Non solo wall stickers e carte da parati, per rivestire i muri in modo non permanente e con effetti ultra-moderni: esistono infatti altri tipi di rivestimenti rimovibili, in grado di creare sfondi visivi piuttosto scenografici.
Si tratta dei rivestimenti creati da 3-Form, utilizzabili anche per creare divisori personalizzati: croci e onde si intrecciano, dando vita a forme e combinazioni di colore sempre nuove e differenti.
Ditto è formato da croci colorate incastrate a piacere; Wave Wall incrocia onde colorate per formare superfici particolari anche al tatto; Wood Veneers, come Wave Wall, utilizza l’idea dell’onda, ma la coniuga con diversi tipi di legno, che creano dunque un’esperienza tattile e visiva davvero senza precedenti.
Via | Trendir
Dopo una prima sperimentazione su pannelli divisori flessibili realizzati con differenti strati sovrapposti di cartone ondulato, lo studio canadese Molo Design ha deciso di testare nuovi materiali, fino ad approdare, per la realizzazione definitiva di Softwall + Softblock, al Tyvek.
Materiale riciclabile al 100% e ottenuto da fibre riciclate al 15%, il tyvek permette a questo sistema modulare di essere ancora flessibile, leggero ma al tempo stesso, grazie alla sua traslucenza, di non oscurare completamente un ambiente.
I singoli moduli possono essere fissati tra di loro (e a qualunque staffa/oggetto di metallo) grazie a un sistema di calamite. Softwall + Softblock è stato pensato con un apparato di accessori che permettono di fissarlo anche al pavimento, di renderlo luminoso grazie a dei LED, e addirittura di far spuntare fiori tra una piega e l’altra (grazie a un sistema di ampolle).
Via | Livingwithwhite.com
Ideato dallo studio olandese Kapteinbolt, fondato Louwrien Kaptein e da Menno Bolt, Flxs è un progetto che propone un’interessante soluzione al problema degli spazi di lavoro e contemporaneamente all’annosa questione della separazione delle differenti postazioni che devono convivere in un unico ambiente.
Flxs è composto da due pannelli che si aprono a libro, a formare due pareti. Dalle pareti si staccano degli elementi che diventano tridimensionali, ruotando su dei perni e incastrandosi tra di loro a formare una scrivania, delle sedute, degli scaffali.
Un ufficio si crea in un momento a partire da due lastre poco più che bidimensionali, come se un’intera workstation prendesse vita da un libro pop-up di dimensioni umane. Tra l’altro, pur a partire da un concept totalmente differente e con effetti che vanno in tutt’altra direzione, quella della workstation pop up è un’idea che abbiamo già visto!
Via | Ladiesandgentlemenhome

Stendere il bucato d’inverno è un problema oggettivo che si ripresenta ogni anno ai primi freddi, e chi non dispone di una terrazza riparata o di una stanza apposita per la lavanderia, è costretto ad avere in casa l’antiestetico stendibiancheria con magari tutti i capi in bella mostra.
Il giovanissimo designer romano Alessandro D’Angeli propone Scalacolore, uno stendino/paravento che proprio come una scala permette di stendere sui pioli da un lato, mentre l’altro lato, ricoperto da tessuto colorato, diventa un paravento, un piacevole divisorio che nasconde alla vista il bucato.
Se posizionato vicino a una fonte di calore poi, il paravento evita la dispersione del calore, permettendo agli abiti di asciugare più in fretta. Per toccare con mano il progetto di Alessandro D’Angeli l’appuntamento è dal 9 al 15 dicembre, alla mostra Design After School, evento organizzato e promosso dal Roma Design +.
Se mentre lavorate avete l’esigenza di isolarvi completamente dal contesto, se siete costretti a vivere in un ambiente rumoroso, capirete le ragioni per cui lo studio GamFratesi fondato nel 2006 dall’architetto danese Stine Gam e dall’italiano Enrico Fratesi ha progettato Rewrite.
Rewrite è una workstation, un tavolo chiuso in un guscio bianco, grande come un uovo di dinosauro. La scrivania è in legno e ha una forma basica che viene esaltata dalla cupola inusuale, costruita in tessuto e progettata con una forma che tende a isolare acusticamente sia chi sta dentro sia chi è fuori.
Via | Likecool.com
Continuiamo a parlare di spazi di lavoro e dopo gli ultimi esempi di scrivanie multiaccessoriate, workstation del tutto autosufficienti e di pannelli modulari ideati per separare le postazioni all’interno di openspace e isolarle anche acusticamente, parliamo ora di meeting rooms.
Le sale riunioni in molte aziende sono diventate luoghi strategici in cui non solo si prendono decisioni, ma, nei casi migliori, si riflette, si scambiano idee, si creano strategie. Si sente il bisogno di luoghi informali, confortevoli in cui incontrarsi.
Lo studio PearsonLloyd di Londra parte da queste considerazioni e realizza, per il brand austriaco Bene, PARCS una collezione di poltrone, divani modulari, divisori e separè ispirati alla circolarità. La sala rotonda ha il soffitto ribassato, per creare un’atmosfera raccolta ed evitare la dispersione dei suoni. Come insegna Artù, una tavola tonda non ha capotavola…
Via | Dezeen.com
PARCS, arredamento da ufficio dello studio PearsonLloyd per Bene
