Winding Volutes è la collezione di accessori ispirata alle forme organiche di un’idea stilizzata di natura, intesa come codice visivo e costruttivo per progettare forme belle e funzionali.
L’intera collezione, progettata da Susanna Battistutto (studentessa del claTEM - IUAV), si basa sull’utilizzo di materiali come la pelle naturale, caratterizzate da un trattamento chimico estremamente ridotto e dall’utilizzo di un metodo di tintura manuale basato su colori ad acqua rendono minimo l’impatto ambientale e permettono il totale riciclo dei materiali componenti.
Ray Anthony è un graphic designer di Las Vegas e creative director per C’est La Vie che recentemente ha lanciato la nuova versione del suo ricco portfolio. Il sito si presenta con uno sfondo che richiama il lato artistico del designer e in homepage offre un largo slideshow con uno dei lavori messo in evidenza.
Più in basso si trova un simpatico ritratto di Anthony e una breve frase di presentazione. Seguendo il menu in alto (da notare il rollover sul logo che cliccato riporta in home) si sfogliano i lavori suddivisi in tipologia: grafica, illustrazione, brand identity, web design. Tutti sono presentati con una semplice griglia dove inspiegabilmente predomina il colore nero che se cliccata porta a una scheda con tutti i dettagli a riguardo.
Il graphic designer di Las Vegas presenta il suo nuovo portfolio.




Continua a leggere: Ray Did It, il portfolio del graphic designer Ray Anthony

Per tutti i fortunati possessori di giardino, sfidarsi all’aria aperta con una partita di Ping Pong è un piacere seriamente raccomandabile. Che siate abituati a scalcinati rettangoli da oratorio o a superfici professionali, questo “Chalk Table” realizzato per Puma da Rinat Aruh e Johan Liden, fondatori e menti dietro lo studio Aruliden.
Come dichiarano sul loro sito, la loro mission è quella di unire design e marketing e, almeno in questo caso, l’esperimento è assolutamente riuscito. Una nuova idea per un oggetto apparentemente immutabile come un tavolo da Ping Pong, ottiene nuova vita sia perché, come il nome suggerisce, è possibile scrivere sulla superficie con il gesso, sia perché la superficie stessa è trattata con ceramica rendendo l’esperienza di gioco ancora più veloce.
Lo spazio sotto il piano è vuoto e può contenere le racchette, la rete e tutto il necessario, le gambe sono in legno. E’ possibile acquistarlo dal Conran Shop di New York.

Probabilmente non vederemo sfrecciare giovani mamme per le città con questo passeggino e ingaggiare gare di velocità per raggiungere la destinazione, anche perché la velocità massima consigliata è di 15 km/h, ma questo “Roller Buggy” è sicuramente un’idea interessante che può avere anche risvolti positivi per l’attività fisica.
L’idea arriva dal designer Valentin Vodev e il suo Pixstudio di base a Vienna, che ha realizzato questo ibrido tra un monopattino e un passeggino dotato del massimo comfort e di accorgimenti all’altezza degli eventuali pericoli. Cintura di sicurezza per il piccolo ‘viaggiatore’ e un freno idraulico per la mamma-pilota. Al di là del singolare connubio, il prodotto finale è di ottima fattura e consente uno spostamento rapido e decisamente meno faticoso.

Con l’arrivo delle giornate di sole (che a dirla tutta latitano ancora troppo spesso), il prototipo dell’industrial designer Darris Hamroun sarebbe davvero l’ideale. Il nome -molto più che esplicativo- è “Take a Seat”: una sedia pieghevole facile da trasportare.
La novità sta nel fatto che chiusa, la seggiola è contenuta in un libro la cui copertina, una volta aperta, diventa lo spessore in gommapiuma della seduta. Sfrutta un sistema di elementi diagonali che vanno a scaricare il peso tra loro e, visti ortogonalmente, sul piano verticale, somigliano a un castello di carte impilato.
La struttura è in quercia mentre i cardini sono in acciaio. Potete osservare meglio il funzionamento di questa “Take a Seat” nel video dopo il salto.
Continua a leggere: "Take A Seat": la sedia pieghevole di Darris Hamroun

