una confezione di cartone contiene una lampadina e svolge tre funzioni: è il packaging che contiene il bulbo all’acquisto, è un coprilume divertente, è il contenitore per buttare la lampadina una volta esaurita.
Il designer sottolinea come i materiali utilizzati sono tutti eco-compatibili e che, nell’ideare d:light, oltre al fattore pratico (la realizzazione di un prodotto che è la confezione di se stesso), è stato fondamentale anche l’intento di porre l’acquirente di fronte al problema dello smaltimento dell’eccessivo quantitativo di materiali utilizzati per la confezione dei prodotti.
Via | Woohome.com

360 paper è la prima bottiglia d’acqua realizzata in carta.
Riciclabile e biodegradabile al 100%, il progetto si pone l’ambizioso obiettivo di sostituire 60 milioni di bottiglie di plastica che, seppur riciclabili, non sempre vengono gettate per poi essere “riutilizzate”.
Solo negli Stati Uniti l’86% delle bottiglie utilizzate quotidianamente si trasformano in immondizia.
Ma oltre a questo, 360 paper, progetto dello studio Brandimage, è anche un interessante progetto formale, basti considerare come è stato affrontato il “problema” del tappo.