Viene definito dai suoi stessi produttori una combinazione giocosa tra un’illusione ottica e un oggetto funzionale: What you see is not è un comodino bidimensionale, uno sticker da parete che simula un piccolo mobile da posizionare al lato del letto, con un unico, vero cassetto aperto, da fissare a parete, della dimensione necessaria per contenere un libro e un paio d’occhiali.
Disegnato da Fernando Brízio, il comodino tromp l’oeil è una delle novità nel catalogo 2011 degli olandesi Droog, una sorta di cassetto senza il mobile intorno, utilissimo per chi non dispone di molto spazio; lo sticker simula il colore di un legno scuro, tek o wengè, mentre il cassettino è realizzato in legno di faggio.

Disegnato lo scorso anno da Kuniko Maeda e Mario Minale per lo studio olandese Droog, Dusk / dawn è uno specchio bicromo rettangolare con cornice di legno bianco dalle suggestive sfumature giallo/azzurre che donano all’immagine riflessa una colorazione simile a quella della luce dell’alba o del tramonto, a seconda del verso da cui è appeso.
L’idea è venuta ai due designer osservando i colori che assume il cielo quando si rispecchia in una pozza d’acqua al sorgere o al calare del sole. Un concept tanto poetico, e una realizzazione piuttosto efficace gli sono valsi un premio nella categoria domestic design dei prestigiosi Wallpaper* Design Awards, giunti alla settima edizione.

Droog Design non ha avuto paura dell’accumulazione. Nel corso del 2009 ha acquisito 5135 oggetti salvandoli dalla bancarotta (idea attuale, ma non vi ricorda eccessivamente l’operazione dei 5.5 dello scorso anno?).
I pezzi sono poi stati ricondizionati dai 15 designer chiamati a partecipare all’iniziativa, tra cui Ed Annik, Maison Martin Margiela, Atelier Ted Noten, Studio Makkink & Bey. Il risultato è una collezione di 19 oggetti, tra cui portafogli, saliere e sedie pieghevoli.
Via | Design Klub

Il concetto non è proprio nuovissimo, perchè Droog Design l’aveva già utilizzato per l’interior design del negozio Mandarina Duck di Parigi, datato 2000. Da qui l’idea di sfruttare il concept anche commercialmente mettendo in vendita singolarmente l’accessorio.
Strap sfrutta le proprietà dell’elastico, trasformandolo in un nuovo sistema per fare ordine tra i mille oggetti di casa. Fissato al muro, infatti, può “fermare” gli oggetti, che rimangono sempre a vista. Perfetto per le riviste, ma anche molto carino per dare una forte impronta visiva alla stanza. Prezzo non impossibile, 13, 50€ a pezzo.
Via | At Casa

Vi ricordate gli antistress, quelle palline morbide di latex tanto in voga una decina di anni fa? Beh, mutatis mutandis, c’è qualcosa anche di loro in questo nuovo prodotto di Héctor Serrano, designer spagnolo con all’attivo una collaborazione già di lunga data con Droog Design.
Superpatata, questo il curioso nome dell’oggetto certamente ispirato alla forma dell’omonimo tubero, è una lampada da ambiente che, grazie all’impiego di latex naturale, può essere manipolata fino a conferirle una forma a piacere. Molteplici gli usi possibili: oltre ad antistress e lampada, anche cuscino e “scaldino” per il letto.
Recentemente, lo studio Héctor Serrano è stato insignito dell’AD Award 2009, il premio per la creatività e l’innovazione degli “studi dell’anno”. Tra gli ultimi riconoscimenti per il designer spagnolo, anche il secondo premio per il Welcome Back Bus, il nuovo bus di Londra.
Via | Dsngwrld

