
Per questo “Grand Central”, Sanna Lindström e Sigrid Strömgren, due designer svedesi indipendenti che provengono rispettivamente da Stoccolma e Gothenburg, sostengono di essersi ispirate a una mappa pieghevole di New York.
Il tavolo, bianco e minimale nelle forme, è stato scelto da Rossana Orlandi per essere esibito nella sua galleria milanese durante i giorni del Salone Satellite/Salone Internazionale del Mobile di quest’anno e, successivamente, all’Imm Cologne D3 Young Designers Contest, sempre nell’anno in corso.
Il piano d’appoggio è diviso in 22 pezzi che si richiudono occupando lo spazio di uno e gli elementi di sostegno da quattro diventano due ripiegandosi su se stessi. Chiuso, il Grand Central è un oggetto particolare ma elegantissimo. Un lavoro d’alta qualità per una realizzazione davvero notevole.
Il legno di betulla e la pelle di renna sono i materiali alla base della collezione My Granddaughter’s Cabinet della designer svedese Lisa Hilland: materie prime classiche per un progetto che mette la tradizione al centro di tutto.
Lisa Hilland immagina questi mobili tramandati di generazione in generazione, solidi elementi dalle linee discretamente originali, impreziositi dai decori in pelle e dagli intarsi in legno di quercia, pero e ciliegio. My Granddaughter’s Cabinet è stata presentata per la prima volta al Salone Satellite, ottenendo un’accoglienza particolarmente calorosa.
My Granddaughter’s Cabinet, la collezione in legno di Lisa Hilland


Johan Lindstén è un giovane designer svedese che ha deciso di fondare un piccolo studio indipendente a Stoccolma. La sua visione equilibrata, la sua ricerca di un punto di contatto tra modernità e tradizione sta portando i suoi frutti e la sua collezione quest’anno è approdata finalmente al Fuorisalone.
Gli elementi di punta, i più particolari dell’intera produzione sono certamente la sedia e la poltroncina bassa Idyll, realizzate in legno di quercia laccato in bianco, con lo schienale imbottito e decorato con tradizionali paesaggi svedesi realizzati al punto croce. Paesaggi idillici appunto, che ricontestualizzano un tipo di lavoro artigianale che di certo non appartiene solo alla tradizione svedese ma è invece un retaggio culturale universale.
Via | Yatzer.com
Ormai abbiamo capito che non è la funzionalità a muovere il designer svedese Fredrik Färg. In occasione della scorsa Stockholm Furniture Fair ha presentato la seconda serie di re:cover, una nuova suggestiva collezione di sedie di recupero, rivisitazioni fantasiose ispirate a tecniche sartoriali.
Basta un primo sguardo infatti per notare come queste semplici sedie siano state portate a nuova vita grazie a schienali realizzati come fossero colletti e baveri di feltro, cuciti, piegati, arricciati per avvolgere e sostenere chi si sieda. Neanche a dirlo, la collezione è stata presentata in passerella con vere modelle ad indossare gli schienali delle sedie.
Via | Designboom.com

Certi oggetti sono disegnati per portare impresso nella loro figura il senso del movimento. Oggetti statici che, a guardarli di sfuggita con la coda dell’occhio, sembra che si siano appena mossi. È l’effetto che fa il tavolino Twist progettato dal designer svedese Philip Edis per Design House Stockholm.
La forma di Twist si ispira ai movimenti dell’hula-hop, attraverso cerchi di diverse dimensioni decentrati rispetto all’asse che li sostiene. Il risultato così è un tavolino con più ripiani, laccati di bianco, di cui due, quelli centrali, possono davvero ruotare intorno al perno centrale.

