Oggetti tridimensionali realizzati per servizi fotografici, packaging esclusivi come quello della vodka Sminoff, ali di carta per le vetrine di Hermès e poi brochure pop-up, e libri che sembrano sculture: la produzione del designer australiano Benja Harney è multiforme ma privilegia la carta come unico materiale da plasmare e declinare, in tutte le sue forme.
Si definisce “paper engineer” e dichiara d’essere autodidatta: tutta sua l’idea quindi di utilizzare costruzioni di carta per illustrare qualsiasi cosa, per creare set illusori in cui mettere in scena qualsiasi tipo di prodotto, per creare mondi che si dispiegano al solo voltar pagina.
La via scelta da Benja Harney è un modo piuttosto singolare di declinare una professione come il set designer, così come anche la sua produzione di libri pop-up si distingue dalla maggior parte di questo genere di pubblicazioni per lo più dedicate a storie per ragazzi. Se il suo profilo vi sembra interessante, qui trovate anche una lunga intervista.
Urb Garden è il progetto ecosostenibile per cui il giovanissimo designer australiano Xavier Calluaud è stato selezionato per partecipare all’Australian Design Award. Si tratta del prototipo di un orto verticale del tutto autosufficiente, in grado di fertilizzare e nutrire le piante.
Ogni pianta è collocata in un “balcone” rimovibile, da cui può essere annaffiata, potata, curata. La struttura verticale è completata da un bidone in cui rifiuti organici vengono trasformati in concime e da un terrario per vermi, i cui escrementi sono utilizzati come fertilizzante.
L’acqua e i materiali concimanti vengono distribuiti alle piante attraverso un sistema d’irrigazione interno, capace di recuperare in seguito l’acqua in eccesso e riciclarla. Inteso come progetto per sensibilizzare le coscienze di chi abita in città, Urb Garden potrebbe essere una soluzione per crescere un piccolo orto autonomo in poco spazio.
Via | Picocool.com
Il designer australiano Barton Smith ha voluto ideare e proporre un concept riguardante la graphic user interface di Facebook, che da sempre pecca in questo aspetto gestendo non proprio al meglio l’enormità e la diversità di contenuti condivisi dagli utenti del social network più utilizzato al mondo.
L’interfaccia è decisamente più gradevole, offre maggiore spazio al lifestream degli utenti allargandosi in orizzontale, mentre l’attuale layout punta molto sullo scroll in verticale e sottraendo molto spazio agli elementi che dovrebbero essere più valorizzati. Molto apprezzabile, a mio avviso, la successione degli status nella barra posta nella parte inferiore della finestra.
Un design che rivoluzionerebbe quello attuale, sicuramente migliorandolo sotto numerosi aspetti per nulla “risolti” dopo l’ultimo restyling di inizio 2009 e la recente versione lite. In basso potete sfogliare la galleria dei concept proposti da Smith e dopo il salto un video che mostra il funzionamento dal vivo. Cosa ne pensate?
Il designer australiano ha ideato un concept per la nuova GUI del social network




Continua a leggere: La nuova (possibile) interfaccia di Facebook ideata dal designer Barton Smith

Abbiamo già avuto modo di affrontare un progetto di questo designer australiano, ora torniamo a parlare di Stuart McFarlane con piacere, attraverso un altro suo lavoro.
In questo caso non si tratta di una seduta, ma bensì di un gioco tra i più conosciuti al mondo, cioè quello degli scacchi.
Il suo set per giocare a scacchi ha una linea molto insolita, infatti sia la base che le pedine sono fatte in alluminio, un materiale molto leggero che conferisce al prodotto uno stile sicuramente poco “classico”. Anche il design delle pedine è molto pulito e minimale, in una rivisitazione di questo gioco davvero molto originale.
Via | the grafik museum

Lo stile delle scritte con gessetti su lavagne sembra una tendenza piuttosto di moda negli ultimi mesi. Abbiamo visto stickers scrivibili come lavagnette, o anche magliette, e poi vernici colorate su cui scrivere e disegnare con i gessi: addirittura interi videoclip realizzati con disegni fatti a mano sulle vecchie lavagne scolastiche o su enormi superfici come quello dei Coldplay.
Il graphic designer australiano Felix Lobelius ha scelto lo stile visivo semplice e immediato delle scritte a mano su sfondo nero per evocare intimità e familiarità nel costruire packaging e immagine coordinata del coffe shop svedese Kaffe. Flyer, business card e perfino i bicchieri di cartone sono decorati con messaggi informali scritti in maniera irregolare in bianco gesso su fondo nero.
Via | Packagingoftheworld.com

Sensibile alla crescente attenzione per le scorte idriche e a soluzioni di design pratiche, economiche ed intelligenti, i creativi dell’Australiana Hughie hanno progettato Hughie Sink, come una sorta di lavello removibile in materiale plastico biodegradabile, a metà strada tra il classico catino utilizzato come supporto per le faccende quotidiane e una soluzione con manici e foro per l’uscita dell’acqua, per soddisfare soluzioni eco sostenibili momentanee o permanenti.
Continua a leggere: Hughie Sink, il lavello a-porter di Hughie candidato all’AIDA 2009

Brainwash Espresso Culture è la nuova linea di complementi d’arredo progettata dall’australiano Jason Bird per Luxxbox.
La serie contempla piccoli sgabelli, panche e tavoli, realizzati in acciaio zincato rivestito a polvere, provvisti di finiture in polietilene che migliorano la stabilità e facilitano stoccaggio e impilamento.
Robusti, agili, disponibili in un’ampia gamma di colori e con finiture d’acciaio inossidabile, sembrano l’arredamento ideale per spazi pubblici e privati molto frequentati.
Via | Dezona.com