La notizia fa un po’ l’effetto di un divorzio tardivo, segnato com’è inevitabile da contrasti ed amarezza. Questo lo scoop (o il gossip, se preferite): Gijs Bakker, fondatore e padre spirtuale di Droog Design, lascia la direzione dello storico gruppo olandese per contrasti oramai irriducibili con Renny Ramakers, altra storica fondatrice del progetto.
Pomo della discordia, il nuovo flagship store di NY di cui avevamo avuto occasione di darvi notizia. Queste le parole con cui Bakker si congeda:
“the original ambition of droog was to identify and showcase talented dutch, and later foreign, designers, and to stimulate discussion about the real content of the profession. millions of euros were invested in opening a large, expensive shop in new york - an initiative of renny ramakers - while the philosophy of droog was pushed to the background. the shop in new york implies, almost inevitably, that from now on profitability will depend on the development of only large, expensive products.”
Una dichiarazione che la dice lunga, tra tensioni etiche e attenzione al profitto, sulla parabola un po’ amara di questo grande pezzo di storia del design. Per Bakker, adesso, l’attività progettuale continua attraverso il Gijs Bakker Design, a cui si affiancherà la direzione del Master Programme presso la Design Academy di Eindhoven.
Via | Designboom
Foto | Designboom
Non fatevi ingannare dal nome italiano. A dispetto delle apparenze, Tuttobene è il marchio olandese che più di altri va tenuto sott’occhio nella categoria emergenti. Di loro, infatti, si parla certamente da un po’, anche in virtù di uno stile asciutto e di un gusto della trovata che li rende piccoli eredi dei connazionali Droog Design.
L’esposizione realizzata al Fuori Salone, ubicata in un garage di via Savona prestato per l’occasione a centro di aggregazione progettuale, ha messo in campo prodotti eterogenei che spaziavano dal complemento, all’arredamento, al tessile. Tra tutti, la menzione d’onore è andata senz’altro al Local World Table, tavolo progettato con l’intenzione di valorizzare una filiera in grado di coinvolgere materiale ed assemblaggio locale, indipendentemente dal luogo di produzione.
L’idea di Gerard der Kideren, progettista del pezzo, è infatti quella di semplificare la tecnologia e rendere replicabile la produzione in ogni parte del mondo approfittando della diversa disponibilità di legni. Una buona idea, mi pare, che si sposa ad un’estetica da picnic in grado di coesistere con stili maggiormente articolati.
Ci sono anche due italiani tra i designer che espongono con Droog Design nella prossima edizione del Salone del Mobile. Forma Fantasma -al secolo Andrea Trimarchi e Simone Farresin- presenta infatti Clock Inlays, un progetto nato come rivisitazione di un orologio a cucù e finito per diventare uno studio sui possibili riusi del suo imballaggio.
La serie di mobili, un tavolo e un contenitore, celano al loro interno altri volumi, un po’ al pari di una matriosca, mentre le superfici originarie, realizzate in ruvido OSB, sono state nobilitate dall’utilizzo della resina sul legno.
Via | Designboom
Forma Fantasma per la collezione 2009 di Droog



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Vi ricordate il vaso Do Break ideato nel 1999 da Droog Design all’interno del progetto Do Create?
Dopo dieci anni, un filo rosso lega quel vaso accartocciato alla nuova collezione di Plust dal titolo Plasticism, un progetto che esplora tecniche innovative legate allo stampaggio della plastica. E se nel 1999 la personalizzazione del vaso era opera di un utente finale nell’atto di scaricare la tensione nervosa, oggi il processo di distorsione avviene direttamente a livello della produzione, come racconta l’immagine qui sopra.
Sotto l’art direction di Joe Velluto partecipano alla collezione El Ultimo Grito, Chris Kabel, Laudani&Romanelli, Alberto Brogliato e gli stessi JVLT/JoeVelluto. Anteprima presso gli spazi di Rossana Orlandi, da sempre talent scout d’eccellenza per le nuove proposte.
Via | Design Italia

L’effetto merletto è dappertutto, e non risparmia le applicazioni su supporti finora inaspettati. Come nel caso degli eclettici olandesi di Demakersvan, all’attivo progetti per Swarovski, MoMA, Droog e Fornarina, qui impegnati a lavorare su una personalizzazione innovativa per un prodotto fortemente connotato dalla serialità industriale.
Lace Fence applica infatti un ricamo dai motivi vagamente floreali alla classica rete metallica delle recinzioni. Un messaggio flower power in stile hippie? Certamente sì, e che si adatta non solo agli spazi esterni ma anche, a mo’ di quinta, ai diversi ambienti domestici.
Nel frattempo, la commercializzazione si allarga ad un vasto numero di potenziali committenti, ora grazie ad un nuovo sito work in progress che si ripromette di mettere in contatto la creatività dell’offerta con le variegate esigenze della domanda.
Via | Cast on