
Sentimenti antisociali? I giapponesi di Fift si sono inventati Consider Ones Place proprio per rispondere ad una necessità che ritengono sacrosanta, quella di isolarsi in un mondo a parte, allontanadosi dai brusii indisiderati dell’ambiente ci circonda.
La scala -perchè di una scala in legno di quercia si tratta- è dotata di un sedile ed un porta computer posizionati sull’ultimo piolo. Per starsene a penzoloni, ma anche, secondo le intenzioni dei designer, per non cedere alle distrazioni e mantenere la debita concentrazione sul proprio lavoro. Ma a patto di non cadere, aggiungiamo noi!
“Consider One’s Place” è disponibile sul sito di Novelax, insieme peraltro ad una nutrita collezione di oggetti, sempre che riusciate a capire il giapponese.
Via | Me Design Mag
Minimale, formalmente ineccepibile, potenzialmente economica. Queste le caratteristiche tutte giapponesi della rastrelliera Tenkei (”tipico” in giapponese) progettata dal duo Luft e distribuita dal marchio Mitsubai.
Due le versioni disponibili: oltre a quella per una sola bicicletta, che vediamo nella foto qui sopra, c’è anche l’opzione a due posti con altezza differenziata.
Via | Spoon Tamago
Shin Azumi, il designer giapponese dietro ad Ap Stool, non aveva una sedia prima di trasferirsi in Gran Bretagna, dove attualmente vive. Un dato non da poco, quasi incredibile per uno che di professione fa il designer, e che certamente avrà inciso sulla sua maniera di concepire e progettare le sedute del suo portfolio.
Nel caso di Ap Stool, il gusto è senz’altro vicino alla cultura giapponese, e lo è anche l’attitudine a ricavare una forma tridimensionale dalla flessione di un piano. Lo sgabello, infatti, è realizzato con un unico foglio di multistrato, piegato ad arte per coniugare alla funzionalità eleganza e understatement.
Il prodotto è stato presentato all’ultimo Salone del Mobile dal marchio Lapalma.
Via | Minimalissimo
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Dopo Paper Cloud, continua la collaborazione tra Moroso e il designer giapponese Tokujin Yoshioka, questa volte alle prese con un concept ancora più sperimentale che gioca sull’idea di assenza di forma e di plasmabilità.
Di Memory, infatti, Yoshioka dice: “questa sedia ci può ricordare la bellezza della natura per le sue espressioni sempre in mutamento, e può anche creare l’impressione che non ci sia alcuna traccia di un progetto”. Il particolare tessuto con cui è stata realizzata, sviluppato appositamente per il prodotto a partire dall’alluminio riciclato, si altera infatti a seconda delle pressioni che vengono esercitate, lasciando l’impronta dell’uso e della forma apportata dall’utente finale.
Per Yoshioka, si tratta di un nuovo lavoro di ricerca dopo quello, già in anteprima su Designerblog, di The Invisibles per Kartell: due progetti che, nel bene o nel male, sarà molto interessante vedere dal vivo, e che confermano la grande visibilità che questo designer sembra già avere conquistato in questa edizione del Salone.
Via | Existing Visual
La seduta Memory di Tokujin Yoshioka per Moroso



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E’ una bicicletta dalla forma insolita quella disegnata dal giovane designer giapponese Yuji Fujimura, che ha progettato un prototipo per bicicletta elettrica dalla scocca particolarmente alta e sottile.
All’interno, infatti, è ubicata una batteria agli ioni di litio in grado di ricaricare, oltre alla bici, anche altri tipi di device, come cellulari o ipod. Sella, manubrio e pedali possono essere piegati in modo da riporre la bicicletta entro uno spazio ridottissimo. Ma come la mettiamo con le folate di vento che ne possono colpire la superficie?
Via | Buzz Beat
La bicicletta elettrica di Yuji Fujimura
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Tecnologia poetica per la vetrina di Hermes a Tokyo, dove il designer Tokujin Yoshioka ha curato un’installazione site specific per il periodo natalizio. L’idea è semplice, e vuole esaltare il prodotto più classico e leggendario della Maison, il foulard, attraverso un’opera un po’ onirica e capace di coniugare tradizione francese e stile giapponese.
Un volto di donna, ripreso in video, soffia su un foulard (questa volta fisico) sospeso al soffitto, animandolo e facendolo muovere nello spazio. Minimale e chic, in mostra fino al 10 gennaio.
Via | Cubeme