
Vengono proposti come ’supporti per apparecchiature elettroniche’ questi “Your Pebbles” della coreana DesignMAXX. A metà tra un sasso arrotondato e una goccia, interamente realizzati in silicone, sono cavi all’interno così da trasformarsi anche in occasionali contenitori.
Potete piazzarli sotto al vostro portatile per tenerlo alla giusta inclinazione o sovrapporli per controllare meglio il display del vostro telefono cellulare. Oppure sfruttarne la morbidezza come poggia-polso per non stressarlo quando utilizzate a lungo il mouse. Trovate una gallery (via) con le immagini delle possibili applicazioni dopo il salto.
Continua a leggere: "Your Pebbles": i sassolini in silicone di DesignMAXX

Che Art Lebedev sia uno a cui piace ‘complicarsi’ la vita è cosa ormai nota, visti i suoi precedenti lavori. Con questo concept se la prende con il tempo. Non con lo scorrere, sebbene ci sarebbe ampiamente da lavorare in materia, ma con la sua visualizzazione. Come rendere su un display ore e minuti utilizzando un unico raggio laser per unità?
Ci avrete pensato tutti, prima o poi, no? Beh, Lebedev lo ha fatto sul serio. E si è fatto venire un’idea. Sfruttando dei micro specchi motorizzati, posizionati agli angoli di ogni cifra, è riuscito a far ‘disegnare’ al raggio orari diversi. Studiando quindi tutte le combinazioni possibili, dall’uno allo zero.
Ha poi inserito il meccanismo all’interno di in un modello che sembra un’astronave uscita da un videogioco anni ‘80 ed è -finalmente- venuto a capo della cosa. Il risultato è “Reflectius Clock” un oggetto -c’è bisogno di sottolinearlo?- bellissimo, che speriamo venga commercializzato presto. Per ora accontentatevi di ammirarlo nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: "Reflectius Clock": l'orologio laser di Art Lebedev

Ricordate l’orgoglio con cui da piccoli siete riusciti a rispondere per la prima volta alla domanda: “Che ore sono?”. Un rapido sguardo fiero al polso, qualche secondo per la lettura e poi, sicuri a snocciolare numeri e minuti. Con le lancette la questione era complicata: le cifre al quarzo invece furono una benedizione per tutti quelli che faticavano con i calcoli.
Niente in confronto a questo “Maze Of Time” del designer Andy Kurovets: un rompicapo cromatico come non se ne vedevano da tempo. Oltre l’apparente linearità del meccanismo (un colore per ogni dato: ore e minuti, decine e unità), si nasconde -è il caso di dirlo- il delirio organizzato. I numeri, infatti, compaiono contemporaneamente sul display. Bello l’effetto finale, un po’ meno decifrarlo.
All’opposto, la filosofia che caratterizza lo “Zero Watch” del designer e illustratore Robert Dabi. Via numeri, lancette, bottoni, elementi superflui. Due ‘dischi’ per segnare il tempo e una struttura di gomma e acciaio. Vari colori disponibili, design minimale: il grado zero -appunto- dell’orologio. Dopo il salto, un video di presentazione del render.
Continua a leggere: Zero Watch e Maze Of Time: due orologi agli antipodi
Olandese, regista per la compagnia di produzione 100% Halal di Amsterdam, Rogier van der Zwaag è giovanissimo e lavora principalmente in pubblicità. Come dichiara lo staff sul sito, però, “ci occupiamo anche di altri progetti”: da uno di questi arriva il video che vi presentiamo.
Realizzate semplicemente colorando una miriade di mattoncini e montandole con la tecnica della stop-motion, le immagini per “Grindin’”, brano dei Nobody Beats The Drum sono l’ennesimo esempio di come buone idee e passione riescano a compiere il piccolo miracolo di funzionare spesso meglio di tante grandi produzioni.
L’ispirazione evidente viene dalle forme grafiche degli equalizzatori: linee che lampeggiano sui display e che pulsano in sincrono con la musica. La rappresentazione ‘classica’ di ogni pezzo dance che si rispetti: il primo ’segnale’ visibile del beat. Qui riportato in tre dimensioni, all’interno di quattro pareti e ricostruito in maniera artigianale con una sequenza di 4085 foto. Dopo il salto, trovate anche il making-of.
Continua a leggere: Rogier van der Zwaag: il video per "Grindin'" dei Nobody Beats The Drum

Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.
Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.
Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.

