Della gara indetta dalla città di Londra per ripensare il “Double-decker bus” vi avevamo parlato a gennaio. Il governo del Regno Unito aveva indetto un concorso per il restyling del mezzo di trasporto più caro agli inglesi nonché una delle icone più note di tutti i tempi.
Finalmente è stato svelato il design vincente. Linee morbide con ampio uso del vetro per un abitacolo più ampio e arioso, due scale e pedane per l’accesso posteriori: il nuovo bus a due piani ideato da Thomas Heatherwick, entrerà in servizio nel 2012 in occasione delle Olimpiadi e il motore verrà costruito secondo le migliori tecnologie per ridurre l’emissione dei gas di scarico.
Il prodotto finale è frutto di una join-venture tra Foster And Partners, Aston Martin e la Capoco Design Ltd., mentre la realizzazione sarà opera della Wrightbus, una ditta dell’Irlanda del Nord. Dopo il salto, un video più lungo che ci mostra il nuovo double-decker nel dettaglio.
Continua a leggere: I nuovi autobus di Londra: ecco il vincitore

Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.
Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.
Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).
Continua a leggere: "Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

Nasce dai libri, questa “Book Light” di Myung-seo Kang, una delle due designer dello studio MS (l’altra è Mi-Seung Kim). Presentata in questi giorni all ICFF in corso a New York, unisce il concetto di pop-up a un’immagine che ricorda anche la struttura a soffietto del mantice di una fisarmonica.
Aprendo e chiudendo le estremità, si dosa la quantità di luce desiderata: la sua forma particolare permette inoltre di utilizzarla sia come lampada da tavolo che come lampadario, per poi riporla chiusa quando non è più necessaria.
Myung-seo Kang e Mi-Seung Kim hanno una vera e propria fissazione per le superfici pieghettate. Nel loro catalogo c’è già un mobile diviso a metà sempre da un ‘mantice’ e una borsa che sfrutta lo stesso sistema per aumentare o diminuire la capienza. Dopo il salto, una gallery dei loro lavori.
Continua a leggere: La lampada a soffietto di Myung-seo Kang

Vengono proposti come ’supporti per apparecchiature elettroniche’ questi “Your Pebbles” della coreana DesignMAXX. A metà tra un sasso arrotondato e una goccia, interamente realizzati in silicone, sono cavi all’interno così da trasformarsi anche in occasionali contenitori.
Potete piazzarli sotto al vostro portatile per tenerlo alla giusta inclinazione o sovrapporli per controllare meglio il display del vostro telefono cellulare. Oppure sfruttarne la morbidezza come poggia-polso per non stressarlo quando utilizzate a lungo il mouse. Trovate una gallery (via) con le immagini delle possibili applicazioni dopo il salto.
Continua a leggere: "Your Pebbles": i sassolini in silicone di DesignMAXX

Sempre sia lodata la pazienza dei collezionisti che scansionano il materiale gelosamente custodito. Applausi e riconoscenza a quelli che poi decidono di metterlo anche a disposizione online.
I nostri più sinceri ringraziamenti vanno oggi a Peter Surrena di Philadelphia, colui che gestisce Weetstraw: un sito che raduna alcune delle migliori immagini provenienti dalle pubblicazioni del passato riguardanti il design. Si passa dall’arredamento di interni ai volumi che trattano il merchandising, fino a libri e riviste come quelli che vi presentiamo oggi.
Sull’ “Industrial Design Magazine” e su “Industrial Design in America” tra gli anni ‘50 e ‘70 vennero pubblicati articoli e saggi su alcuni dei prodotti più innovativi (per l’epoca) in circolazione. Grazie al lavoro di Weetstraw, possiamo farcene un’idea scorrendo le immagini e scoprendo oggetti il cui design ha influenzato notevolmente anche molto di quanto ci circonda oggi. Dopo il salto, una gallery.
Continua a leggere: Le raccolte dell'Industrial Design Magazine dagli anni '50 ai '70
E’ una sorta di giroscopio questo “Copernico”: lampadario realizzato da Carlotta De Bevilacqua e Paolo Dell’Ecle per Artemide, che consiste in nove ellissi concentriche ottenute da un unica superficie di alluminio. Le nove ellissi possono ruotare indipendentemente e sono disseminate con 384 LED bianchi.
Le due assi di rotazione inoltre, permettono alla luce di essere diretta in diversi modi e di illuminare in maniera più omogenea l’ambiente. Chiuso, “Copernico” è completamente piano e può concentrare una maggiore quantità di luce in un unico punto come un lampadario tradizionale.
C’è anche una versione da parete, di forma rettangolare che applica però lo stesso principio. In questo caso gli elementi concentrici sono tre. La superficie complessiva è più piccola ma contiene sempre lo stesso numero di LED, rendendola comunque in grado di sprigionare molta luce. Dopo il salto, la gallery (via).