Sono ancora un prototipo (anche perché produrne autonomamente 26 comporterebbe una spesa non indifferente), ma qualcosa ci dice che queste “ABChairs” non tarderanno molto a trovare una ditta disposta a investire per metterle sul mercato.
Le ha realizzate Roeland Otten, un designer di base a Rotterdam, che aveva già esplorato l’idea di unire alfabeto e arredamento con delle mattonelle decorate con le lettere. Le “ABChairs” com’è evidente dal nome, sono invece sedie, ognuna diversa dall’altra, tutte ottenute con moduli curvi di plastica nera.
Bellissimo lo studio dietro la possibilità di seduta offerta dal modo in cui si articola la lettera nella sua versione tridimensionale. E’ possibile ordinare alcuni prototipi in edizione limitata. Dopo il salto, la gallery coi render di alcune delle sedie.
Continua a leggere: "ABChair" di Roeland Otten: sedersi sull'alfabeto

Per fortuna c’è sempre qualcuno che riesce a utilizzare le nuove tecnologie in modo creativo, utile e innovativo. Il Museum of London ha commissionato all’agenzia Brothers and Sisters una guida interattiva ai luoghi più importanti della città.
I tre creativi hanno pensato bene di sfruttare cam e geolocalizzazione per far sì che ogni utente del melafonino, potesse osservare una delle capitali più belle del mondo ricevendo contemporaneamente informazioni sul presente e sul passato. Fin qui, tutto già visto.
La novità sta nel fatto che, consentendo l’accesso con l’apposita applicazione e puntando l’obiettivo del telefono su molti degli angoli più famosi della città, un’immagine d’epoca va a sovrapporsi direttamente sulla realtà che stiamo osservando. Non ci credete? Siamo rimasti sbalorditi anche noi. Guardatevi le immagini nella gallery dopo il salto…
Continua a leggere: "StreetMuseum": l'applicazione per iPhone che vi porta indietro nel tempo

La BeanBag è un icona difficilmente sostituibile. Tralasciando per un attimo l’immaginario più scontato a cui è stata legata per anni -almeno nel nostro paese- con l’italianissima “Sacco” di Zanotti (inventore del modello nel lontano 1968), la BeanBag è davvero uno dei lavori più affascinanti eseguiti sul design di un elemento di arredo.
Made prova a reinterpretarla con “Piggy”, un modello che può essere utilizzato sia come enorme cuscino (misura 175×135 cm) sia come seduta che, viste le dimensioni e la conformazione, provvede anche a una sorta di ’schienale’ per renderla più confortevole e accogliente.
Cinque i colori disponibili, rivestimento robusto e resistente all’acqua con l’aggiunta di un dettaglio che permette di trasportarla più facilmente. E’ in vendita sul sito di Made in offerta a 59£.

Fondata nel 2000 da Steve Spett e Ron Barth, Resource Furniture è una quotatissima azienda che fornisce mobili europei a interior designer e architetti. Il loro impegno è quello a cui aspirano tante altre realtà: prezzi contenuti, consegne veloci e un customer care efficiente.
Una delle ‘marce in più’ di questi due arredatori e distributori è la loro fissazione per tutto ciò che consente di risparmiare spazio all’interno degli ambienti. Per questo si sono affidati ai prodotti di un talento come Giulio Manzoni per suggerire ai clienti l’utilizzo di una serie di elementi di arredo che contengono all’interno più soluzioni. Il video che vi proponiamo dopo il salto, spiega molto bene la ‘filosofia’ della loro linea “Space Savers”.
Continua a leggere: Resource Furniture e lo spazio guadagnato

Un altro lavoro presentato durante la settimana del design a Milano quest’anno, Mattoni è un modulo per l’arredamento realizzato da Giorgio Caporaso. Ogni elemento è disponibile in vari colori in legno o cartone: entrambi in materiali ecologici, riciclabili e biodegradabili.
All’interno del modulo è possibile coltivare un piccolo angolo verde, con un sistema di irrigazione che suggerisce -ironicamente- le soluzioni per i pazienti negli ospedali: un modo per ricordare che l’ambiente necessita delle nostre cure anche quando è ‘costretto’ all’interno di un appartamento.
Il moduli “Mattoni” possono essere utilizzati singolarmente o uniti per creare una libreria o un armadio. Basta ruotarli lungo il perno verticale o sovrapporli con l’angolazione desiderata. Possono essere inseriti l’uno nell’altro attraverso l’apertura o completati con degli scaffali. Trovate la gallery che ne mostra i vari utilizzi dopo il salto.
Continua a leggere: "Mattoni": l'arredamento modulare di Giorgio Caporaso