Noi bambini degli anni ‘80 eravamo costretti a gesti molto analogici nonostante fossimo vittima della prima, massiccia invasione del digitale da parte dei miniaturizzatori dagli occhi a mandorla. Portavamo gli stessi strepitosi orologi Casio che attualmente fanno tanto hype (li avessi conservati sarei ricco) e giocavamo con le console ad una risoluzione grafica che oggi non hanno neanche i display dei microonde.
Una delle rivoluzioni fu il Walkman. Che fosse un originale Sony o assemblato da improbabili fabbriche nel nulla nella periferia di Osaka, tutti eravamo costretti a sostituire frequentemente le batterie scariche. Per alleviare il dispendio energetico, riavvolgevamo le cassette usando il corpo esagonale delle penne Bic come perno.
Ho ripensato a quell’astuto espediente imbattendomi in questo prototipo di Song Teaho e Hyejin Lee. Infilate il dito, fate roteare per 130 volte e ricaricatevi la batteria del cellulare. Se riuscite ad assumere la giusta espressione nel farlo, probabilmente diventerà anche un accessorio sufficientemente dandy.
Foto | via
Lo studio svedese Humans since 1982 ha progettato questo orologio digitale, Clock Clock, il cui display è assemblato con 24 sveglie analogiche. Le loro lancette si dispongono a formare i numeri digitali necessari a comporre l’ora esatta.
Insieme all’orologio è stato sviluppato anche un font composto alla stessa maniera. Il prototipo dell’orologio verrà esposto quest’estate al Rhösska Design Museum di Göteborg, da giugno fino alla metà di agosto. Se avete deciso di passare le vostre vacanze in Svezia, fateci un pensierino.
Via | Dezeen.com

Lo Struktable è un’installazione interattiva progettata da Strukt per sviluppare applicazioni multi-touch che possono essere utilizzate per eventi occasionali o come installazione permanente personalizzandolo con software finalizzati a soddisfare i bisogni individuali.
Con il suo display da 70 pollici touch-sensitive riesce a gestire un numero illimitato di tocchi contemporaneamente, permettendo l’attività simultanea anche di 8 persone.
Il design compatto lo rende versatile per diverse applicazioni: presentazioni di prodotti, stazioni interattive per conferenze e terminali informativi in luoghi pubblici.
Per apprezzare a pieno le potenzialità del tavolo, è possibile anche guardare il video.
Via | Strukt.com

Dopo il Roll Phone , il designer cinese Tao Ma, ha sviluppato un nuovo concept per telefoni cellulari. Il Led cellphone, rinunciando al classico display, utilizza per ogni funzione led colorati, rossi e blu, che si illuminano a formare lo schermo su cui leggere numeri e messaggi, ma anche la tastiera per comporre i numeri da chiamare, i classici sms, o per giocare.
Quando le nostre dita scorrono sul cellphone, attivano una rete di sensori tattili che ricevono i comandi per attivare le diverse funzioni. Al risparmio di energia il Led cellphone associa la novità in fatto di alimentazione, infatti utilizza 2 batterie AAA che possono essere ricaricate attraverso un dock USB incluso nel telefonino. Semplice, leggero, molto economico e dal design ultrachic, non male per un cellulare.
Magic Mirror è un display pubblicitario che diventa specchio nel momento in cui un sensore rileva la presenza di qualcuno nei dintorni.
In questo modo in un bagno pubblico la pubblicità si mostra sul display per tutto il tempo in cui nessuno è di fronte allo specchio per lavarsi le mani o incipriarsi il naso.
Neanche in bagno ormai si riesce a stare un po’ tranquilli…