Nasce da Chronicle Books in collaborazione con il New York Museum of Modern Art (il MoMa) una linea di prodotti per bambini chiamata MoMA Modern Kids: giochi per avvicinare i più piccoli al mondo dell’architettura e del design.
Uno dei primi prodotti che verranno commercializzati, è questo set chiamato “Modern Play House”, con il quale è possibile creare degli spazi abitativi utilizzando le sei scatole modulari incluse nel kit e ideare più di 50 arredamenti diversi con mobili pop-up, pellicole adesive in vinile e altri accessori.
Una volta ‘montata’ la casa, c’è un set di personaggi che raffigurano la ‘modern family’, perfetto da utilizzare insieme e da far muovere all’interno delle stanze. Il costo di entrambi si aggira attorno ai 20$.

Chi l’ha detto che le idee debbano necessariamente riguardare solo oggetti di grandi dimensioni o progetti su vasta scala? Vi presentiamo due piccole e divertenti innovazioni in formato ‘mini’. Una è della giovane designer norvegese specializzata in packaging, Maria Tovslid che ha deciso di enfatizzare con una nuova forma l’idea e l’esperienza della condivisione anche attraverso il cibo.
“Share The Sweet” sono tre dolci (un cioccolatino, un lecca-lecca e una barretta di liquirizia), pronti da mangiare con qualcun altro. Cambia la forma del contenuto e l’involucro stesso si adatta suggerendo come poter dividere la golosità. “Plastic Eraser Mirikeshi” invece è una versatile gomma da cancellare, realizzata da Kokuyo, custodita all’interno di un tubo.
Ruotandone l’estremità, è possibile decidere lo spessore della superficie da utilizzare per cancellare anche gli errori più piccoli senza intaccare il resto. Ok, non saranno due concept rivoluzionari, ma ci ricordano che anche il focalizzarsi sul dettaglio quotidiano fa parte dell’esperienza che il design può regalarci.

Ancora una volta su Designerblog torniamo a parlare di piccole costruzioni disegnate con cura per ospitare uccelli: da appendere fuori dalla finestra, ottenute da oggetti di recupero, illuminate ad energia solare, piccole come una cornice o grande come una villa di Richard Neutra.
I designer californiani Luke Bartels e Jeff Canham hanno creato insieme una serie davvero sopra le righe di casette per uccelli urbani, palazzi e case in miniatura complete di insegne, cartelli luminosi e scritte dal sottile umorismo: giochi di parole infatti decorano le facciate del “Condor Club”, localino di strip, bar Night Owls, o del Seedy’s Liquor che vende Wild Turkey o Old Crow. La serie è limitata ed è in vendita su The Curiosity Shoppe.
Via | Kitsunenoir.com

Idea semplice, utile e divertente da utilizzare: arriva da Colleen & Eric, due designers newyorkesi (di Brooklyn, per l’esattezza) che hanno deciso di ottimizzare lo spazio in cui ordiniamo i nostri libri.
Lo scaffale è attraversato da una guida nella quale scorre un perno. Ad un’estremità c’è un cubo (con inciso il logo del brand) grande abbastanza per non far cadere i volumi, all’altro lato, una grande elica che agisce sul mozzo, e ci permette di bloccare la posizione del cubo.
In base alla quantità di volumi sul ripiano, possiamo spostare il ferma-libro a nostro piacimento. Tre diversi tipi di legno disponibili per lo scaffale, cubo in alluminio colorato con verniciatura a polvere.