Non è la prima volta che presentiamo progetti inusuali di camini e caminetti portatili, modi innovativi di portare il fuoco dentro casa. Piet, il progetto del giovanissimo designer svedese Fredrik Hylten-Cavallius, è un prototipo di fuoco portatile da interni con uno stile piuttosto retrò.
Ha la forma di un uovo, ceramica bianca (isolante e isolata da uno strato di lana di roccia) all’esterno, piastrine d’ottone riflettenti all’interno, poggiato su cinque zampe di legno in stile mid-century. È progettato per bruciare alcool al posto del normale legno, in modo da evitare fumi e odori fastidiosi in un luogo chiuso. Aspettiamo pazientemente che venga messo in produzione.
Via | Retrotogo.com
L’accostamento di fotografie alla creazione di gioielli è un concetto che abbiamo già affrontato nel nostro blog, attraverso le creazioni di una designer americana. Anche in questo caso abbiamo una talentuosa designer, questa volta svedese, che crea dei raffinati gioielli ispirandosi spesso e volentieri a immagini fotografiche di scorci cittadini, o più in generale a fotografie di oggetti o particolari che l’hanno ispirata.
Nel portfolio on-line di Pia Aleborg possiamo infatti vedere che alcune sue collezioni sono rappresentate da interessanti paragoni tra degli scatti fotografici e i suoi gioielli, che sono costituiti da collane, spille, pendenti, orecchini e anelli, dove la sperimentazione con materiali tra i più disparati è un’altra costante delle sue creazioni.
Le sue collezioni risalgono al lontano 1997 fino ad arrivare a oggi, il suo portfolio è davvero molto ricco e interessante, qui di seguito inseriamo alcuni suoi gioielli dell’ultima collezione chiamata In The Act, iniziata nel 2007 e ancora in corso. Per avere maggiori informazioni sui prezzi e le modalità di acquisto dei suoi gioielli, vi consiglio di mandare una mail alla designer.
Via | core 77
Modus:cover è l’ultimo progetto dell’eclettico designer svedese Fredrik Färg. Si tratta di una credenza, realizzata in due modelli, un sideboard più basso e una cupboard verticale, in legno di rovere. Ma Modus:cover è anche una riflessione sulla moda, sulla memoria, sui ricordi ritrovati.
Färg ha creato questi due mobili come delle personali timebox, scatole del tempo che nella loro stessa progettazione e realizzazione portano i segni di una memoria, una sorta di messaggio lasciato ai posteri. La loro superficie esterna infatti è stata ricoperta di pagine di magazine di moda, la testimonianza delle tendenze e dei corsi e ricorsi storici, secondo Färg.
Poi le pagine della rivista, un numero di Plaza che porta la data della realizzazione del mobile stesso, sono state ricoperte da uno strato semi-coprente di vernice nera, che lascia trasparire figure e silhouette. Il mobile porta quindi con sè i segni del contesto, temporale, culturale, storico in cui è stato realizzato. Una copia della stessa rivista poi, è stato nascosta in un particolare scomparto segreto, per essere ritrovata, chissà, un giorno…
Via | Yatzer.com

Julius Mattsson è un giovane web e graphic designer svedese che per “presentarsi” e sognare una succosa assunzione presso qualche studio prestigioso ha voluto lanciare una nuova, fiammante versione del suo portfolio.
Le doti da “graphic” non mancano come si può notare, il look dell’intero sito simula una sorta di avviso “Wanted” in stile Far-West e ciò vale anche per le sezioni interne come il blog (immancabile), il profilo, i lavori effettuati e la pagina di contatto (e non è la prima volta che noto un form impostato in quel modo, abbastanza originale).
Il ragazzo pecca di qualche imperfezione o elemento poco consono come l’header vettoriale dall’effetto strappato ma il resto è ben realizzato, come il menu dal gradevole rollover e la gestione dei contenuti che vengono ben richiamati, anche in homepage. Pochi clienti illustri, ancora molti esperimenti “di studio” ma Mattsson promette bene ed è da tener d’occhio.

La designer svedese Jessika Källeskog lavora tra il suo Paese e Milano.
Tra i prodotti visibili sul sito segnalo il suo Cut Table, un tavolo in legno dalla linea minimale e molto pulita.
Una cosa che rende caratteristico questo prodotto è il “solco” creato al centro del tavolo, una sorta di apertura con un taglio molto semplice ma efficace, dove poter riporre oggetti e cibi di ogni tipo.
Via | trends now